The Last Story: la recensione

Core gameplay ad incastro

the-last-story-wii_029La coerenza stilistica delle ambientazioni ed il level design ispirato sono chiaramente il punto di partenza per lo sviluppo del titolo Mistwalker. La volontà di creare prima di tutto un mondo di gioco unico e realistico ma senza ricorrere ad ambientazioni eccessivamente dispersive o ampie ricorda capolavori quali il recente Dark Souls e al tempo stesso conferisce a The Last Story un carattere originale, che lo distingue con facilità da tutte le produzioni fantasy giapponesi in circolazione.

Anche il gameplay beneficia di questa scelta: ogni livello è studiato in modo da sfruttare senza difficoltà tutte le sfumature del sistema di combattimento e  svolge costantemente un ottimo lavoro tutorale per accompagnare il giocatore tra sistemi di copertura, attacchi alle spalle e salti acrobatici, supportando con costanza crescente anche situazioni di gioco sempre più avanzate. Forte di una carica innovativa inaspettata da un gruppo come quello di Sakaguchi e soci, The Last Story è in grado di lasciare a bocca aperta sin dai primissimi minuti di gioco.

Possiamo affermare con assoluta certezza di non aver mai provato nulla di simile. Al comando del giovane mercenario Zael potremo nasconderci dietro un muro parzialmente crollato per mirare con cautela ed abbattere il potente stregone del gruppo nemico con un colpo alla testa della nostra balestra a ripetizione ben assestato, per poi saltare fuori dalla copertura e sfruttare l’effetto sorpresa per colpire tre grossi soldati in armatura con un affondo di spada, spingendoli all’ombra di una colonna che il fido mago Yurick provvederà ad abbattere con la palla di fuoco che gli avevamo chiesto di “caricare” solo un attimo prima, in fase di preparazione dell’assalto. Questa è solo una delle possibili situazioni in cui capita di trovarsi durante il gioco.

Ambienti ricchi di ponti da far saltare in aria, mura da distruggere, soffitti da far crollare sui nemici e tanti altri elementi interattivi, assieme ad una disposizione delle coperture in grado di far impallidire molti degli sparatutto in circolazione sulle console della concorrenza ed un set di mosse studiato con attenzione per sfruttare l’altissima mobilità di alleati e nemici garantiscono un’esperienza di gioco profonda ed originale, assolutamente da provare. A rendere il gameplay particolarmente appagamente, malgrado un livello di difficoltà mai eccessivo, troviamo sicuramente l’ottima IA del party, valorizzata dalla continua necessità di lavorare in squadra per superare i limiti di ogni singolo personaggio, nonchè il già accennato gran numero di combattenti costantemente coinvolti nelle battaglie (il solo party del giocatore può arrivare a contare fino a sette membri a schermo per volta).

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Anche se l’azione potrebbe riportare alla mente giochi come Gears of War, con un pò di attenzione è molto più facile ricondurre le schermaglie fantasy di The Last Story e l’esplorazione dei suoi dungeon alle avventure attraverso i cunicoli di Lea Monde del meraviglioso Vagrant Story. La sensazione di esplorare un mondo vivo, che si muove indipendentemente dalla volontà del giocatore è costantemente rafforzata da tocchi di classe quali il drop in automatico nel party di soldati potenzialmente alleati presenti nelle vicinanze del giocatore, o da ostaggi appena liberati che, una volta al sicuro dietro una copertura, ci aiuteranno lanciando magie di supporto oppure condividendo le utili informazioni sul nemico acquisite durante la propria prigionia.

Ogni dungeon, oltre alle ovvie differenze di carattere estetico, presenta solitamente anche delle fondamentali idee originali in  grado di alterare sensibilmente il gameplay. La presenza di nemici invisibili, di particolari puzzle ambientali o di compiti secondari e, sopratutto, boss battle strategicamente impegnative che fanno leva ogni volta su interazioni originali con i poteri dei protagonisti rendono il gioco un’esperienza sempre differente e mai noiosa.

 Una direzione artistica Europea

La fantastica edizione da collezione di The Last Story include un piccolo artbook che riflette in modo perfetto la filosofia adottata da Mistwalker per la creazione del comparto artistico del gioco: un mondo può prendere davvero vita solo quando ogni suo dettaglio è curato in modo verosimile. Ecco come l’isola di Lazulis inizia a prender vita dalle insegne deliziosamente barocche dei suoi negozi, dalle complesse armature nero pece delle sue guardie, dalle costruzioni dal gusto europeo che si ergono dalle sue strade ciottolate. Allo stesso modo, ogni caverna o fortezza sotterranea è impreziosita da fregi, capitelli, stendardi e pavimenti ricchi di simboli che sembrano riportare ad una cultura passata ormai dimenticata — e spesso addirittura applicati su texture disegnate a mano.

the-last-story-wii_093Vien da se che il lavoro fatto sui personaggi, sui loro accessori ed i loro abiti si assesta sullo stesso livello. In game, i modelli dei personaggi sono tanto convincenti quanto le controparti a matita, e, considerando che il gioco gira su Wii, è stupefacente il livello di dettaglio reso dal motore grafico, che pur soffrendo di leggeri cali di framerate nelle situazioni più affollate (in particolar modo in città), muove un numero di poligoni davvero notevole, specialmente nei dungeon, a causa delle affollatissime battaglie.

Forse uno degli aspetti più deboli del gioco è la colonna sonora. Nobuo Uematsu firma un accompagnamento sottotono, di buona fattura ma incapace di rompere lo schermo come molte delle sue opere precedenti, ma comunque perfetto per svolgere il ruolo di mero sottofondo. Fantastico invece il doppiaggio in inglese, ancora una volta curato da Nintendo of Europe, che non fa affatto rimpiangere, complice la già citata ottima qualità dello script dei dialoghi, le voci giapponesi originali.

Malgrado la durata apparentemente ridotta, una ventina d’ore così cariche di costante introduzione di novità e gameplay di qualità come quelle di The Last Story non si vedevano da molto tempo. Il titolo è semplicemente sovraccarico di contenuti. E se tutto questo non dovesse bastarvi, c’è anche la modalità multiplayer online…

Conclusione

Anche in un mondo dinamico ed in continuo mutamento come quello dei videogiochi è sbagliato pensare di avere un’opinione definitiva sul talento di una software house o un game designer. Basta un minimo di apertura mentale ed ecco che, nelle mani del giusto team creativo e sulla giusta console, un’idea semplice può trasformarsi in un capolavoro destinato a tracciare una nuova strada verso il futuro di un genere e del media videoludico tutto.

The Last Story certo ha un paio di difetti – da poco, siamo onesti – come saltuari cali di framerate o una colonna sonora non memorabile, ma con il suo mix d’azione e strategia ed un comparto narrativo snello, veloce e competente non è solo in grado di dimostrare che esiste ancora chi è capace di fare giochi con passione come il buon vecchio Sakaguchi, ma che anche una compagnia come Mistwalker ha tanto da dire, a patto di aver gli strumenti giusti per esprimere le proprie idee.

9.0
Commenti Sottoscrivi i commenti
  1. Rispondi

    Non mi aspettavo nulla di meno


  2. Rispondi

    deveroos

    4.16 pm

    Bella recensione, Gaz! Davvero molto personale.


  3. Rispondi

    Recensione (a mio avviso) un po’ noiosa e prolissa…cmq bella.Tra i contro del gioco ci sono anche dei rallentamenti di troppo.Per il resto stupendo :)


  4. Rispondi

    Pazzo! insulti Lost Odissey?!? L’ira funesta di Rhaxs si scaglieà su di te fra…3…2…1…

    parlando della recensione, colonna sonora di Nobuo Uematsu e non è memorabile? mi sembra strano…


    • Rispondi

      Hai ragione…avevo dimenticato di dire che non sono d’accordo anche io sulla colonna sonora….cioè secondo me è magnifica e memorabile altroché…..


    • Rispondi

      Anch’io penso che il buon Nobuo abbia fatto molto di meglio, ma è anche vero che il suo apogeo l’ha già raggiunto più di un decennio fa. Fare meglio di quanto abbia fatto allora non so quanto sia possibile, almeno senza autoplagiarsi (cosa che comunque ha sempre cercato di non fare, e da questo punto di vista è un compositore ammirevole).
      La soundtrack di TLS è sicuramente godibile, ma da Uematsu ci si aspetta sicuramente meglio di così.


    • Rispondi

      Esulo dal commentare.


    • Rispondi

      Mi aspettavo un FUS RO DAH da parte di Rhaxs XD


    • Rispondi

      Rhaxs stavo scherzando non te la prendere ;)


  5. Rispondi

    Bellissimo, mi manca poco per finirlo, devo dire che se non fosse per gli impegni, difficilmente mi sarei mai scollato dal televisore…


  6. Rispondi

    Bella recensione, un po’ prolissa ma è molto completa e appassionata. Al momento sto a 12 ore e mezza di gioco e mi sta piacendo da morire. Anche il bs, su cui avevo parecchie riserve, alla fine mi ha catturato. La storia poi è pregna di tutto il tocco di Sakaguchi, soltanto lui è in grado di raccontare dei personaggi e una trama in questo modo.


  7. Rispondi

    Molto bella! In disaccordo solo sulla colonna sonora


  8. Rispondi

    Una sola cosa voglio capire: 20 ore si intendono sottomissioni incluse oppure no?
    L’unica cosa certa è che non voglio ripetere la nefasta esperienza di Xenoblade: non ho altre 117 ore da buttare.


  9. Rispondi

    recensione talmente bella che mi ha convinto a comprarlo: complimenti!!


  10. Rispondi

    ottima recensione anch’io ho dato 9 a questo gioco!


  11. Rispondi

    mi sembra un ottimo gioco, buona anche la recensione peccato che il redattore ci abbia voluto intrattenere con un inutile cappello introduttivo con svilenti commenti su Lost Odissey e precedenti opere del direttore artistico del gioco.
    Comunque prima o poi lo acquisterò


  12. Rispondi

    Il gioco dura solo una ventina di ore? ora sono tentato…


  13. Rispondi

    Ottima recensione. Io lo sto giocando e sinceramente per adesso anche a me la soundtrack non ha fatto impazzire…


  14. Rispondi

    veramente bello. A me, personalmente, sta piacendo più di xenoblade per ora.


  15. Rispondi

    lost odyssey è una perla rara nel genere jrpg nella generazione attuale (doppiaggio ita a parte XD)


  16. Rispondi

    Concordo con la recensione su tutto anche sulla colonna sonora che non si attesta ai livelli di quella di xenoblade ma è comunque molto bella e adatta alle situazioni di gioco.
    In futuro sicuramente la prenderò.


  17. Rispondi

    Vorrei dire alcune cose, ma vorrei avvisare sia il recensore che gli utenti che non si tratta di accuse o altro ma solo di uno sfogo personale.
    Mi sono stufato di notare questo tipo di recensioni che stanno comparendo sui siti che leggo da anni (praticamente da quando esistono), sono troppo personali,e a mio avviso stanno diventando troppo di parte, Questa recensione a mio avviso non è fatta male, per nulla, ma non è da sito che è quasi una rivista di videogiochi online, com’era wiitalia ai tempi , è una cosa che va bene da blog personale, o da video su youtube. I gusti personali a mio avviso dovrebbe essere completamente assenti in questo tipo di recensioni, al massimo si aggiunge qualcosa nei commenti, io ho adorato FF XIII forse più che altri FF vecchi, idolatrati da molti e secondo me FF XIII e XIII-2 (DLC esclusi) sono dei giochi quasi perfetti, la saga a mio avviso è ad altissimi livelli, so bene che non è per tutti così , eed è proprio per questo che non scriverei mai una cosa del genere in una recensione, specilamente se di un altro gioco, Il recensore qui ha fatto (con motivi opposti) questo. LOst odyssey l’hyo adorato, potrei dire la stessa cosa. Ora non me la sto prendendo con Wiitalia in particolare, è una cosa che sto vedendo un po’ ovunque un sito concorrente che non scrivo per evitare spam ha messo adsense ovunque, indisattivabili, e infatti capita che alle 2 di notte parte l’urlo della pubblicità di resident evil revelations e sveglia tutti, senza contare che vengono scritte news doppie o triple, news che hanno mesi, per non parlare delle recensioni completamente di parte, a me questa cosa dispiace molto anche perchè sdeguo entrambi questi siti quasi dall’inizio, e sono stati il punto d’informazione sui videogiochi fino ad adesso, sicuramente cvontinuerò a seguirli, ma mi spiace molto la piega che si sta prendendo. Scusate lo sfogo, grazie per la pazienza.
    Groud


    • Rispondi

      in linea di massima sono d’ accordo con te, come detto sopra.


    • Rispondi

      deveroos

      10.50 am

      Posso rassicurarti personalmente sul lato delle news: Wiitalia ti offrirà sempre le ultime notizie, le più complete ed aggiornate, e non vedrai mai doppioni :)

      Per quanto riguarda le recensioni, è una questione di stili e preferenze. Personalmente, quando scrivo una recensione per Wiitalia, cerco di essere il più distaccato e tecnico possibile, nonostante il mio gusto sia parte della valutazione finale e del giudizio che mi costruisco sul gioco. Apprezzo però chi dà uno stile più personale alla recensione, nella giusta misura però; il testo deve pur sempre informare sul gioco in questione.


    • Rispondi

      quoto, recensione che va troppo sul personale per i miei gusti


    • Rispondi

      In sé non è un male inserire anche qualche parere personale, anche perché una recensione eccessivamente “asettica” finisce per annoiare subito, ma sono d’accordo anch’io sul fatto che buona parte di questa recensione si sia soffermata un po’ troppo sui gusti personali (quasi tutta la prima pagina non dice praticamente nulla sul gioco), ed è per questo che l’ho trovata prolissa.


    • Rispondi

      Credo non sia sbagliato approcciare una recensione con un tono un pò più personale, specialmente quando si analizza ugulmente un gioco in modo asettico e completo, spiegandone pro e contro.
      Un recensore non è un automa, e non è costretto da contratto a scrivere in un certo modo.
      Per spiegare perchè un gioco è valido o meno, posso usare diversi strumenti.
      Posso farlo anche raccontando del mio stupore per la qualità di The Last Story contrapponendolo alla deludente qualità di altri titoli contemporanei.
      Non c’è nulla di male nell’apprezzare FFXIII, per esempio. Ma sul fatto che si tratti di un titolo scadente non ci sono dubbi. Contrapporre le scelte (o la mancanza di tali) di Square Enix con la sua serie ammiraglia ai colpi di genio di Mistwalker in The Last Story è un ottimo strumento critico.


    • Rispondi

      Ti dirò…a prescindere dal fatto che è quasi impossibile fareuna rece completamente obbiettiva, se il relatore è valido, non vedo perchè non possa permettersi valutazioni personali (purchè siano evidentemente riportate come tali) legate alla sua pregressa esperienza, che è comunque un bagaglio di conoscenze preziose. Le recensioni troppo tecniche sono un’arma a doppio taglio…per esempio parliamo di Skyward Sword…se lo dobbiamo valutare come gioco a se stante, a livello tecnico per la wii è da 10…se lo dobbiamo valutare come gioco della serie di Zelda, io personalmente non gli do più di 7…questo perchè la mia esperienza di gamer mi ha portato a giocare altri titoli della serie che mi hanno appassionato enormemente più di SS…e allora se SS è da 10 Ocarina e WW che voto meritano? Per me SS è stato un gioco da 7–…attenzione perchè anche sulle riviste specializzate vedo troppe rece da 9 e 10…(the Last Story per me è da 7…l’unico gioco da 10 veramente uscito per la Wii a mio avviso è Galaxy…credo che la critica personale sia fondamentale per dare dei voti più obbiettivi e non 9 e 10 a tutto IMHO)


  18. Rispondi

    In parte daccordo con quanto detto prima da Groudon92,,, e in parte no…

    Sì, è vero, il cappello introduttivo sembrava, durante la lettura, inizialmente fuori luogo per passare successivamente a prolisso e personale.
    Tuttavia trovo interessante sapere con che mentalità il recensore si approccia ad un gioco: dato che nessuno può essere totalmente obiettivo annulando il suo punto di vista e la sua esperienza e visto il proliferare di recensioni on line, preferisco leggere più recensioni, di più recensori, da più punti di vista differenti: solo incrociandole, posso così avere un giudizio il più obiettivo possibile. E per fare ciò, mi è di molto aiuto venire a conoscenza di aspetti personali dell’esaminatore.
    Ecco, forse la metafora fumettistica era un po’ futile: tra l’altro Ennis è dell’Irlanda del Nord, aspetto fondamentale per la sua poetica; probabilmente ti sei un attimo confuso con il grandissimo Grant Morrison… capita… =)

    Per quanto concerne il gioco… sono davvero contento che si tratti di un’opera diversa da un J-RPG tradizionale. Così, inoltre, non si sovrappone con Xenoblade visto che sono usciti in Europa in tempi abbastanza stretti!


    • Rispondi

      Eheh ho scritto la recensione appena atterrato a San Francisco, in piena crisi da Jet Lag e dopo esser stato seduto per ore accanto ad un ragazzo Scozzese con cui ho parlato per 11 ore di fumetti americani (ecco da dove arriva l’idea per l’intro XD). Correggo subito, sperando che Nè Morrison nè Ennis se la prendano troppo.
      Specialmente Morrison che, si sa, è un deus ex machina potente! XD


  19. Rispondi

    com’e` il multiplayer online?


  20. Rispondi

    L’inizio di questo gioco mi stava lasciando perplesso.
    L’incertezza del motore grafico nel gestire cotanta ricchezza visiva, unita al continuo spezzettamento delle fasi di gioco con numeros (troppe) cut scene, che impedivano di assimilare il battle system, mi stavano spiazzando.
    Poi il ritmo sale, la trama inizia a crescere di tono, le fasi di combattimento di dilungano e, dopo 2-3 ore di pillole tutorial, si lasciano apprezzare fino in fondo, permettendo di mettere in pratica le varie tecniche appena presentate nelle fasi antecedenti.
    Così, colto da rassicurazione ludica, ho iniziato ad osservare con grande gusto anche le ambientazioni fantasy-medioevali dal gusto europeo-piratesco, la caratterizzazione profonda dei personaggi, il coinvolgimento di un’opera che pare volersi fare moderna senza dimenticare le radici jrpg del creatore.
    Promossissimo.


  21. Rispondi

    Bellissima recensione, penso che 20 ore sia sottomissioni escluse o con poche fatte, io mi sto mettendo a farle praticamente tutte quelle che trovo e sono con personaggi a livello 35 dopo 13 ore.

    Il gioco dà veramente libertà al giocatore su quanto farlo durare, è bello che nessuna sottomissione si necessaria perchè solo così si ottiene qualcosa per la storia principali come in molti altri JRPG, questo mi dà ancora più voglia di farle tutte.


  22. Rispondi

    Correggo, il gioco dura più di 20 ore se ci si mette a fare tutto. Ho 23 ore alle spalle e la storyline non è mica finita (Mi pare di essere al capitolo 23 su 44, hanno ingalerato quello antipatico finalmente!)


  23. Rispondi

    Bella recensione, per il momento mi trovo molto in linea con quanto viene descritto anche se a livello di trama non mi posso esprimere ancora visti i tempi acerbi della mia esperienza con The last story.

    Verissimo per quanto riguarda la musica: Al volo mi viene in mente solo il jingle iniziale, le altre musiche sono decisamente anonime.. Peccato, così come per i PG che non lasciano particolarmente il segno per la loro caratterizzazione ma questo è uno di quei giochi che dà quell’assuefazione inarrestabile..

    Comunque pur’io sono a 20 ore e la trama praticamente sta decollando ora ma è anche vero che ho fatto moltissime sub-quest.


  24. Rispondi

    Finito, 35 ore e 17 minuti circa, 99% delle quest (Tutti e 44 i capitoli giocati). Lo sapevo dal capitolo 20 chi era il cattivo finale! La trama non è quella di Xenoblade (Certi colpi di scena Last Story se li sogna, tipo i Mechan Face o “lei”…ma è un’altra storia questa!), ma prediligo di più questo titolo perchè meno prolisso e più adatto ai ristretti tempi che posso dedicare agli JRPG. Per sommi capi segue la stessa logica di Xenoblade, sia nei battle che nel narrare la storia e questo è un bene, più fantasia e meno roba scontata però per Last Story 2 non dispiacerebbe! Ah, evitiamo plagi netti ai vecchi Final Fantasy la prossima volta! (Zael = Squall meno emo con il “Cloud-eroismo”, Lisa = Daga, Cannone gigante stile Junon Town, Flusso vitale stile Mako Energy…dai su!!)


    • Rispondi

      Ah dimenticavo, colonna sonora gradevole ma non memorabile a parte la Title Track che ti segue per tutto il gioco.

      Ultima nota positiva: Last Story è il secondo JRPG che sto rigiocando (Il primo è stato FF VII, finora rimane anche l’unico che ho giocato più di 3 volte dall’inizio alla fine), direi che è un buon segno. Con XenoBlade il mio corpo si era rifiutato.


  25. Rispondi

    Per me è il migliore JRPG di questa generazione (escluso solo Tales Of Vesperia per Xbox 360). E’ veloce, non ci sono i classici tempi morti dei JRPG del tipo vai al punto B per recuperare l’oggetto X senza che la storia prosegua giusto perchè il gioco deve superare le 40 ore.
    Dallo stile grafico al battlesystem veloce e mai basato sul grinding (era ora!), questo gioco fosse uscito nel 2006 forse avrebbe potuto salvare il genere dal mortorio in cui poi è finito.
    Non ho mai capito il metro di giudizio sulla longevità, questo gioco non va oltre le 40 ore e appena finito ti viene voglia di rigiocarlo, ci sono giochi che durano 100 ore e dopo le prime 20 ti devi costringere a mettere il disco nella console giusto perchè ti senti in dovere di finirlo.
    Dopo 2 tentativi un po’ altalenanti, Sakaguchi-san ha ritrovato finalmente la verve del bellissimo Final Fantasy IX, scevro delle masturbazioni “Cloudistiche” e dell’apatia “Squallistica” :D


  26. Rispondi

    Ragazzi ma uno di voi che scriva la recensione? Siete in 50 nelle recensioni di chi l’ha giocato ci si può confrontare meglio D: please


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