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Anteprima: The Last Story

L’isola di Lazulis e le sue meraviglie

The Last Story è ambientato nell’isola di Lazulis, circondata dal mare e caratterizzata da una geografia prevalentemente montuosa; la città che fungerà da base operativa per gli eroi sarà probabilmente il luogo più interessante, e quello che permetterà ai videogiocatori di dar sfogo al loro senso di esplorazione. Di chiara ispirazione medioevale, la città sarà visitabile in ogni suo angolo, tetto, negozio e strada; Zael potrà scalare gli edifici (ritornano i richiami ai videogiochi occidentali, come Assassin’s Creed), ed interagire con gli abitanti, i quali non saranno semplici marionette bensì reagiranno se ad esempio correndo si andrà loro a sbattere, oppure svolgeranno le loro faccende quotidiane, come tagliare la carne al mercato o chiacchierare alla locanda; l’elevato livello di immersione sarà garantito da una serie di piccoli dettagli che lo stesso Sakaguchi ha illustrato durante la presentazione del gioco avvenuta poco prima del lancio giapponese, così da rendere la città viva, pulsante e realistica, come difficilmente se ne vendono nei giochi di ruolo giapponesi. A Lazulis sarà presente inoltre un’area dove poter testare le proprie capacità, una sorta di arena di combattimenti dove poter guadagnare qualche spicciolo od oggetto raro. Il mondo di The Last Story non sarà però ampio come quello di Xenoblade Chronicles, bensì composto di aree ben delimitate, grandi ma lineari; non mancheranno ovviamente strade secondarie, cunicoli e passaggi segreti, specialmente in città, ma è evidente che Mistwalker abbia voluto puntare su altri aspetti rispetto Monolith Soft.

 

 

Grande enfasi è stata data all’equipaggiamento: le opportunità per migliorare il proprio armamentario saranno innumerevoli, ed ogni arma avrà le sue peculiarità, oltre agli ovvi potenziamenti; la balestra, ad esempio, potrà essere utilizzata anche al di fuori delle battaglie per interagire con elementi lontani dal personaggio. Come chicca, il vestiario dei personaggi cambierà a seconda di quanto equipaggiato, tant’è che sarà persino possibile lasciarli in biancheria intima.

Anche l’online!

A corredo dell’avventura principale, The Last Story offrirà due modalità multigiocatore online, studiate per rendere il gioco ancora più longevo una volta raggiunto l’epilogo. La prima di queste sarà di fatto una riproposizione delle battaglie contro i boss incontrati durante la storia, da fronteggiare con un team composto da 2 a 6 persone, sia amici della lista oppure trovati casualmente in rete; se le statistiche e le armi saranno quelle del salvataggio nella modalità principale, alcune ricompense saranno peculiari e non si potranno trovare altrimenti. La seconda possibilità per giocare online riguarda invece la modalità competitiva: qui si potranno impersonare i personaggi al di fuori di Zael in una battaglia tutti contro tutti, oppure a team; alla fine di ogni partita, una classifica indicherà i migliori giocatori, i quali riceveranno i premi più ambiti. Durante questi scontri, le arene saranno colme di oggetti, come power-up per aumentare la difesa o l’attacco, e trappole, come bucce di banana.

Accenni di trama

The Last Story non sarà solo combattimenti. Se Hironobu Sakaguchi ha voluto ammiccare al pubblico occidentale per quanto riguarda il versante ludico, la trama sarà chiaramente fondata sugli stilemi che hanno reso celebri i giochi di ruolo giapponesi, senza però ricadere in pericolosi cliché. Come già menzionato, le vicende saranno ambientate sull’isola di Lazulis, vero e proprio ingresso di un misterioso continente montagnoso, dove i protagonisti giungeranno alla ricerca di lavoro; tutti saranno infatti mercenari, soldati pagati per svolgere le mansioni più disparate, in netta contrapposizione con i cavalieri, di stirpe reale ed addestrati sin da piccoli con la massima disciplina. La distinzione tra i due ruoli sarà il leitmotiv della trama, con il videogiocatore ad impersonare principalmente la parte più debole e ribelle; il già citato Zael sarà infatti un mercenario che sogna di diventare cavaliere, orfano di entrambi i genitori e catapultato senza rendersene conto in vicende più grandi di lui. Ad anteporsi al protagonista, Calista, di discendenza nobile e cresciuta tra le mura del castello di Lazulis, desiderosa di lasciarle per scoprire cosa c’è al di fuori… Il che ricorda molto la figura di Garnet in Final Fantasy IX; anche lei orfana, troverà molte cose in comune con Zael e la sua banda.

 

La particolarità del cast di The Last Story risiede però nella sua varietà; da troppo tempo i jRPG abituano ad adolescenti pieni di problematiche, con le uniche voci fuori dal coro presentate come stereotipi (il vecchio saggio ed un po’ misterioso, la ragazza scontrosa), e pare che il buon Sakaguchi abbia voluto ribaltare qualche luogo comune in merito e presentare una serie di personaggi a tutto tondo, in grado di riempire la trama con criterio. Ecco quindi Dagran, leader del gruppo di mercenari e fratello maggiore acquisito di Zael; Syrenne, ragazza non particolarmente aggraziata, amante delle bevute in osteria e vera e propria anima del team; Lowell, tanto nerboruto fuori, quanto dolce e gentile dentro, considera i suoi compagni una vera e propria famiglia; Mirania e Yulick, entrambi maghi ma dai caratteri completamenti differenti: premurosa e riflessiva la prima, immaturo ed impulsivo il secondo. Considerando un canovaccio che farà lega sugli intrighi politici, e la professione dei protagonista, appare chiaro da che parte saranno i cattivi: dal Generale Trista al Conte Alganan, gli avversari siederanno sui troni del potere e questo ostacolerà non poco il gruppo di eroi.

 

Le fila del discorso

Non è stato semplice riassumere in poche righe le opportunità offerte da un titolo come The Last Story; Wiitalia ha cercato di raccogliere le informazioni essenziali su uno dei giochi più attesi del 2012, in attesa del lancio imminente e di una recensione che tenterà di capire quanto di promesso sia stato mantenuto. Nel frattempo, se ancora non siete sazi, potete seguire qui, qui e qui alcune sessioni di gioco dove è lo stesso creatore del gioco a guidare Zael, così da farvi un’idea ancora più precisa di quello che probabilmente sarà, insieme a Pandora’s Tower e Beat the Beat: Rhythm Paradise, il canto del cigno del Wii.


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