*/ ?> Recensione di Pullblox (3DS eShop) - 3DS Italia
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Pullblox: la recensione

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PullBlox per Nintendo 3DS

Non si può certo dire che l’esordio dell’eShop Nintendo sia stato scoppiettante.
Così come la console che lo ospita ha zoppicato per molti mesi, anche il servizio digital delivery del 3DS si è mostrato a lungo instabile, incapace di offrire qualcosa in più di qualche (per carità, graditissima) vecchia gloria per Game Boy e Game Boy Color e l’accesso a DSiWare.

Nintendo, non è un mistero, ha lavorato sodo per favorire il decollo e la diffusione del suo nuovo portatile. E se sul fronte aggiornamenti e software da scaffale il lavoro svolto è stato semplicemente ottimo, sotto il naso dei meno attenti, le cose sono andate, se possibile, ancor meglio sul fronte digital delivery. Lo store online della piccola console stereoscopica, infatti, si è arricchito d’un tratto di una manciata di titoli davvero notevoli, sparpagliati attraverso le settimane a cavallo del nuovo anno.

Mighty Switch Force lo conoscete, e forse siete già tra i fortunelli in possesso dei remake 3D dei classici Kid Icarus e Kirby’s Adventure per Nes. Ma la vera gemma di quest’ondata di nuove e vecchie glorie è senza ombra di dubbio Pullblox (conosciuto oltreoceano con il meno affascinante nome di Pushmo).

Si tratta di un puzzle game sviluppato da niente di meno che Intelligent Systems, second party Nintendo celebre per aver dato alla luce capolavori del calibro di Paper Mario e Fire Emblem, e che già ha dimostrato di essere perfettamente in grado di lavorare in “spazi più ristretti” con l’eccellente Dragon Quest Wars, che inaugurò il servizio DSiWare anni or sono.

Pullblox è già disponibile da qualche settimana sull’eShop per soli sei euro.

Pull those blocks

hiku-osu-3dsware_015Pullblox è un puzzle game interessante, forte di un approccio originale e completamente diverso dagli altri esponenti di questo genere, da sempre molto presente sulle console portatili e più in genere sui mercati digitali.

Prima di tutto grazie al sistema di controllo, che ricorda più da vicino un platform tridimensionale che un titolo a base di blocchi ed enigmi. Nei panni di un rotondo avatar, infatti, potremo scorrazzare liberi attraverso livelli di grandezza variabile, correndo e saltellando qua e là.

Per completare ogni puzzle è necessario spingere e tirare blocchi di colori, forme e dimensioni variabili incastrati su una sorta di “tela” a fondo schermo, al fine di creare un percorso che ci permetta di raggiungere e liberare uno dei bambini intrappolati in ogni schema.
Non sarebbe sbagliato considerare ogni sfida di Pullblox una sorta di platform editabile in miniatura (il che ci fa scervellare su cosa sarebbe successo se Intelligent Systems avesse optato per una spinta ancor più forte in direzione platform).

Ovviamente, la chiave per risolvere i puzzle è capire in che ordine spostare le varie forme geometriche. Ad oliare gli ingranaggi del nostro cervello per prepararci ad affrontare questo genere di decisioni ci pensa la modalità storia.
Si tratta di una sorta di enorme tutorial, che introduce molto lentamente le varie componenti “enigmistiche” che condiscono il pepato level design del titolo. Si comincia con la spiegazione di funzioni basilari quali il movimento del personaggio e della telecamera e varie tecniche di “push and pull”, per arrivare ad interessanti elementi quali pulsanti interattivi e botole in grado di trasportarci da un angolo all’altro degli schemi.

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E così, procedento per il numero affatto ridotto di stage, la complessità dei puzzle aumenta, la linearità diventa un confortevole ricordo del passato e vengono introdotti simpatici livelli basati su forme ben precise, che sfruttano il look “blocchettoso” del titolo per fare il verso alla pixel art e a titoli quali Picross, arrivando a strutturare interi puzzle “a bordo” di sprite presi, ad esempio, dall’universo di Super Mario.


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