Intervista ad Orioto, l’artista che reinterpreta i videogiochi

Gli amanti delle fan-art a tema video-ludico sicuramente lo conosceranno, ma anche chi non segue la scena da vicino di certo si è imbattuto in qualche sua opera, talmente celebre è il suo tratto: Wiitalia ha avuto l’occasione di intervistare Mikaël Aguirre, noto ai più come Orioto, l’artista che reinterpreta le scene più famose del mondo dei videogiochi. Nato e cresciuto in Francia, Mikaël ha sviluppato nel corso degli anni una tecnica formidabile e riconoscibile, che gli ha permesso di farsi apprezzare su internet attraverso una visitatissima pagina di deviantART, e di recente sul suo blog personale, Orioto Inn, dove fornisce inoltre alcuni suoi lavori in alta risoluzione, così da poter essere stampati ed incorniciati; da artista professionale, Mikaël ha aperto un negozio virtuale dove poter acquistare stampe di elevata qualità e di diverse dimensioni a prezzi del tutto accessibili. Tra le sue opere, le già citate rivisitazioni di titoli come Super Mario World, Castlevania, Megaman e Final Fantasy VI, ma anche fotografie e rappresentazioni realistiche di alcuni personaggi di manga ed anime come Naruto e Dragon Ball.

Wiitalia: Ciao Orioto! Presentati brevemente ai lettori di Wiitalia: molti conoscono già i tuoi lavori, ma pochi sanno chi c’è dietro!

Orioto: Ciao! Il mio vero nome è Mikaël, ho 31 anni e vivo a Parigi. Ho studiato cinema, più precisamente regia. Le mie abilità grafiche derivano da un ammontare impreciso di ore spese sui software come Photoshop: mi è sempre piaciuto giocare con le immagini!

Through the Night - The Legend of Zelda

Wiitalia: prima di parlare di Orioto l’artista, mi piacerebbe conoscere qualcosa di più su Mikaël il videogiocatore. La tua passione per i videogiochi è evidente e non sembra affatto recente, ma piuttosto affonda le radici nella tua infanzia; qual è stata la tua prima console? Ed il tuo primo videogioco? Trovi ancora il tempo per giocare, e come sono cambiati i tuoi gusti in quest’ambito nel corso degli anni?

Orioto: ho iniziato a videogiocare all’età di 11 anni, e subito divenni un gran appassionato della grafica; ricordo che scambiai il mio Genesis (SEGA Mega Drive in Europa, NdR) con Golden Axe 2 e Sonic per un Super Nintendo dopo aver visto Super Soccer ed il suo incredibile effetto 3D! Mantengo dei bei ricordi sul mio Genesis, comunque; lì vi giocai la serie di platform con Topolino e Paperino, tra cui QuackShot, che ricordo ancora con nostalgia! E Sonic ovviamente! Oggi invece, dedico del tempo ai videogiochi quando non sono impegnato col mio lavoro. Se i miei gusti sono cambiati… Non saprei dirlo con precisione. Sono una persona nostalgica e mi piacciono molto le cose old-school! Sono un po’ triste se penso a come sono diventati i videogiochi al giorno d’oggi, ma questo riguarda più l’estetica e la cultura che il gameplay; King of FightersFinal Fantasy per me ormai sono serie morte, se devo basare il mio giudizio prettamente sull’evoluzione culturale. Per quanto riguarda invece i generi, ho iniziato con i platform, Mario principalmente, che gioco ancora con molto piacere, ma nel tempo mi sono appassionato maggiormente ai giochi di ruolo giapponesi, specialmente quelli strategici. Questi sono piuttosto longevi, e purtroppo il tempo non è molto.

Wiitalia: Questo mi porta a pensare che sei un fan di Nintendo! I tuoi soggetti provengono principalmente da serie classiche… Non trovi interessanti o memorabili i personaggi dei videogiochi moderni?

Orioto: Non mi considero un fan di Nintendo, in realtà, ma diciamo che sono nostalgico di un certo periodo dove i videogiochi erano surrealisti e quasi sognanti, o addirittura più innocenti, e Nintendo è spesso associata a questo. Ora, invece, l’industria punta su temi violenti, con armi ed esplosioni; in realtà, anche con Nintendo, sento che c’è meno magia rispetto una volta. E’ difficile trovare giochi che siano basati su un mondo surreale o sognante. Pensa ad esempio all’evoluzione di Mario Kart negli anni: il primo per Super Nintendo aveva circuiti di cioccolata e brani quasi da filastrocca, anche nei pezzi più funky; tutto era così piccolo e carino, come se fosse un giocattolo. Ora invece anche questa serie è diventata più vicina alla realtà per certi versi, con musica più moderna, mezzi esteticamente più realistici, tracciati enormi in scala reale… So che forse è un esempio un po’ estremo ma è per far capire come le cose sono cambiate nel tempo. Una volta i videogiochi erano rappresentazioni della fantasia più sfrenata, una sorta di fuga dalla realtà, mentre ora cercano sempre di più di introdurre la nostra vita e la nostra società all’interno. Questo per dire che sono meno interessato ai videogiochi, culturalmente parlando, rispetto un tempo (nonostante apprezzi ancora un buon gameplay).
 

Wiitalia: passando invece alla tua attività, sarebbe interessante conoscere come si svolge il processo di creazione di un’opera, dalla decisione della scena, alla colorazione, agli strumenti che utilizzi. Non posso fare a meno di notare che il tuo stile è ricco di dettagli, realistico ma fedele ai soggetti di partenza e, ancora più importante, davvero riconoscibile, tanto da far esclamare “è Orioto!”.

Orioto: Prima di tutto, penso a ciò che mi piacerebbe realizzare, visualizzando un gioco che mi interessa e che ritengo possa essere adatto. Il processo decisionale può richiedere un po’ di tempo, addirittura diversi anni se non riesco a trovare il soggetto giusto. Il più delle volte comunque l’ispirazione viene studiando la direzione artistica originale del titolo scelto; negli anni Novanta, i videogiochi erano iconografici e quasi astratti… All’inizio odiavo Altered Beast perché trovavo fosse povero di contenuti e scarno, ma poi vidi un’illustrazione con una sorta di palude, dei cani a due teste e degli strani zombi e pensai… In un film horror di serie B, con la nebbia, lo stile di John Landis, il tutto potrebbe risultare divertente! Quando sono curioso di cosa potrebbero diventare un videogioco ed i suoi personaggi, allora inizio ad essere motivato. In seguito, cerco qualche immagine su internet che mi aiuti a visualizzare meglio come l’opera potrebbe risultare alla fine. Chiaramente disegno una bozza iniziale, poiché è difficile creare qualcosa che sia un bel dipinto ed al contempo ispirato ad un videogioco a scorrimento orizzontale.

Wiitalia: Quali tecniche e strumenti usi per realizzare le tue opere? 

Orioto: Oh, uso solo Photoshop! Disegno qualche bozza a matita prima del lavoro al computer, ovviamente.

Yoshi's Playground - Yoshi's Island