*/ ?> Recensione di Mario Tennis Open (3DS) - Wii Italia
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Mario Tennis Open: la recensione

Let’s Play?

Mario Tennis Open per Nintendo 3DS

“Let’s play”, canticchia Mario, come sempre prendendo in prestito la voce di un Charles Martinet sempre più robotico, una volta selezionata l’icona di Mario Tennis Open dal menu del 3DS. Quante volte l’avete sentito, quel “let’s play”?

Come Wii e DS nel passato recente, anche 3DS inizia a subire l’incessante assalto di spin-off più o meno sportivi dedicati al Regno dei Funghi: comprensibile che qualcuno stia iniziando a lamentare una certa stanchezza? La risposta è no, fintanto che Nintendo riuscirà a confezionare prodotti di qualità e titoli così diversi l’uno dall’altro, difficilmente il mercato di Mario Kart, Smash Football, Golf Tour e soci sarà davvero saturo.

E, fortunatamente, Mario Tennis Open di qualità ne ha da vendere.

Ritorno al 64

mario-tennis-3ds-3ds_010Mario Tennis Open si distacca non di poco dal suo predecessore uscito su Game Cube (e anche su Wii sotto l’etichetta New Play Control), adottando un approccio più sobrio e rimuovendo dall’equazione del suo gameplay quel “Power” fatto di tiri speciali e situazioni surreali.
Camelot ha preferito sacrificare, infatti, esplosioni colorate e mosse sbilanciate in favore di uno spirito più vicino alla simulazione arcade vista su Nintendo 64.

Questo implica un’accessibilità al titolo leggermente inferiore ed un numero di situazioni ridotto ma maggiormente controllato. Una scelta che ben si adatta con la volontà di creare, attorno a questo episodio per 3DS, una community online sempre in lotta per la vetta delle leaderboard regionali.

Al posto dei super tiri, sono stati introdotti dei colpi potenziati attivandoli usando la giusta mossa solo quando dei pannelli colorati appaiono sul campo da gioco come conseguenza di alcuni particolari rimbalzi della palla.
Questi pannelli sono una sorta di guida che invita a schiacciare, eseguire un tiro ad effetto o a tentare una palla smorzata al momento giusto guadagnando della potenza extra, ma essendo visibili anche dall’avversario rendono queste strategie estremamente prevedibili.
Quindi, non solo si tratta di una meccanica ben bilanciata, ma che permette anche di eseguire bluff e finte a volontà, aumentando lo spessore del gameplay.

Non abbiate dubbi, però. Mario Tennis Open, malgrado l’approccio meno “giocoso”, è un titolo si incredibilmente profondo ma anche molto divertente.

Camelot, per non spaventare i giocatori che di tennis non capiscono un’acca, ha prima di tutto ripensato il titolo dalla base, ovvero dal sistema di controllo, inserendo un gran numero di configurazioni dei comandi in grado di soddisfare qualunque tipo di utente, dal più casualone all’hardcore più sociopatico.

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Movimenti automatici, visuale in prima persona per mirare, touch screen personalizzabile e addirittura un pulsante in grado di selezionare, in automatico, la mossa più adatta ad ogni situazione (sacrificando un pò di potenza di tiro), garantiscono un ambiente in cui divertirsi imparando partita dopo partita, osservando le scelte della CPU ed assimilandole.

Così, per una volta, chi volesse imparare davvero come questo genere di giochi funziona ha tutti gli strumenti per farlo, rimuovendo mano a mano tutti gli automatismi del caso ed imparando a sfruttare rotazione e rimbalzo della pallina per colpire con precisione chirurgica il punto desiderato del campo di gioco avversario.

La robusta modalità per giocatore singolo, infatti, altro non è se non un’enorme palestra in cui affinare le proprie abilità, sbloccando pian piano livelli di difficoltà sempre più esagerati, affrontando allenamenti brillantemente travestiti da minigame di qualità stupefacente, imparando a cooperare nei doppi.


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