Rhythm Thief e il Tesoro dell’Imperatore: la recensione
France Channel 5
Up, Down, Up, Down, Chu, Chu, Chu!
Parole magiche per gli appassionati di rhythm’n'game, importanti quanto le lettere H E L P per gli amanti della buona musica.
E quatta quatta, SEGA, pur ignorando i fan che a gran voce richiedono il ritorno di Ulala, distribuisce su Nintendo 3DS un nuovo gioco musicale che, a prima vista, sembra voler fare l’eco alle avventure del Professor Layton – peraltro condividendo l’ambientazione con il suo sfortunato rivale parigino, il Dottor Lautrec – ma che in verità non solo si rivela un degno esponente del genere, ma addirittura raccoglie con grandissima abilità l’eredità non del solo Space Channel 5, ma addirittura di tutti i titoli musicali sviluppati dalla casa del porcospino blu.
Non lasciatevi ingannare dalla tiepida demo: Rhythm Thief e il Tesoro dell’Imperatore è un titolo in grado di riservare un gran numero di sorprese a chiunque voglia dedicargli un po’ di tempo.
I’m throwing my arms around Paris
Rhythm Thief ci cala nei panni di Raphael, studentello nerd di giorno, ladro di opere d’arte di notte.
Il motivo per cui il giovane dai capelli rossi si dedica a quest’attività pericolosissima è presto spiegato: suo padre è scomparso anni or sono, lasciandosi dietro una scia di opere d’arte contraffatte ed una moneta fregiata da un misterioso simbolo.
Così, accompagnato dal fido cane Fondue, si lancia in spericolati inseguimenti e intrusioni mozzafiato nei palais della Parigi contemporanea… a ritmo di musica, utilizzando le sue doti di ballerino provetto per respingere gli attacchi di altri criminali e della ostinata polizia francese.
Ma l’incontro con la bella Marie, orfanella violinista, è destinato a cambiare per sempre la vita di Raphael, che si ritroverà alle prese con una bandola da sbrigliare che conduce niente di meno che ad un tesoro Babilonese dimenticato e… alla resurrezione di Napoleone!
La sceneggiatura del gioco è chiaramente pensata per un pubblico giovane, ma i personaggi principali ed un grande numero di comprimari garantiscono un’immersione completa nella fantastica ambientazione, peraltro portata in vita non solo da scenette animate mozzafiato, ma anche grazie ad un motore grafico ed una direzione artistica a dir poco squisiti.
Ottimo poi l’uso del 3D, sia nelle sequenze animate che in gioco.
Rhythm Thief è un piccolo gioiello, e garantiamo che quando i titoli di coda inizieranno a scorrere sui due schermi della console non potrete fare a meno che volerne di più.
La storia è divisa in dieci capitoli principali, strutturati in modo molto simile alle avventure di Luke e Layton: l’esplorazione avviene muovendo l’avatar su una mappa composta da schermate fisse che rappresentano alcuni dei luoghi più famosi della capitale francese, ed è possibile interagire con elementi del fondale e personaggi semplicemente usando il touch screen.
Ovviamente, al posto dei soliti puzzle dell’avventura Level-5, SEGA propone una serie di sfide basate sul ritmo e la musica, ugualmente surreali ma molto meno tediose. Per varietà, i minigiochi portano alla mente titoli come Rhyhthm Heaven, e sebbene l’esecuzione sia a volte altalenante (ma mai meno che sufficiente), l’avventura raggiunge di frequente punte di genialità stupefacenti.
Non solo il gameplay funziona e sfrutta appieno tutte le possibilità della console (dai tasti al giroscopio), ma la colonna sonora riuscitissima rende ogni sfida un’esperienza talmente gradevole da invogliare partite su partite allo scopo di migliorare il proprio punteggio.
I patiti dei giochi musicali, poi, gradiranno le numerose citazioni ad opere quali Space Channel 5, Project Rub, Samba de Amigo e persino Punch-Out — a riprova che il team di sviluppo non solo ha studiato per bene i rhythm’n'game passati e presenti, ma nutre una grande passione per il genere che ha voluto trasmettere ai fan di questo nuovo IP.
Party Like it’s 1970
Passione che si è riservata anche nell’inserimento di un numero strabiliante di compiti secondari, in grado di aggiungere un po’ di brio a quella che altrimenti sarebbe una modalità per giocatore singolo leggermente troppo semplice – se escludiamo le battute finali del gioco in cui la difficoltà aumenta e minigiochi più complessi ed appaganti vengono introdotti.
Il punto debole di Rhythm Thief è la volontà di voler accompagnare costantemente il giocatore per mano. Un “difetto” chiaramente riconducibile alla ricerca di un target ben preciso, che non compromette certamente l’esperienza durante tutta la sua durata, ma che talvolta potrebbe creare situazioni leggermente tediose a causa di backtracking e dialoghi leggermente superflui.
Il maggior rammarico riguarda l’impossibilità del titolo di esprimere al meglio il suo potenziale nelle sequenze esplorative.
SEGA ha avuto un’idea geniale, che ricorda da vicino le vecchie avventure grafiche in stile Lucas Arts: esaminando alcuni oggetti o parlando con taluni individui, è possibile registrare un gran numero di suoni, per poi riprodurli in altri luoghi con delle conseguenze sorprendenti.
Immaginate un’enorme guardia che vi blocca la strada: apparentemente invincibile, investigando scoprirete la sua fobia per i cani. A questo punto vi basterà registrare il ringhio di un quadrupede e riprodurlo nelle sue vicinanze, e questi scapperà a gambe levate lasciandovi liberi di continuare l’avventura.
Se il team di sviluppo avesse puntato di più su idee come questa e si fosse adagiata di meno sugli allori, seguendo il sentiero sicuro già tracciato da Layton, probabilmente a quest’ora staremmo già parlando di un capolavoro assoluto.
Un trombon con sordina
E’ stupefacente come un titolo di questa qualità abbia praticamente raggiunto gli scaffali in completa sordina, e speriamo che questo non comprometta i progetti della casa giapponese, chiaramente intenzionata a trasformare le avventure di Raphael in una serie.
Rhythm Thief è un titolo in un certo senso acerbo, non privo di sbavature.
Ma al tempo stesso è un’avventura così gradevole da riuscire sempre a strappare un sorriso, sempre in grado di stupire con una citazione ben assestata o un minigame particolarmente intrigante.
Spendendo qualche ora in compagnia di Raphael, si viene colpiti dalla fortissima sensazione di aver incontrato uno di quei personaggi dei videogiochi in grado di lasciare il segno per sempre, ma il cui potenziale deve ancora esprimersi appieno.
Che il 3DS abbia trovato il suo Ouendan?
8.0Commenti Sottoscrivi i commenti
Lascia un commento
Devi effettuare l'accesso per lasciare un commento.





Recensione: Rhythm Thief e il Tesoro dell'Imperatore
Ora nei negozi: Rhythm Thief e il Tesoro dell'Imperatore!
COD su Gamecube
Virtual Console su wii U


yomidi
11.57 am
Ottimo,dopo questa recensione credo che prossimamente lo comprerò
serphentelm
12.03 pm
bella recensione; sono d’accordo su tutti i punti..molto consigliato come gioco
Haseo
12.04 pm
Un gioco che trovo decisamente interessante, lo terrò in considerazione quando finalmente prenderò il 3DS!
Una domanda: la fate la recensione di Pandora’s Tower? ><
Psy
12.42 pm
Arriva domani!
Gazpacho
2.21 pm
Pandora! Pandora! Pandora! <3
Haseo
5.48 pm
Ah, ottimo! *o* Sono proprio curioso di vedere cosa ne pensate, avendolo già giocato e finito!
Zorgio92
12.23 am
per me Pandora è da otto pieno, ne più ne meno…aspetto anche io una vostra recensione =)
galaxy999
12.05 pm
se si vuole completare al 100% bisogna armarsi di pazienza perchè alcune sfide sono toste
Gazpacho
2.22 pm
L’ultima sfida di Samba è troppo difficile T_T
galaxy999
11.19 am
arrivo a E per grazia ricevuta
arkanim94
12.07 pm
Se non fosse in arrivo thatrymith FF lo avrei preso sicuramente. Aspetterò.
Ottima recensione comunque.
Momo87s
12.52 pm
Ero già convinto di volerlo comprare non appena lo avessi trovato ad un prezzo decente, ora ne sono sicuro.
Però scusa, chi ha detto che gli enigmi di Layton sono tediosi???
serphentelm
2.51 pm
beh alcuni, sono daero osceni e direi piuttosto impossibili senza usare le monete (di cui le prime 2 vanno sprecate perchè danno indizi farlocchi -.-)
verotoad
3.13 pm
Più che osceni o impossibili, direi che c’è un effetto “Déjà-vu” (ancora più marcato nell’ultimo episodio).
A me, personalmente, ho ben gradito quegli enigmi complicati (pochi, per sfortuna) che – pur di non usare indizi – mi hanno tenuto impegnato per parecchio tempo (anche durante il sonno)
Momo87s
5.06 pm
Boh, ammetto che ogni tanto ci sono enigmi già visti e rivisti nei capitoli precedenti, ma da qui al dire che sono tediosi ce ne passa!
verotoad
5.14 pm
@Momo87s Concordo in pieno.
Stark
9.19 pm
“Un trombon con sordina”…ottima citazione (e bella rece)