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Mighty Switch Force: la recensione

Il ritorno di WayForward

Nell’ultima manciata di settimane il 3DS si è infuocato di una pioggia continua di uscite. Anche se a ritagliarsi il ruolo di protagonisti sono stati gli scaffali dei negozi, con titoli del calibro di Mario Kart 7, Mario 3D Land e Tales of the Abyss a farla da padrone, anche l’eShop ha visto una nutrita schiera di nuovi arrivi che sarebbe un errore ignorare. E tra esclusive per gli ambasciatori e consuete nuove release per virtual console, WayForward è riuscita ad infilare, giusto prima di Natale, un ennesimo capitolo della serie “Mighty”.

Mighty Switch Force per Nintendo 3DSSviluppato in esclusiva per 3DS, Mighty Switch Force si pone l’obiettivo di sfruttare a dovere l’hardware della nuova console, pur mantenendo lo stesso spirito – ed il sublime livello qualitativo – dei suoi predecessori.

Ritorno su saturno

Il feeling trasmesso dal titolo è immediatamente vincente, e ricorda sotto molti punti di vista i momenti migliori del troppo spesso dimenticato Sega Saturn. Il rimo del gioco, ed anche il comparto tecnico, come vedremo più avanti, porta infatti alla mente alcuni dei migliori lavori visti sulla sfortunata console, in particolare quelli targati Treasure.

Il gameplay unisce sezioni platform e puzzle, ma in modo completamente diverso da quanto avveniva nei titoli precedenti della serie “Mighty”. L’azione questa volta si svolge in perfetto stile Run’n’Gun – per intenderci, in modo simile a Mega Man, Gunstar Heroes o Gunner’s Heaven. L’eroina del gioco si controlla dunque in puro stile platform: salta come una cavalletta e non lesina scariche della sua preziosa pistola al plasma(potenziabile completando il gioco).

L’aspetto puzzle di Mighty Switch Force si incastra nel gameplay attraverso il potere speciale del nostro avatar, che è in grado di alternare la presenza sullo schermo di alcuni blocchi, ora utili per ostacolare i nemici, ora per trasformarsi in comode piattaforme da utilizzare per l’esplorazione verticale. Con la pressione di un apposito tasto, dunque, tutti i blocchi posizionati sullo sfondo passeranno in primo piano e vicerversa.

Gli stage sono intricati ambienti dinamici da studiare con attenzione e comprendere al fine di evitare di craere passaggi verso trappole mortali o, semplicemente, di venire schiacciati da un blocco in movimento.

Ovviamente, a complicare il tutto, ognuno dei 16 schemi che compongono il titolo sarà farcito di un gran numero di nemici divisi tra una manciata di tipologie, da affrontare con la giusta dose di strategia.

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Malgrado il titolo non sia particolarmente longevo, bisogna applaudire la capacità di Wayforward di creare numerose situazioni differenti con un numero limitato di elementi a propria disposizione. Il core del gioco sarà sempre e comunque la “cattura” di sei bionde fuggiasche nascoste in ognuno dei sedici livelli. Scovarle non sarà un lavoro semplice – nemmeno grazie all’aiuto di un comodo radar visibile sul touch screen – complice l’ibridazione perfetta dei generi puzzle e platform e la saggia e continua introduzione di nuovi tipi di blocchi interattivi che spingeranno il giocatore a cimentarsi in una continua sperimentazione, non priva di sorprese.


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