*/ ?> Recensione di Pandora’s Tower (Wii) - Wii Italia
Ci siamo trasferiti qui!

Pandora’s Tower: la recensione

Operation Rainfall

Gli ultimi rantoli di Wii si stanno delineando come un buon tentativo di ripescare generi a lungo poco sfruttati su questa console. Tra Xenoblade e The Last Story abbiamo avuto modo di assaggiare approcci diversi ma egualmente validi al classico JRPG, così come con Fatal Frame 2 Rebirth potremo immergerci ancora nelle cupe atmosfere del survival horror.

Pandora's Tower per Nintendo WiiTra questi due estremi troviamo poi anche Pandora’s Tower, un gioco d’azione atipico e non banale che auguriamo ai nostri cugini americani di poter godere con noi, completando l’Operation Rainfall con la quale hanno chiesto a gran voce “pane per il loro Wii” negli ultimi mesi.

La misteriosa torre

Sviluppato da Ganbarion, team reso giustamente famoso dallo splendido Jump Jump Superstar per Nintendo DS (purtroppo mai uscito dai confini giapponesi…) e pubblicato da Nintendo, il prodotto in questione si articola lungo un asse narrativo intrigante e non banale. Una giovane fanciulla cade infatti vittima di una maledizione misteriosa, che la tramuterà lentamente in una bestia, deformandone l’aspetto in maniera raccapricciante. Soccorsa da una vecchia megera mercante, che sembra sapere molto (troppo) dell’accaduto, verrà portata lontano da occhi indiscreti dall’eroe di turno (il protagonista del gioco, cioè noi), fino a raggiungere i confini del mondo. Confini che si affacciano su una voragine di dimensioni gigantesche e apparentemente senza fondo, al centro della quale si erge una struttura mastodontica composta da tredici torri, legate tra loro da catene gargantuesche.

pandoras-tower-wii_015

Un’architettura impossibile, che scopriamo essere però importantissima, poiché impedisce l’espansione del crepaccio tenendo unite tra di loro le faglie di terreno circostanti, proprio grazie all’intrico di catene sopra descritto. Un luogo ricco di mistero, in cui ciascuna torre pare essere un piccolo microcosmo a sé, ispirato a diversi elementi: la terra, il fuoco, il metallo e così via. Piccoli mondi ormai degenerati, popolati da esseri immondi e mostruosi contro i quali dovremo batterci per salvare la giovane e bella Elena controllando il guerriero Aeron. Ebbbene si, perchè seguendo i consigli della misteriosa anziana Mavda scopriremo ben presto che soltanto la carne ancora pulsante del cuore delle bestie potrà aiutare la nostra amata a contrastare l’avanzata della maledizione.

Hack & Slash in salsa Wiimote

Il fulcro del gioco sono senza dubbio i combattimenti di Aeron in lungo e in largo per le 13 torri contro mostri di ogni sorta e natura. La struttura di base è quella di un hack & slash simile per intenderci a God of War o Rygar: il personaggio si muove in ambienti tridimensionali affrontando nemici con il suo armamentario, fatto di spade, doppie lame, lance e via discorrendo. Gli attacchi vengono portati con il tasto A, che se premuto più volte inscena le consuete combo, mentre se tenuto premuto permette attacchi di maggior impatto e danno. Con il tasto Z potremo parare e, muovendo contemporaneamente l’analogico, saremo in grado di schivare con scatti laterali o capriole gli attacchi avversari. Fin qui tutto abbastanza normale, ma non dimentichiamoci che siamo su Wii. E infatti, ecco intervenire, in combinazione con il tasto dorsale B, anche il puntatore, per offrire quel pizzico di novità che non guasta mai, se ben implementata. Sullo schermo infatti ci sarà anche un piccolo cursore, da spostare con il mirino del Wiimote, che permette due tipi di attività: tenendo premuto B potremo zoomare sulla parte di schermo evidenziata dal cursore, così da osservare più da vicino determinati punti di interesse della scena, o del nemico (per altro, rallentandone i movimenti: molto utile!); in secondo luogo, sarà anche possibile con una rapida pressione del tasto dorsale far entrare in funzione l’arma più importante di Aeron: la sua catena. Con essa potremo infatti eseguire molte azioni di gioco: potremo colpire oggetti lontani, agganciarci ad appigli per dondolarci e superare lunghe distanze, tirare leve irraggiungibili… ma, soprattutto, potremo incatenare i mostri, bloccarli, tirarli, legarli tra loro, ferirli agganciandoli per poi ritirare l’arma verso di noi con un rapido movimento del telecomando e così via. Proprio in questo oggetto risiede la particolarità del titolo che si innesta nella capacità di offrire una base di combattimento abbastanza solida anche se già vista, arricchita da elementi di novità assolutamente non marginali.

pandoras-tower-wii_005pandoras-tower-wii_009

L’alternanza tra pressione dei tasti, mira, movimenti del polso da un lato; e tra combattimento e enigmi ambientali da risolvere sempre con l’uso di questo strumento dall’altro offrono un prodotto che solo in apparenza risulta banale. A tutti infatti consigliamo di terminare almeno la 4° torre prima di esprimere giudizi sul titolo: arrivati allo scontro con il boss di questo livello (ogni torre ne presenta uno, che è l’obiettivo finale di Aeron per potersi procurare la carne di Magister necessaria per eliminare la maledizione di Elena) inizieremo a renderci conto della ricchezza e della varietà non solo del combat system e dell’armamentario, ma anche  e soprattutto dell’interazione ambientale di questi labirinti e delle dinamiche di risoluzione degli scontri con i nemici di alto livello.


Potrebbe interessarti anche...