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Kid Icarus: Uprising: la recensione

Oltre lo specchio di Palutena

Kid Icarus Uprising 3DS

Kid Icarus Uprising è un titolo chiaramente molto importante per la casa di Kyoto. Era dai tempi del lancio di Pokémon che Nintendo non investiva così tante risorse nell’uscita di un nuovo gioco. Non si tratta del semplice ritorno di una mascotte, anche se non può lasciare indifferenti il fatto che Pit non calcasse la scena videoludica da ormai 21 anni. Il pennuto angioletto e Palutena sono stati designati protagonisti di un’avventura che sin dal suo annuncio è stata pensata ed interpretata come titolo di lancio per eccellenza del giovane portatile a tre dimensioni. Come ben sappiamo, le cose sono andate in modo leggermente diverso e i piani di Nintendo e Project Sora, team first party capitanato dal talentuoso Masahiro Sakurai, sono stati dirottati per quasi un anno.

Eppure, malgrado il ritardo e la perdita di ruolo di “ammiraglio” dell’armata 3DS, il nuovo Kid Icarus non è stato messo da parte, ed anzi la grande N ne ha sfruttato il lungo tempo di gestazione per fare qualcosa che non vedevamo da tempo: generare hype. Ebbene si, Uprising è divenuto protagonista di un battage mediatico che ha coinvolto, oltre alle solite campagne pubblicitarie, iniziative cross-media di vario genere (anime, carte collezionabili); insomma, un’operazione su larga scala che va ben oltre i soliti update di siti ufficiali, capace di coinvolgere l’utenza e veicolarne l’entusiasmo.

Questo dispendio di energie, inseme all’abilità dell’infallibile Sakurai (responsabile di capolavori quali Super Smash Bros Melee e Brawl) hanno finalmente dato i loro frutti: Kid Icarus Uprising è un titolo sorprendente e difficile da inquadrare, capace di tagliare i ponti col passato e rompere gli schemi con il presente. Un’esperienza di gioco unica e, lo anticipiamo, assolutamente imperdibile. Spiegarne in poche parole le meccaniche è semplicemente impossibile senza azzardare paragoni improbabili con capolavori quali Sin and Punishment, Virtual On e Smash Bros.

Pallas Athena

kid-icarus-uprising-3ds_097La presentazione curatissima è il primo indizio dell’enorme impegno profuso nel progetto.
I personaggi trasudano personalità già dalla copertina, adornata di artwork di grande qualità indiscutibilmente creati per ammiccare ai giocatori più giovani (Pit non vi ricorda un pò Sora, il protagonista di Kingdom Hearts?), pur mantenendo una cura per i dettagli invidiabile e sfoggiando un’ambientazione adulta ed interessante. Il protagonista è immerso in un mondo questa volta perfettamente definito e costamente dettagliato da una pioggia incessante di dialoghi ben scritti e recitati, ricchi di humor e citazioni gustosissime sia al passato che al presente dei videogames, che accompagnano e commentano l’azione in tempo reale senza mai disturbarla. Si tratta di un impanto narrativo al passo coi tempi che davvero non ci aspettavamo di incontrare.

Il taglio decisamente giapponese della sceneggiatura rende Uprising un prodotto di qualità, accessibile da chiunque, indipendentemente dalla familiarità con la serie: livello dopo livello, vengono introdotti personaggi e situazioni sempre più esagerati ed estremi, che associano angeli, spade laser, navi spaziali e assedi medievali, riportando – con grandissimo piacere – alla mente tematiche e toni che sembrano usciti dalle serie TV di fine anni novanta e di recente affrontati dal bellissimo Solatorobo di Cyber Connect 2.

Difficile restare indifferenti al nutritissimo cast che accompagna Pit. Avversari e comprimari sovente sottraggono a Palutena e al protagonista il ruolo di narratori principali, in alcuni casi rompendo la quarta parete ed “infettando” addirittura l’interfaccia di gioco vera e propria.

Insomma, al pari delle migliori produzioni di compagnie quali Level-5, il rinascimento di Kid Icarus ha tutte le potenzialità per ritagliarsi uno spazio nei cuori dei giocatori fino al punto che non ci sarebbe da restar sorpresi se Nintendo decidesse di trasformarlo in una serie animata vera e propria. Chissà che la casa di Mario non abbia trovato la sua prossima gallina dalle uova d’oro.

Melee Spaziale

La campagna per un giocatore è composta da un numero altissimo di livelli, solitamente divisi in due parti: una aerea ed una terrestre. La prima si gioca in modo molto simile agli shooter della serie Sin & Punishment: Pit vola seguendo una traiettoria automatica, mentre al giocatore spetta il compito di fargli schivare gli attacchi dei nemici e sparare.
Le fasi a terra invece ricordano molto da vicino meccaniche action RPG con tanto di incantesimi, labirinti da esplorare a piacimento e tesori nascosti. Qui il sistema di combattimento a distanza è affiancato dalla possiblità di lanciarsi in scontri all’arma bianca che i fan di Smash Bros troveranno gradevolmente familiari. Complice una velocità d’azione fuoriosa, i controlli potrebbero risultare inizialmente difficili da assimilare, specialmente per quanto riguarda la gestione della telecamera, ma basta un pò di pratica e pazienza per riuscire muovere Pit e compagni con precisione chirurgica.

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La regia dei livelli è gustosa e spettacolare, mentre design vero e proprio sempre in grado di tenere sulle spine, specialmente per quanto riguarda le sezioni in volo; la presenza di percorsi alternativi garantisce un altissimo livello di rigiocabilità al titolo, una caratteristica senza dubbio apprezzabile, vista la sua natura arcade. Considerando il bizzarro mix di generi, però, con uno story mode della durata di oltre 10 ore sarebbe lecito chiedersi se Uprising riesca davvero ad evitare di cadere nella noiosa routine della ripetitività. In effetti un paio di capitoli sembrano fare del proprio meglio per allungare il brodo, ma in definitiva Kid Icarus Uprising diverte – molto spesso addirittura stupisce – dal primissimo minuto di gioco ai titoli di coda. Merito dell’uso di numerosi elementi in grado di far spirare una ventata d’aria fresca inseriti sempre al momento giusto, come nuovi personaggi giocabili, un buon numero di situazioni inaspettate in grado di rompere gli stilemi del genere shooter e action o sezioni a bordo di strani veicoli – il tutto sempre nel rispetto dello stille bizzarro ma inaspettatamente coeso dell’ambientazione.

Alcune sezioni del gioco ed alcuni colpi di scena sono così memorabili e sorprendenti da rendere Kid Icarus Uprising un grande classico ancor prima della sua uscita. Provare per credere.


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