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Dragon Quest Monsters: Joker 2: la recensione

Nell’immaginario collettivo, il filone dei monster breeding, ovverosia di quei giochi di ruolo dove a combattere non è il protagonista con la sua combriccola di amici più o meno improvvisati, ma le creature precedentemente catturate e doviziosamente allevate, è strettamente legato a Pokémon, il franchise multimilionario che Nintendo ha creato con poche pretese partendo dalla geniale intuizione di Satoshi Tajiri.

Dragon Quest Monster Joker 2 per Nintendo DS

Come ogni successo dirompente che si rispetti, un’ondata di cloni ha invaso i negozi creando un vero e proprio genere a parte, riconosciuto dalla critica ed apprezzato dai videogiocatori. Parrebbe quindi che Dragon Quest Monsters nasca dall’intento di diversificare l’offerta ludica indirizzandosi verso un pubblico più giovane, attirato dalla prospettiva di collezionare e sfidare gli amici, ma le radici delle meccaniche di gioco che si ritrovano in Joker 2 affondano nel lontano 1992, anno d’uscita di Dragon Quest V. Vero e proprio precursore in questo senso, il quinto episodio della serie nata dalla mente di Yuji Horii permetteva l’arruolamento dei nemici nel proprio party e la loro crescita avveniva come fossero personaggi regolari; espandendo questo concetto al di fuori dell’ossatura principale di Dragon Quest, Enix diede quindi vita allo spin-off Monsters, apparso per la prima nel 1998 su Game Boy ed in seguito su Game Boy Advance, DS e PS2 (e prossimamente su 3DS). Joker 2 nasce come seguito spirituale dell’omonimo titolo per DS del 2006, naturale prosieguo di un’operazione di enorme successo in patria e modesta accoglienza in Occidente, portando con sé la solita, solidissima, struttura che non scontenterà di certo chi ama il genere.

I quattro concetti chiave che identificano in pieno Joker 2 sono le battaglie a turni, il reclutamento dei mostri, l’esplorazione e la modalità online; tutto il resto è di fatto un contorno, un pretesto ben congegnato che funge da connettore tra uno scontro e l’altro, da sottofondo durante la creazione del team perfetto, che TOSE (lo sviluppatore al soldo di Square Enix che lavorò anche al prequel) non si è preoccupata più di tanto di plasmare, puntando più alla sostanza che alla forma. Quanto questo sia da apprezzare sta nelle aspettative del videogiocatore, e dei suoi gusti, ma le qualità intrinseche del titolo sono decisamente molte.

Battaglie all’ultimo pixel

dragon-quest-monsters-joker-2-ds_029E’ bene chiarire sin da subito che Joker 2 è un titolo intuitivo ed appassionante: gli ingranaggi del sistema di gioco vengono introdotti gradualmente e, seppur numerosi, non ricadono nel rigurgito di informazioni tipico di produzioni simili, permettendo di assimilare le varie nozioni passo dopo passo, magari sperimentandole oppure tenendole per le fasi più avanzate; il tutto sarà incentrato sulla figura dello Scout, il protagonista delle vicende, colui che catturerà ed alleverà le creature per poi lanciarle negli scontri.

Il sistema di battaglia è stato congegnato con intelligenza poiché ben si presta all’utilizzo delle strategie che più si preferiscono; si può schierare un totale di tre mostri in campo (più tre di riserva, da sfruttare all’occorrenza), con alcuni di essi che occuperanno anche due o tre spazi per via della loro mole. Un gran numero di comandi sono selezionabili sullo schermo inferiore: il combattimento semi-automatico, gli ordini più specifici (come l’attacco, la difesa o le magie), le tattiche e, altresì importante, il reclutamento, il quale avviene proprio durante le battaglie e dipenderà da quanto il nostro team di mostri riuscirà ad impressionare la creatura che si vuole avere tra le proprie fila. Il ruolo dell’allenatore… pardon, dello Scout, durante gli scontri si limita alla gestione degli oggetti, il cui utilizzo si andrà ad aggiungere ai comandi impartiti senza scombussolare troppo i turni.

Dragon Quest Monsters Rancher

A corredo dell’ottimo sistema di battaglia, vi è un ampio scettro di possibilità per quanto riguarda la crescita della propria squadra di bestie; ognuno dei componenti scelti può essere equipaggiato con un’arma a scelta al fine di modificare i parametri e quindi bilanciare debolezze e pregi. Con l’esperienza accumulata, non crescerà soltanto il livello ma anche la capacità di apprendere determinate abilità (magie, attacchi speciali, aumento delle statistiche) a discrezione del videogiocatore, che può scegliere tra diversi rami di specializzazione, in maniera tale da personalizzare fino nei minimi dettagli il proprio team.

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Spingendosi ancora oltre, Square Enix ha studiato un sistema di unione tra mostri chiamato sintesi, con il quale si può letteralmente far nascere delle nuove creature (in realtà sempre dal bestiario originale e non casuali come ad esempio nella serie di Monster Rancher o nel dimenticato Jade Cocoon per PS2) con abilità e parametri derivanti dai genitori, e creare così un vero e proprio albero genealogico; ovviamente, non tutti mostri potranno unirsi: alcuni assiomi regolano l’allevamento in maniera tale da disciplinare questa attività e renderla sensata all’interno del gioco stesso (per esempio, i mostri leggendari non possono avere una prole). In ogni caso, si tratta di una meccanica gradita, non strettamente necessaria ma utile per mettere insieme una squadra che sia variegata e compatta sin dalle basi; considerando che sono presenti oltre 300 specie e che ognuno (o quasi!) ricade in una famiglia ben precisa, è semplice capire come Joker 2 sia un titolo potenzialmente infinito, se preso con lo spirito giusto.

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