eShop Friday – Speciale Kid Icarus
Benvenuti al secondo appuntamento con l’eShop Friday, la nostra nuova rubrica interamente dedicata all’offerta online della console portatile Nintendo.

La data di oggi, 23 marzo, segna un importante ritorno sui lidi videoludici: stiamo parlando di Pit uno dei tanti personaggi della scuderia Nintendo rimasto per lungo tempo “recluso” in due giochi rilasciati molti anni fa su NES e GameBoy e che oggi torna su 3DS con l’esaltante Kid Icarus: Uprising (qui la nostra recensione).
La prima apparizione di Pit su una console risale a più di 25 anni fa: nel 1987, infatti, viene rilasciato su NES Kid Icarus, un particolarissimo titolo che fondeva elementi platform con il genere dell’avventura, recentemente rilasciato anche in versione 3D Classics sull’eShop. Abbiamo già avuto modo di parlare di questa riedizione in una nostra recensione.
Nel 1991, invece, Pit svolazza nelle tasche dei giocatori europei in possesso di un Gameboy con Kid Icarus: Of Myth and Monsters, episodio portatile di indubbio valore recentemente rilasciato sulla Virtual Console dell’eShop che di seguito andiamo ad analizzare.
Kid Icarus: Of Myths and Monsters
Devo cominciare questo articolo cospargendomi il capo di cenere. Nonostante mi ritenga un grande fan dei capolavori Nintendo, non mi ero mai avvicinato ad un gioco della serie Kid Icarus. Non che non ci abbia provato: ricordo di aver tentato un approccio in età più giovane, rimanendo però spiazzato dal particolare gameplay e dalla difficoltà un po’ troppo punitiva. Confuso, abbandonai il gioco per dedicarmi al recupero di altre perle del passato Nintendo. E’ stato solo pochi giorni fa, sempre con gli occhi da neofita, che ho recuperato il capitolo per GameBoy, sottotitolato Of Myths and Monsters. Ed è solo giocandoci in modo approfondito che mi sono accorto di quanto questa serie possieda un gameplay vario e profondo e di come, aspettandosi un titolo più “classico”, si rimanga inevitabilmente interdetti.
Kid Icarus è un gioco poliedrico e dalle numerose sfaccettature. Riferirsi ad esso come platform sarebbe riduttivo: Of Myths and Monsters (come anche il predecessore per NES) è un titolo che contiene al suo interno moltissime esperienze di gioco, tutte sapientemente miscelate per proporre uno stile unico e attualissimo. Dietro la semplicità delle poche azioni a disposizione del protagonista, si nascondono in realtà moltissimi aspetti: la precisione dei salti richiesta dai platform, la rapidità di azione tipica dei degli action, l’esplorazione e la pianificazione delle risorse del più classico degli RPG. Kid Icarus è tutto questo: un gioco che ti inganna, solo per lasciarti a col sorriso sulle labbra man mano che si scoprono i particolari. Così come Pit, avanzando negli stage, prosegue il suo allenamento per diventare più forte in vista dello scontro finale col perfido Orcus, allo stesso modo il giocatore di pari passo diventa più forte aumentando la sua padronanza del meccaniche di gioco.
Of Myths and Monsters segue direttamente dall’episodio per NES e da esso ricalca sia il gameplay, pressoché identico a parte per pochi dettagli, sia la particolare struttura dei livelli e della progressione del personaggio. Si comincia da uno livello, diviso in 3 parti, in cui lo scopo è, banalmente, raggiungere l’uscita: la particolarità stà però nella sua costruzione, che quale può dipanarsi verticalmente, come una torre, oppure orizzontalmente, nel più classico dei modi. Tutto questo però non è in alcun modo comunicato al giocatore che, almeno le prime volte, si troverà un po’ spiazzato; considerato poi che gli stage verticali “ciclano” orizzontalmente senza alcun tipo di interruzione, il tutto potrebbe risultare alquanto disorientante. A differenza del primo episodio, lo scrolling dello stage è presente anche verso il basso, funzionando un po’ come “salvataggio”: in precedenza, infatti, un salto sbagliato era punito con morte istantanea se Pit cadeva al di sotto dell’area visibile su schermo. Inoltre, adesso il piccolo putto può, tramite la pressione ripetuta del pulsante del salto, svolazzare rallentando la caduta e raggiungendo così, con un salto ben studiato, anche piattaforme che sembrano a prima vista irraggiungibili. Queste novità contribuiscono a rendere il gioco decisamente più facile, e introducono anche la componente di backtracking: è possibile tornare indietro in un livello per recuperare segreti o riaprire porte contenenti power-up.
Invariato rispetto al precedessore è invece il sistema di potenziamento: Pit vedrà aumentare la propria energia vitale e la propria potenza in base a quanto sodo si sarà allenato nei vari livelli: un punteggio, basato su parametri come i nemici uccisi e vite consumate, giudicherà il lavoro di Pit e determinerà se sarà degno di ricevere gli ambiti upgrades. Purtroppo, il calcolo di questo punteggio non avviene in modo trasparente, e i punti guadagnati verranno comunicati solamente in totale alla fine di un livello.
Altri oggetti utili possono essere trovati all’interno di speciali stanze sparse nei livelli. Spendendo poi i cuori guadagnati sconfiggendo i nemici, è possibile anche acquistare oggetti curativi e vari tipi di aiuto: esempio classico sono i martelli, indispensabili per distruggere i muri per trovare energia e passaggi segreti.
Una volta completate le tre sezioni di cui sopra, giunge il momento del livello cosidetto “fortezza”: una serie di stanze, brulicanti di nemici e poste in modo labirintico, fanno da preambolo alla battaglia col boss di turno. Per riuscire a non impazzire nella ricerca della giusta via, il giocatore potrà cercare nel livello, o al massimo comprare, oggetti come mappa, torcia e matita, che rendono note la posizione e le stanze già esplorate. In queste sezioni, che ricordano molto i dungeon di Legend of Zelda, il focus è spostato sull’esplorazione. Ma, una volta trovata la stanza del boss, ecco subito che un’altra componente si fa più prevalente delle altre: mentre la battaglia col guardiano infuria, tra proiettili da schivare e colpi da assestare con precisione e velocità, il gioco sembra essere diventato uno shoot ‘em up a tutti gli effetti.
Come dicevamo prima, un titolo con un unico corpo ma dalle molteplici anime.
La transizione dalla console casalinga a quella portatile sembra non aver perso niente di importante per strada: il gioco è solidissimo e sono rari i rallentamenti, presenti solo nei punti di massimo affollamenti; rimangono fluide tutte le altre situazioni, sopratutto durante le frenetiche boss battle. Unico neo che ci sentiamo di segnalare: la perdita del colore ha reso alcuni elementi degli stage un po’ “irriconoscibili”, e a prima vista non è facile capire se si tratta di parti dannose o meno. Anche in questo caso, l’esperienza del giocatore è fondamentale.
Questo sequel per Game Boy, nonostante un livello di difficoltà tendente al facile, costituisce un ottimo ingresso per chi si volesse avvicinare per la prima volta a questi storici giochi. Un prezzo accessibilissimo (3 euro) rende il gioco un perfetto biglietto da visita per la serie se una volta completato, vi sarete affezionati allo spenseriato mondo della dea Palutena e vorrete proseguire le vostre avventure, allora saprete cosa fare: la versione 3D Classic sarà ad aspettarvi sull’eShop.
Simone “Psymon Stark” Mattolini
Nella prossima puntata…
L’uscita di Kid Icarus: Uprising non ci permette di trastullarci ulteriormente con le gioie del passato. Se siete curiosi di scoprire, o semplicemente di rivivere, le precedenti incarnazioni dell’eroe alato avete a disposizione tutto quello che serve: vi basterà accedere all’eShop.
Quanti di voi sono abbastanza grandicelli da aver giocato, ai tempi, i titoli originali? E quanti di voi sono venuti a conoscenza di Pit soltanto in tempi recenti grazie all’arrivo di Uprising ?
Con questo interrogativo vi lasciamo, restando ovviamente a disposizione per eventuali suggerimenti sull’argomento da trattare nel prossimo speciale.




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tiefk96
7.13 pm
La copertina del gioco per gba è superlollosa! Mi sembra quasi pollon combinaguai o come si chiama, quella del cartone di un po’ di anni fa e i mostri sembrano rimbambiti. Comunque io ho scoperto pit con ssbb, però pensavo fosse stato protagonista di più tanti giochi.
deveroos
7.23 pm
Io lo conoscevo, però devo ammettere di aver recuperato molti anni dopo la sua effettiva comparsa nel mondo dei videogiochi, attraverso emulazione.
Psy
7.28 pm
Io giocai al primo episodio su NES ai tempi, e vi sono sempre rimasto appassionato. Dopo averlo rigiocato nella versione 3D Classics mi sono stupito di quanto fosse difficile, e in me sono scattate diverse riflessioni sulla “difficoltà” dei giochi di oggi
Questo secondo episodio per gameboy me l’ero proprio perso, nonostante avessi la console non ero al corrente neanche della sua esistenza (se ai tempi ci fosse stato GameBoIalia le cose sarebbero andate diversamente
)
Rhaxs
11.47 am
“e in me sono scattate diverse riflessioni sulla “difficoltà” dei giochi di oggi”…parole sacrosante…anche se c’è da dire una cosa: attualmente giochi di questo “tipo” non ne fanno più, o almeno in quantità MOLTO inferiore rispetto ai tempi…ormai per difficoltà s’intende trovare avversari impossibili da buttare giù (il classico “giocare sporco” da parte delle console, ovvero violare le regole che il gioco stesso impone)…
deveroos
12.00 pm
Questo è vero, ma c’è anche da dire che spesso la percezione della difficoltà è falsata dall’età e dall’esperienza in campo video-ludico.
Rhaxs
12.41 pm
Beh, facendo due conti della serva all’uscita del Kid Icarus del Nes avevo 7 anni. Il Nes lo presi all’età di 8 e con tante “parolacce” (le bestemmie eran bandite a quell’età xD) riuscii a finirlo. Oggi un bambino di 9 anni si trova a giocare titoli con difficoltà decisamente più basse..quindi le cose son due: o eravamo dei mostri di bravura noi o le nuove generazioni sukano abbestia xD.Se invece ti riferisci al “nostro ricordo di difficoltà” mutato nel corso della vita da videogiocatore, boh, no saprei…perchè attualmente se mi capita di riprendere in mano vecchi titoli li trovo ugualmente difficili (prendo l’esempio di Kiki Kaikai che ho rispolverato recentemente in una serata nostalgica tra nerd…)
arkanim94
6.07 pm
Ottima rubrica, permette di avere una panoramica sui giochi retro e non che usciranno sullo shop e di aprezzare chicche anche più vecchie di noi.
Ma si sa niente di una possibile distribuzione di giochi del GBA? Sarebbe bellissimo.
deveroos
6.45 pm
Secondo me continueranno con l’esclusiva per gli ambasciatori ancora un po’, poi intorno a metà anno li rilasceranno per tutti.