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Inazuma Eleven 2 Tempesta di fuoco/Bufera di neve: la recensione

Inazuma Eleven: l’Holly e Benji dei tempi moderni

Inazuma Eleven 2 per Nintendo DSLevel 5 e Nintendo DS, uno dei binomi più riusciti nella storia dei videogame, tanto più sorprendente se si pensa allo storico rapporto conflittuale tra la casa di Kyoto e le terze parti, o al moderno orientamento da “graphic whore” delle principlai major del settore. Si, perchè questa accoppiata ha saputo scardinare questi due pilastri (teorici, più che altro) dell’industria, portando avanti un modello d’affari senza dubbio interessante, fresco e originale. Nonchè redditizio, sia sotto il profilo commerciale che ludico.

Dopo la splendida saga di Professor Layton (capace di prendere il concetto di gioco enigmistico di Brain Training per inserirlo in un contesto di atmosfere e racconti adatti anche a fasce di età più basse e più vicine a quelle dei normali fruitori di videogiochi), il gruppo giapponese ha infatti saputo proporre sul portatile a due schermi anche un’altro franchise cross-media: Inazuma Eleven si è infatti distinto come un progetto a largo raggio, capace di abbracciare i videogiochi, ma anche cartoni animati e fumetti. Anche grazie alla creazione quindi di questo universo finzionale di ampio respiro il brand ha saputo ritagliarsi grandi soddisfazioni di mercato, offrendo contestualmente soddisfazioni altrettanto importanti per i giocatori. Un Holly e Benji dei tempi moderni, per i ragazzini di oggi, con storie a base di super colpi sui campi di calcio, arricchiti questa volta anche da valori ludici di indiscusso livello.

Tempesta di fuoco o Bufera di Neve?

inazuma-eleven-2-tempesta-di-fuoco-bufera-di-neve-_001A un anno circa dal rilascio in territori italiani del primo episodio, per nostra fortuna, nonostante l’ormai viale del tramonto del Nintendo DS, ecco arrivare sui nostri scaffali il secondo capitolo di questa divertente serie. La novità principale che balza agli occhi del consumatore è quella della scelta “in salsa Pokemon di distribuzione in doppia versione: sarà infatti possibile acquistare due versioni del titolo diverse fra loro per copertina e piccoli particolari di gioco.In particolare, per chi fosse interessato ai dettagli per poter procedere con la scelta tra l’una o l’altra versione, possiamo dire (senza anticipare troppo) che in ciascun titolo il personaggio in copertina sarà quello principale, capace di aumentare di livello in modo più rapido; la ragazzina che si avvicinerà di più sentimentalmente al protagonista cambierà; sarà diversa la squadra avversaria principale da affrontare e da cui reclutare giocatori; alcuni calciatori saranno esclusivi per ciascuna versione del gioco (ma comunque sbloccabili tramite la funzione di Condivisione presente nel titolo). Preferenze personali a parte, il doppio acquisto è consigliato solo per motivi di collezione, poiché a livello di trama e gameplay comunque ci troviamo davanti allo stesso gioco, senza grossissime varianti, proprio come negli episodi “doppi” di Pokémon.

Corri e salta dietro un pallone

inazuma-eleven-2-tempesta-di-fuoco-bufera-di-neve-_008Dal punto di vista della giocabilità, il secondo episodio si struttura in maniera del tutto simile al primo, con il suo originale mix tra rpg di stampo orientale e arcade sportivo a sfondo calcistico. A metà strada tra Capitan Tsubasa e Pokémon, il prodotto infatti presenta due anime distinte: da un lato saremo chiamati a esplorare diverse aree cittadine (lo sfondo è semi realistico, con piccoli centri urbani tipici del Giappone moderno), dialogando con gli NPC e seguendo il dipanarsi della trama (arricchita da molte scene animate a sfondo “Anime” realizzate con grande classe) “collezionando” in giro per i diversi quartieri o paesi giocatori come se fossero “mostri portatili” (assimilabili al nostro team solo una volta affrontati in battaglia-partita); dall’altro saremo invece spinti a scendere in campo per giocare strane partite di calcio dal sapore non certo simulativo, e anzi condite da super tiri e super parate di varia natura (molto “Dragon Ball“-style, ancor più che Holly e Benji).

A metà strada tra queste due anime ci sono poi gli scontri casuali, che prendono la forma di brevi (ma intense) partite di calcetto (con solo 3 giocatori più il portiere), utili sia per spezzare la monotonia delle fasi esplorative che per aumentare il livello di esperienza dei nostri piccoli eroi (in pura salsa jRpg appunto). L’impossibilità di evitare questi scontri non è la miglior scelta possibile (anche se resta valida la possibilità di fuggire dalle partitelle), ma la freschezza del “battle system”, che poi è appunto la partita di calcio o calcetto, mantiene divertente il titolo anche sul lungo periodo: completamente basato sul touch screen e sull’uso del pennino, il sistema di combattimento permette di tracciare le traiettorie di corsa dei compagni di squadra e la direzione dei passaggi disegnando linee sullo schermo inferiore; consente di tirare in porta mirando verso la stessa con un tocco del pennino; introduce strategie difensive solcando il campo lungo direttive di movimento che coinvolgono anche più giocatori alla volta; il tutto arricchito dai pulsanti presenti a schermo attivabili con il semplice tocco e che aprono menù molto simili a quelli della tradizione dei giochi di ruolo tra i quali navigare per selezionare uno dei super colpi (di attacco o difesa) a nostra disposizione. Una volta attivate, queste mosse segrete daranno vita a un filmato, dalla grafica 3D poligonale (al contrario del resto del gioco, tutto in sprite 2D) mostrato sullo schermo superiore: la spettacolarità e l’assurdità di queste azioni sono forse il fulcro cardine della produzione Level5.

Se l’anima più action prende corpo quindi durante le partitelle, quella più gestionale e strategica non è meno presente e si esplica soprattutto nel momento di reclutare altri giocatori, per poi decidere quali portare con sé come “party” di base (in modo da accumulare più punti esperienza, che aumentano le statistiche dei membri del gruppo), quali schierare in campo, con che modulo, quali super mosse far loro imparare (poiché i manuali consentono un uso soltanto degli stessi), come gestire i punti “vita” o “affaticamento che, ovviamente, sono da bilanciare per non stancare troppo i calciatori e per non esaurire troppo presto i colpi segreti a loro disposizione. Come accennato, il titolo ricalcando le orme del predecessore riesce a offrire un jRpg a base calcistica dove l’azione e l’organizzazione sono sapientemente miscelate, riuscendo a presentare un mix riuscito tra dinamiche classiche e mascheramento moderno delle stesse.

La fatica di un lungo torneo

Se sul versante della giocabilità pura il titolo come detto riesce a mantenersi su ottimi livelli, lo stesso per fortuna si può dire per la longevità dell’esperienza di gioco. La trama principale, narrata anche attraverso spettacolari inserti animati ancor più abbondanti che nel predecessore, porterà via diverse ore di gioco, senza contare la possibilità di procedere oltre i titoli di coda veri e propri continuando a giocare partite più o meno amichevoli contro le numerose formazioni affrontate durante le fasi narrative (si parla addirittura di 0ltre 40 ore per completarlo al 100%). La possibilità poi di raccogliere ed arruolare oltre 1500 giocatori in totale offre pane per i denti dei collezionisti più accaniti, che non avranno di che lamentarsi. Soprattutto se, entrati nel loop di “raccolta” calciatori, ci si vorrà cimentare nel completamento delle rose anche tramite gli scambi wireless con giocatori in possesso dell’altra versione del titolo (Fuoco o Neve), e scaricando i contenuti disponibili gratuitamente tramite internet che offriranno altri calciatori da collezionare, per un anno intero dall’uscita del gioco nei negozi.

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L’unico neo che si potrebbe riscontrare in ottica longevità, considerando come questa non si costituisca soltanto del puro tempo di gioco possibile, ma anche del gusto derivante dal continuare a spendere il proprio tempo con il suddetto titolo, potrebbe essere riscontrato in una certa monotonia di fondo che, ad esser sinceri, potrebbe colpire il giocatore sul lungo periodo. Questa deriva soprattutto da alcuni difetti che, speriamo, possano essere risolti nei prossimi episodi: in particolare l’impossibilità di evitare gli scontri (purtroppo “classicamente” casuali) è a volte tediante, interrompendo l’esplorazione con troppa frequenza in determinati momenti di gioco; ma anche l’estrema somiglianza estetica di molti tra gli oltre 1500 calciatori finisce per rendere il loro reclutamento più una mania da collezionisti che un vero e proprio piacere di scoperta di nuovi elementi di gioco. La somma di questi due elementi potrebbe, quindi, andare a minare la fruizione di tutto l’esteso contenuto inserito da Level5 nella sua creazione quantomeno agli occhi di una larga fetta di consumatori.

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inazuma-eleven-2-tempesta-di-fuoco-bufera-di-neve-_003Il versante tecnico di questa produzione è su buoni livelli per il Nintendo DS, anche se dobbiamo dire che ormai, considerando l’uscita sul mercato di produzioni moderne per le nuove console, non appare più tanto al passo coi tempi.

Una sofferenza derivante solo però dalle lungaggini di localizzazione, più che da evidenti limiti o difetti propri del gioco, che di per sé però ribadiamo non essere il top nemmeno per DS, pur restando estremamente godibile.

Anche i tempi di caricamento sono molto validi, senza dubbio ottimizzati per l’hardware di riferimento, permettendo tra l’altro al gioco di restare godibile in svariate occasioni grazie all’anima molto portatile. Il tutto è inoltre completato da una localizzazione di altissimo livello, capace di offrire un prodotto interamente doppiato con grande qualità.

 Conclusioni

Inazuma Eleven 2 arriva forse con un po’ di colpevole ritardo sugli scaffali dei nostri negozi, ma come il predecessore porta in dota un carico di divertimento basato sul giusto mix di tradizione jRpg orientale e freschezza d’azione. Il risultato finale di questa piacevole e lunga partita è un senso di divertimento e soddisfazione che solo i prodotti solidi e di qualità sanno offrire.

Un comparto tecnico non d’eccellenza e alcuni elementi leggermente ripetitivi non minano le basi di un titolo che, complice anche l’anima da cartone animato in salsa calcistica, non possono che confermare la qualità d’ispirazione produttiva di Level5 su Nintendo DS.

Non vediamo l’ora di mettere le mani anche sui prossimi capitoli, in particolare quello per 3DS, sperando che possano offrire altrettanta qualità condita da un pizzico di rinnovamento in più.

 

8.0

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