eShop Friday – Speciale Mario Land

Gentili lettori, benvenuti al primo di una lunga serie di speciali a cadenza (si spera) settimanale interamente dedicati all’eShop, il servizio di digital delivery del 3DS, ed in particolare all’offerta – sempre più consistente e gustosa – della sua Virtual Console.

eShop Friday - Speciale Super Mario

E’ passato quasi un anno dal lancio del nuovo portatile Nintendo su tutti i territori e, malgrado lo scetticismo iniziale (l’eShop non era inizialmente nemmeno disponibile) la situazione attuale vede il marketplace online a dir poco affollato da una lunga serie di prodotti di grande qualità dai prezzi accessibili.

Ma se fino ad ora abbiamo voluto concentrarci solo sulle uscite “Ware” ovvero quei prodotti originali appositamente sviluppati per la distribuzione via etere, il catalogo in continua crescita della Virtual Console, che comprende Game Boy, NES, presto Game Gear e – si spera – anche Game Boy Advance,  non può più lasciarci indifferenti.

Ci sembrava giusto iniziare questa serie con uno speciale tutto dedicato alla mascotte Nintendo per eccellenza, ovvero l’amato idraulico ammazzatestugini Mario, e a tutti i suoi exploit platfomistici disponibili fino ad ora: Super Mario Land, Super Mario Land 2 e Wario Land: Super Mario Land 3.

Super Mario Land

Super Mario Land - GameboyGiocare a Super Mario Land equivale ad intraprendere un viaggio che ci porta lontano da tutto ciò che abbiamo imparato e visto negli ultimi anni della storia del panciuto idraulico.
Una volta inserita (virtualmente, nel nostro caso) la cartuccia nella console e avviato il gioco, si ha subito la sensazione di trovarsi di fronte ad un prodotto particolare che, forse oggi più che a suo tempo, lascia un po’ spiazzati per la sua diversità. Questo perchè, pur rimanendo fedele alle sue origini, Mario Land si sbarazza di molti elementi classici della serie, sostituendoli con altri nuovi di zecca; segno, questo, sia della presa in gestione dello sviluppo da parte di un team differente (capeggiato dal compianto Gunpei Yokoi), sia dei limiti dell’hardware portatile.

Nuovi nemici, nuove ambientazioni e nuove sonorità vi accompagneranno quindi in quest’avventura…e stavolta persino Peach non ha voluto farsi rapire!

Il gioco infatti introduce una nuova donzella in difficoltà, ovvero la principessa Daisy del regno di Sarasa. Mario arriva in questa terre per soccorrere la regal donzella che è stata rapita, non da un Bowser qualsiasi, ma dal ben più minaccioso alieno Tatanga.

Se tutto ciò vi sembra strano, non vi preoccupate: è una sensazione perfettamente normale.
Vi basti sapere che una volta superato lo shock iniziale, Mario Land mostra immediatamente i propri pregi, in parte dati proprio dalle sue differenze con i capitoli “canonici” visti su NES.
Il level design, innanzitutto: nonostante gli anni che il titolo si porta dietro, riesce ancora a divertire come nel 1989.
Gli schemi sono 12, molto vari fra loro sia nelle ambientazioni che nelle situazioni in cui viene posto il giocatore. Ognuno dei mondi che li racchiude è ispirato a luoghi realmente esistenti ed è popolaro da strane creature a tema: Mario dovrà affrontare nemici simili a sfingi all’interno di un antica piramide, i JiangShi nel mondo ispirato all’antica Cina e addirittura i “testoni” dell’isola di Pasqua.

Le sezioni platform propongono al giocatore di un livello di sfida interessante e non banale, vivacizzato da piattaforme piazzate sapientemente per rendere ogni salto impegnativo e passaggi segreti in quantità che vi faranno guadagnare vite, monete e altre piccole “chicche”.
Come non citare poi le sezioni shooter a bordo di astronavi e sottomarini, una bizzaria capace di stranire anche chi era rimasto indifferente al viaggio attraverso Subcon.
Tutto ciò contribuisce a creare stage splendidamente caratterizzati, merito anche del design grafico essenziale ma azzeccato, con alcuni livelli che addirittura si trasformano nell’aspetto man mano che si prosegue.
Il gioco, inoltre, offre una fisica dei salti più “pesante” che rende il gameplay più lento e regionato, rimanendo comunque fedele ai canoni della serie.

A contorno di tutto questo, troviamo un’ottima colonna sonora, composta da musiche perfettamente accoppiate con le ambientazioni, anche se sentire il “can-can” rimpiazzare la classica musica dell’invincibilità è sempre un po’ strano. La giusta longevità (circa una quarantina di minuti per completare tutti i livelli) e la possibilità di rigiocare a difficoltà più alta una volta finito il gioco per la prima volta, pongono il sigillo su questo piccolo pacchetto, contenente una gemma che potete fare vostra per l’onesta cifra di 4 euro.

Simone “Psymon Stark” Mattolini

Super Mario Land 2

Super Mario Land 2: 6 Golden Coins - GameBoySebbene il primo platform portatile di Mario sia stato una vera e propria killer application per la grigia console portatile Nintendo, è il celebre seguito quello che molti ricordano con più entusiasmo. Probabilmente perchè, superate tutte le limitazioni tecniche e di memoria, Super Mario Land 2 proponeva un miglioramento del precedente capitolo praticamente sotto tutti gli aspetti, lasciando a bocca aperta i pargoli dell’epoca, compreso il sottoscritto.

Il gioco riprende direttamente dall’epilogo del capitolo precedente: finite le fatiche nel regno di Sarasa, Mario fa ritorno al suo castello solo per trovarlo occupato dalla malvagia nemesi, il simpatico Wario (qui alla prima apparizione).
Nonostante mi accorga solo adesso di quanto sia strano che un idraulico possieda un castello tutto suo, resta il fatto che il povero Mario non potrà rimetterci piede prima di aver recuperato le sei monete d’oro, chiavi del castello, sparse in altrettante location che compongono la “terra di Mario”.

La nuova avventura comincia con uno stage introduttivo, tappeto rosso che conduce al  primo significante cambiamento di questo sequel: l’inserimento di una world map in perfetto stile Super Mario World: non mancano infatti uscite segrete e stage extra da scovare per ampliare il parco di livelli presentato inizialmente, oltre a diversi minigiochi in cui è possibile cimentarsi per guadagnare vite extra.
Gironzolando per la mappa, è possibile accedere in qualsiasi ordine a zone sei zone a tema molto particolari: la pancia di una balena in perfetto stile Pinocchio, passeggiate tra le stelle in tuta da astronauta e anche una gigantesca statua raffigurante lo stesso protagonista, probabilmente costruita durante un raptus di megalomania. Queste sono solo alcune delle simpatiche situazioni proposte dalla seconda avventura portatile di Mario.
Il gioco è intriso di un’aura magica e “giocattolosa”, in totale contrasto col suo predecessore, le cui ambientazioni si ispiravano a luoghi realmente esistenti.

Notevoli anche i cambiamenti nel comparto tecnico. Ogni singolo elemento grafico sprizza superiorità da tutti i pori, schiacciando il capitolo precedente. Il piccolo sprite di Mario, che quasi faceva tenerezza con il suo misero insieme di pixel, viene qui sostituito da un modello ben più grande e dettagliato. Un processo che ha interessato anche tutti  i nemici e la direzione artistica dei livelli.

In aggiunta a funghi e fiori visti nel primo Super Mario Land, un nuovo powerup aiuterà il baffuto nasone in questa avventura, donandogli delle simpatiche orecchie da coniglio che gli permettono di svolazzare qua e la, rallentando le cadute.
Inoltre, sono stati implementati diversi artifici fisici che alterano l’efficacia dei movimenti del protagonista, come sezioni subacquee da affrontare a nuoto (Mario non poteva nuotare nel prequel) o la gravità irregolare del vuoto dello spazio.

Purtroppo, quando si parla di fisica, si va inveitabilmente a toccare un tasto dolente di Super Mario Land 2. Infatti, sono in molti a mal sopportare i movimenti dell’idraulico in questo capitolo, effettivamente un po’ troppo “fluttuanti” durante i salti. Questo può portare a difficoltà nell’effettuare traiettorie precise che, capirete, per un platform è un problema abbastanza grosso. Naturalmente, questo è un difetto al quale in parte si può rimediare giocando e allenandosi.
A compensare ci pensa però la grande qualità di tutti gli altri elementi del gioco.
Lasciandovi catturare dalla sua atmosfera divertente, sarà facile dimenticarne i difetti, anche grazie all’effetto ipnotico della colonna sonora, che difficilmente potrete resistere dal canticchiare dopo aver finito una partita.

Simone “Psymon Stark” Mattolini

Wario Land: Super Mario Land 3

Wario Land: Super Mario Land 3 - GameBoyA me Super Mario Land 2 non è mai piaciuto.
La “fisica” del personaggio, in particolare la macchinosità dei salti, mi ha irritato sin da piccolo. Quando si è bambini, però, non si bada più di tanto a queste cose: ci si scambia giochi con gli amichetti senza troppe menate e si spendono ore con quel che passa il convento.
O almeno, così era ai miei tempi.
Non si storceva il naso, non ci si lamentava, ci si divertiva e basta.
Mario era, ovviamente, tanto famoso quanto lo è oggi. Forse anche di più. E malgrado la mia scelta di non acquistare Mario Land 2 o il suo sequel…indovinate un pò? Eccomi li, nel ’94 a stringere un Game Boy sul viale del tramonto, sul cui retro fa capolino una cartuccia di Wario Land.

Certi videogames colpiscono nel segno. Stregano il giocatore con un mondo misterioso, da assaporare e scoprire, pixel per pixel, alla ricerca di segreti in totale libertà.
Cambio di protagonista a parte, cosa che all’epoca fece un gran clamore – specialmente se si considera la quasi totale assenza di Mario nel titolo – Wario Land non sembra troppo diverso dal suo predecessore, ma per il sottoscritto è fatto di tutta un’altra pasta; è uno di quei giochi leggendari, eterni.

Rigiocarlo sulla Virtual Console del 3DS a quasi 30 anni suonati fa uno strano effetto.
La prima cosa che salta all’occhio è quella dannata fisica dei salti.
Un ostacolo facile da superare: Wario è un protagonista atipico, per il genere platform. Quasi invulnerabile, lento e poco avvezzo alle acrobazie aeree, ancorato quasi totalmente al terreno e legato ad un moto rigorosamente orizzontale, anche quando determinati power up gli consentono di volare.
Se dei mattoni bloccano suo passaggio, Wario non li salta agilmente come farebbe il suo arcinemico: Wario li distrugge.

Wario Land è ancora lontano dalla maturità dei suoi sequel (che sono rimaste poi grossomodo inalterate fino al bellissimo Shake Dimension per Wii), e sopratutto da quel level design rallentato dalla presenza subdola e costante di piccoli puzzle da risolvere.
Il primo episodio per Game Boy è ancora un platform puro, ricco di uscite multiple e livelli segreti alla Mario Land 2, ma condito da un’atmosfera unica e da alcune idee geniali: la prima di tutte è la “non linearità” della progressione.

Lo scopo del gioco, infatti, non è semplicemente sconfiggere il boss finale, ma accumulare più soldi possibile per sbloccare il finale migliore.
L’aspetto economico è grezzo ma interessante.
Ovviamente nei livelli sono sparsi quantitativi piuttosto generosi di monete, che però saranno anche necessarie per per aprire porte e sbloccare punti di salvataggio a pagamento. Per aumentare il proprio malloppo è dunque necessario ora interagire con alcuni tipi di nemici particolari, ora tentare la fortuna con i rischiosi minigame di fine livello.

Il modo più sicuro per accumulare fondi è però l’esplorazione, incoraggiata da un mondo in costante mutamento. Il completamento di alcune aree, infatti, porterà a cambiamenti atmosferici e geografici in altre, causando ad esempio il prosciugamento di laghi, l’innalzamento di maree e così via, in modo non troppo diverso da quanto accade in Mega Man X.
Attraverso l’uso di particolari power up e con un pò di ingegno è possibile accedere a numerose zone segrete. Il design dei livelli è ricco di sorprese, e specialmente nelle battute finali del gioco, raggiunge dei picchi di inventiva raramente registrati nel platform moderni, specialmente grazie alla contrapposizione dell’orizzontalità del protagonsita con il verticalismo di alcuni design.

Grande è il senso di soddisfazione provocato dalla scoperta di un corridoio nascosto, specialmente se questo porta ad una delle segretissime e oscure stanze del tesoro: la musica sfuma e, per un momento, si crea un’atmosfera di solenne timore, interrotta dopo un attimo che pare quasi eterno da una spallata contro lo scrigno a cui non resta che rivelare contenuto.

Wario Land è un titolo unico nel suo genere, ed è un vero peccato che la serie si sia evoluta abbandonando le sue caratteristiche platform più classiche.
Wiitalia lo consiglia caldamente, in special modo qualora non vi sia mai capitato di provarlo prima d’ora.

Francesco Gazpacho” Dagostino

Nella prossima puntata…

Per questa settimana è tutto, ma vi invitiamo, una volta conclusa la lettura, a commentare l’articolo facendoci sapere cosa ne pensate dei tre Mario Land per Game Boy e suggerendoci quali giochi vorreste vederci trattare nel prossimo speciale che, ci auguriamo, sarà puntualmente disponibile sui vostri browser venerdì prossimo.
In attesa dei vostri suggerimenti, vi auguriamo un buon weekend!