Freakyforms: Le tue creazioni prendono vita!: la recensione

It’s Alive! It’s Alive!

FreakyForms per Nintendo 3DS - eShop

Aggiungere qualcosa di proprio all’interno di un gioco è sempre stato un’interessante e divertente possibilità, volta a rendere un’esperienza videoludica più personale e aumentarne il grado di immersione. Col passare del tempo, questa idea ha portato alla nascita di veri e propri software creativi, dove la parte di personalizzazione ha assunto il ruolo di attrazione principale, ricevendo più cure e attenzioni del gameplay vero e proprio. Anche in FreakyForms, lo sviluppatore Asobism ha deciso di intraprendere questa strada, portando così alla nascita di un titolo dalla doppia anima: quella creativa e quella giocosa. Questi due aspetti si distinguono non solo per scopi e obiettivi da portare a termine, ma anche per quanto percepito dal giocatore in termini di divertimento e soddisfazione. E questo, purtroppo, è uno dei difetti principali del titolo.

Assemblamento

In FreakyForms, come avrete potuto intuire dal lungo sottotitolo, il giocatore è chiamato a dare vita a delle strane bestie chiamate Formì, creabili da zero e totalmente personalizzabili nei loro aspetti principali. Questi andranno letteralmente costruiti, assemblando i vari pezzi di diversa forma che il gioco fornisce, via via, in numero sempre crescente. Divise in varie categorie, queste forme donano al nostro personaggio diverse caratteristiche che, oltre a variarne l’aspetto, ne definiscono i comportamenti.

Grazie alle diverse funzioni messe a disposizione nell’editor, si possono effettuare inoltre trasformazioni di dimensioni e scala, cambi di colore e rotazioni. Una volta creato l’aspetto fisico, il grosso del lavoro è stato fatto: resta da scegliere un “verso”, che il nostro mostro ripeterà durante i lentissimi dialoghi, e la voce, scelta tra una serie di borbotti campionati e catalogati in base alle loro caratteristiche.

E’ in questa fase che il gioco mostra tutto il suo potenziale, dando al giocatore più creativo e armato di impegno la possibilità di realizzare praticamente qualsiasi cosa. Per rendere più varia questa modalità, gli sviluppatori hanno introdotto una serie di alternative come la presenza di una sfida di creazione: tramite una sagoma e un indicazione, dovremo cercare di costruire un Formì più somigliante possibile a quello nascosto.

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Anche se non riceviamo un vero e proprio giudizio al termine del nostro lavoro, rendendo quindi queste sfide un po’ fini a se stesse, il gioco riesce comunque nell’intento di variare la formula della fase creativa. Oltre a questo, è anche possibile collezionare una serie di Formì da utilizzare come base nei momenti di vuoto creativo o anche per avere uno spunto: selezionandone uno dall’elenco dei disponibili, ci verranno forniti i pezzi e le istruzioni per costruirlo, come nelle sorprese del famoso ovetto di cioccolata.

Per sfruttare le nuove caratteristiche della console portatile, gli sviluppatori hanno introdotto anche un meccanismo di scambio di creazioni tramite QR Code, un metodo veloce che rende l’importazione di nuove forme semplice e indolore, e il supporto per StreetPass e per foto con realtà aumentata.

Girovagando per il mondo

picture-lives-3dsware_001Una volta finita la fase di creazione, arriva finalmente il momento di portare il nuovo amico a fare un giro sul nostro pianeta. A seconda dei pezzi scelti durante la precedente fase, il nostro Formì avrà diverse caratteristiche: il numero e la lunghezza delle gambe ne determinano la velocità e l’equilibrio, mentre la presenza di ali o pinne aggiungono la possibilità di volare o muoversi liberamente in acqua, rendendo sostanzialmente i personaggi diversi fra loro.

L’esplorazione del pianeta è una sezione platform esplorativa da giocare in un arco di tempo limitato, proporzionale alla grandezza della luogo scelto. Durante questo lasso di tempo il giocatore può decidere di concentrarsi su diversi obiettivi, tutti volti ad ampliare i contenuti disponibili. Mangiando i vari frutti e altri cibi presenti sul pianeta, il nostro personaggio produrrà delle uova, che a fine livello possono essere aperte per trovare diversi premi, come nuovi personaggi e sfide di creazione.

Gli altri Formì che troviamo a spasso nel livello possono essere sbloccati completando le loro richieste, generalmente dalla difficoltà non eccessiva: alcuni esempi sono consegnare un certo oggetto, trovare blocchi nascosti oppure fare una bella cacca dorata (si, avete letto bene). Infine, aprendo i forzieri con le chiavi sparse per il livello, si possono trovare degli addobbi per gli stage, come alberi, nuvole, casette e quant’altro, tutti rigorosamente personalizzabili sia nelle forme che nel colore. Man mano che si spendono ore nel gioco, ci troviamo con uno strumento sempre più potente e completo, che ci permette di ricreare visivamente davvero tante cose.

Paradiso amaro

Il titolo purtroppo non è esente da note dolenti: uno su tutti il sistema di controllo scelto, ovvero il touch screen. Se nell’editor questa scelta si rivela giusta e comoda, non si può dire altrettanto per le altre fasi. Benché non ci si trovi davanti un platform vero e proprio e cadere in un burrone o sbagliare un salto non risulti così fatale come in altri giochi, rimane comunque la frustrazione di non riuscire a controllare il personaggio con precisione o reattività, specialmente quando si sente il fiato sul collo del limite di tempo. Questo difetto può essere certamente limitato giocando e prendendo la mano con lo strano sistema di salto, oppure creando personaggi alati e bypassando direttamente il problema.

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Purtroppo, la sezione esplorativa è minata da altri difetti ben più corposi, primo su tutti la ripetitività. Interagire con gli altri personaggi e svolgere le loro quest diventa alla lunga monotono e pian piano si arriva a pensare a queste porzioni di gioco come un compito che è necessario svolgere per potersi poi divertire con l’editor.

Anche nella fase di creazione ci sono da registrare alcuni piccoli difetti, come l’assenza di una funzionalità di undo, fondamentale durante il posizionamento delle forme più piccole, e la mancanza di una musica di sottofondo, imperdonabile assenza vista l’importanza di questa fase.

Graficamente, FreakyForms si presenta con uno stile particolare ma molto consono al tono giocoso del titolo, il quale purtroppo non va decisamente a braccetto l’effetto 3D, impercettibile in quasi tutto il gioco.

In conclusione

FreakyForms è un titolo difficile da inquadrare e che può piacere moltissimo come annoiare dopo qualche mezzora. Sicuramente, il “pezzo forte” del gioco è la fase di creazione che, con la trovata delle forme, è la chiave di volta per apprezzare e godersi questa produzione Nintendo.

I giocatori che invece non verranno catturati da questo aspetto, verranno sicuramente allontanati dai difetti delle altre situazioni. La formula “più giochi e più sblocchi” adottata può essere un buon incentivo a continuare, anche se la limititatezza iniziale può risultare fuorviante per chi non ha intenzione di dedicare molte ore alla scoperta dei tanti contenuti sbloccabili.

6.5
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