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VVVVVV: la recensione

VVVVVV

Si legge “Sei volte V“, oppure “La lettera V per sei volte“.
In realtà sono delle adorabili spine in ASCII. Di quelle che fanno fuori Mega Man o Simon Belmont con un semplice tocco.
Solo una delle tante cose che vi ucciderà ancora e ancora in questo perverso progetto sviluppato da Terry Cavanagh.
Nato come giochino in flash e cresciuto grazie all’enorme popolarità accumulata in breve tempo proprio grazie alla smodata difficoltà, che ha portato centinaia di giocatori a postare schermate e video di speedrun e punteggi record attraverso la rete, VVVVVV si è trasformato da progetto no-profit a titolo distribuito digitalmente con tutti i fini lucrativi del caso.
Nicalis non è esattamente una software house affidabile al momento, in special modo per l’Europa. Fortunatamente, però, tra i titoli cancellati per il nostro mercato (Cave Story DSiWare, La Mulana) non figura il lavoro di Cavanagh, che pur sei mesi dopo l’uscita Americana, arriva sull’eShop nostrano per la modica cifra di 8 Euro.

The hardest part

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VVVVVV è un titolo molto cattivo. Spietato, finanche.
Si controlla come un platform, si dipana come un metroidvania, ma si risolve a suon di puzzle.
Il cuore del suo gameplay è il controllo della gravità: il protagonista, infatti, non può saltare, ma può invertire la polarità gravitazionale, spostandosi dal pavimento al soffitto e viceversa.
Una meccanica certamente non completamente originale (ricordate Gravity Man in Mega Man V? Per non parlare di Mario Galaxy…), ma che mai era stata sviluppata a tal punto e che, unita alla malvagità intrinseca dello sviluppatore, crea un gameplay dal ritmo serrato, capace di uccidere il giocatore centinaia di volte in un solo minuto, mentre questi cerca disperatamente il modo per superare la stanza-puzzle di turno.

Sebbene ci sia da aspettarsi che in tanti bollino il titolo come sbilanciato e lo abbandonino tra le critiche più aspre, ci sono diverse cose decisamente brillanti in VVVVVV. Talmente brillanti e geniali che in molti lo hanno acclamato come uno dei migliori Indie di sempre.
La navigabilità del mondo, ad esempio, è esemplare. Spinge e a cimentarsi in sfide sempre nuove, riducendo e addirittura eliminando noiose sezioni di backtracking grazie ad un intelligente sistema di teletrasporto e ad un livello hub strutturato in modo da annullare la noia e favorire l’esperienza concreta di gioco.
L’uso dello spazio nei livelli è stupefacente, nessun pixel è stato sprecato nella realizzazione di VVVVVV, ogni centimetro quadro del mondo di gioco è stato concepito per nascondere una sfida o una trappola mortale.

VVVVVV è compresso, ricco di contenuti, ed esplora e sfrutta ogni possibile applicazione del concetto di morte e gravità, consegnando nelle mani del giocatore contenuti a ritmo serrato. Il livello di difficoltà è bilanciato alla perfezione verso l’alto, ma l’interesse del giocatore e la sua autostima vengono sempre mantenuti vivi grazie a variazioni delle meccaniche di gioco che includono escort mission, superfici rimbalzanti e livelli a scorrimento verticale.
Persino i punti di salvataggio si trasformano in un elemento interattivo, avvisando ora della presenza di pericoli imminenti, ora ingannando il giocatore costringendolo a ripartire da punti convenienti solo in apparenza.

Se amate le sfide e siete capaci di mantenere la calma, se non vi lascerete sconfiggere dalla frequenza di decessi scandalosamente alta, quello che questo titolo nasconde è un level design sopraffino, pensato appositamente per i giocatori più coraggiosi — e se vi ritenete già dei campioni di VVVVVV, provate a collezionare gli oggetti segreti sparsi per il mondo o a cimentarvi negli assurdi mondi extra creati per l’occasione da alcuni tra gli sviluppatori indipendenti più in vista del momento (tra cui l’adorabile Notch).

Prince of Persia, come and save us

vvvvvv-3dsware_002Se c’è una cosa che ad occhi chusi vale il prezzo del gioco è la colonna sonora, composta dal talentuoso Magnus Pålsson. Semplicemente sublime, attinge da elettronica e chiptune, mixandone le influenze con un’anima da Commodore 64. Il risultato è strabiliante.

Il comparto grafico è praticamente identico alla versione pc del gioco, e mantiene l’aspetto tipicamente C64, celebrato anche dall’iconcina di lancio, una cassettina che sembra arrivare direttamente dalla metà degli anni ottanta.

Ottimo il lavoro svolto con il 3D stereoscopico, che pur non raggiungendo i fasti dell’incredibile Mighty Switch Force, svolge un ottimo lavoro nel dare la giusta profondità ad ogni ambiente, pur mantenendo intatta l’atmosfera surreale creata dall’alternanza continua di colori accesi e di spazi negativi inondati di nero pece.

Avremmo apprezzato un lavoro di raffinamento delle collisioni, direttamente responsabili di alcune delle morti più frustranti, e del controllo scivoloso del protagonista, ma tutto sommato si tratta di quegli aspetti che rendono il gioco un inferno. Siamo sicuri che i puristi apprezzeranno questa scelta.

I giocatori alle prime armi apprezzeranno l’esaustiva mappa visibile in ogni momento sullo schermo inferiore della console, che rende impossibile perdersi — riducendo anche non di poco la longevità globale, che si attesta attorno alle due-tre ore per il completamento del solo story mode.

Con le idee chiare.

VVVVVV è un titolo con le idee chiare.
E’ impossibile consigliarlo a tutti vista la difficoltà (magari provatelo gratis su PC prima!) ma gli appassionati di retrogaming e giochi indipendenti sicuramente dovrebbero dargli una chance.
I fan della versione originale, poi, non solo potranno godere di una pratica versione portatile, ma anche di una buona quantità di livelli extra con cui mettere nuovamente alla prova la propria sanità mentale.

7.5

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