PokePark 2: Il Mondo dei Desideri: la recensione
Il primo capitolo di PokéPark si presentava come un simpatico mix tra avventura e azione, con una buona dose di minigiochi e qualche elemento basilare da GDR per contornare il tutto. Pensato principalmente per i più piccoli, il titolo risultava aprezzabile anche dai fan più grandicelli, a patto però di chiudere un occhio sugli innegabili, piccoli, difetti che ne impedivano la piena godibilità.
Nintendo e Creatures Inc. ci hanno adesso riprovato con questo secondo capitolo, che, sin dai primi istanti, sembra aver mantenuto la struttura e lo spirito del predecessore. Cosa dire però dei sopracitati difetti? Seguite la coda di Pikachu e ve lo racconteremo.
Come nel cartone
In PokePark 2 il giocatore prende di nuovo il controllo del più famoso “piccolo mostro” di casa Nintendo, impegnato questa volta nell’aiutare l’amico Piplup e altri Pokemon rapiti all’interno del misterioso e fantastico “Parco dei Desideri”
Nonostante sia innegabile che la trama sia semplice e lineare, va riconosciuto il pregio del gioco nel raccontare gli eventi in modo interessante e mai noioso, sopratutto grazie al buon uso delle potenzialità derivanti dal motore grafico adottato.
La veste grafica tridimensionale, infatti, ha il pregio di aiutare il giocatore a compiere un passo in più nell’immersione all’interno del mondo colorato e grazioso dei Pokemon. I mostriciattoli, in particolare, hanno guadagnato molto dalla trasposizione in tre dimensioni: le animazioni, i movimenti e la cospicua gamma di espressioni facciali forniscono ai Pokemon un grado di caratterizzazione più profondo di quello offerto dai semplici sprites bidimensionali dei titoli mainline. Un ruolo importante viene giocato anche dall’audio, sopratutto grazie agli ottimi effetti sonori per le “voci” dei Pokemon, davvero adeguati al tipo di esperienza che il gioco vuole proporre.
Non è da sottovalutare, quindi, la potenza espressiva del titolo, potenziata dall’ottima fattura delle cutscenes o dai piccoli siparietti allestiti dai protagonisti più e più volte durante tutta l’avventura, perfetti per sottolineare i passaggi della trama.
Il comparto grafico è quindi molto funzionale al gioco, e non si sforza di fare più di questo: i modelli poligonali, nonostante le migliorie rispetto al precedente titolo, rimangono piuttosto semplici, guadagnando però profondità grazie ai buoni effetti di luce. Unica pecca veramente fastidiosa sono gli occasionali cali di framerate durante alcune delle battaglie più concitate.
Follow my lead
Che PokePark sia un titolo pensato per i più piccoli si nota fin dai primi minuti di gioco, durante i quali il piccolo mostriciattolo giallo viene condotto attraverso una esaustiva serie di tutorial che illustrano ogni singola meccanica presente nel gioco. Anche durante il proseguimento della storia si viene inevitabilmente guidati da dialoghi che spiegano con minuziosità le azioni da intraprendere per proseguire, non lasciando spazio a dubbi e incertezze.
Come se tutto questo non bastasse, dando un occhiata alla mappa in basso a sinistra si possono notare delle indicazioni colorate di rosso che segnalano la prossima locazione da raggiungere. Se da una parte il gioco sembra voler guidare a tutti i costi il giocatore, è da segnalare la possibilità di lasciare da parte in ogni momento il filone principale dell’avventura per dedicarsi invece alla perlustrazione delle varie aree del Pokepark, alla ricerca di segreti e oggetti speciali, nonché al soddisfacimento delle richieste dei vari Pokemon che vi abitano che, come vedremo tra poco, costituiscono il vero fulcro del gioco.
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Recensione: PokePark 2: Il Mondo dei Desideri
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Bishop
1.47 pm
Ottima recensione speravo in un voto più alto,però c’è un piccolo errore verso la fine “quantità di Pokemon” li
Rossana
1.50 pm
Quoto!! Anch’io pensavo un voto più alto!
Comunque a me piace come gioco! E non mi dispiace affatto che ci siano meno minigiochi!
Bishop
2.09 pm
comunque ognuno ha i suoi gusti,poi ovviamente io appena vedo qualcosa con i pokemon non ci vedo più…
Rossana
2.21 pm
Idem!!!! Gli unici che non ho preso sono Rumble e alcuni dungeon….
Bishop
2.31 pm
curioso,i pokemon e il tuo nome mi ricordano i bei tempi della prima serie e un altro anime che guardavo con lo stesso nome tuo nello stesso periodo(maledetta infanzia)
Rossana
2.42 pm
ahah il cartone Rossana??? Anch’io lo guardavo!!! Cmq mi chiamo veramente così!!
Io mi ricordo esattamente il giorno in cui ho visto la prima puntata dei pokèmon su italia uno!!! Bellissimo!!!!! Da li è nata tutta la mia passione per i pokèmon…. chi si immaginava a quel tempo che i pokèmon sarebbero diventati più di 600!!! <3 E chissà quanti altri ne faranno ancora!!! Mah…. =)
AndryPrime
9.38 pm
Mi aggiungo al vostro dolce rimebrare, i Pokemon sono stati la mia infanzia e giocarli per me è sempre un piacere. Lo giocherò volentieri insieme alla mia sorellina, instillo in lei (ma non ce n’è stato nemmeno bisogno xD) la passione per i mostriciattoli di Game Freak <3
Rossana
11.43 pm
Bravo Andry =)
Fullbuster95
7.48 pm
Recensione Fatta alquanto bene, ma troppo sintetica.. E’ un gioco che ha molto da dare, ed a mio parere verrà sfruttato benissimo in tutti i suoi minimi particolari.. Ho giocato il primo e devo dire che anche da non fan pokèmon l’ho trovato interessante e scorrevole anche la trama,, Dal trailer ho notato che questo è anche meglio .
Bravo.
karim4
4.32 pm
io ho pokepark e ho terminato il pokedex! divertente ma verso la fine molto scocciante perchè dovevi solo giocare ai minigiochi per sbloccare i pokemon leggendari