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Anteprima: Super Mario 3D Land

Super Mario croce e delizia di Nintendo

Da sempre il marchio Nintendo è riconoscibile in tutto il mondo soprattutto grazie alle sue icone, tra le quali un ruolo assoluto e preponderante è svolto, presso il cosiddetto mass market, dall’idraulico baffuto di origine italica di nome Mario. Uno personaggio ludico importantissimo per tutta l’industria, che in determinati momenti storici ha saputo persino essere più famoso del Papa (su suolo a stelle e strisce, forse più avvezzo al consumismo che alla spiritualità), che ha saputo ergersi a simbolo dell’intrattenimento digitale presso un pubblico molto allargato.

Super Mario 3D Land per Nintendo 3DS

Un protagonista tanto grande da sembrare a volte persino ingombrante, gettando la sua lunga (larga?) ombra su vaste zone di sviluppo, oscurando anche altri valenti attori della scena (Samus anyone?). Uno strumento commerciale però dall’indiscusso potenziale, che proprio per questo offre a Nintendo, unica detentrice dei diritti di immagine del paffuto personaggio, una semplice chiave di lettura del suo pubblico e del suo mercato. Insomma, una serie, quella principale dedicata al platform, che è legata a doppio filo al successo delle console di casa Kyoto, un po’ per vizio degli appassionati (che troppo spesso identificano solo in Mario l’elemento di acquisto di una nuova console) e un po’ per necessità del mercato allargato (che senza dubbio coglie al volo l’identificazione tra il protagonista di questi titoli e la console necessaria per farli girare).

Anche il Nintendo 3DS sembra non far eccezione (soltanto il Wii storicamente è riuscito a conquistare il cuore del pubblico senza giocarsi subito questa carta) tanto che i risultati commerciali della console nel suo primo semestre di vita sembrano proprio attendere un episodio di Mario per spiccare il volo. Ed ecco così che Nintendo, ligia al dovere quando si tratta di sfoderae l’idraulico del Bel Paese, si prepara ad accontentare tanti, se non proprio tutti, lanciando nel corso del periodo natalizio un episodio inedito del platform più famoso di tutti i tempi, con tanto di bundle contenente il titolo Super Mario 3D Land accompagnato da un glaciale 3DS bianco splendente.

Super Mario 3D Land: un nome niente affatto scontato

super-mario-3ds-3ds_015Tra il mare magnum di strutture e titoli applicati al mondo dei Mushroom Kingdom, questa volta gli sviluppatori hanno deciso di optare per un suffisso al titolo assolutamente da non sottovalutare. L’ovvio ma significativo 3D nel titolo, infatti, viene affiancato dalla parola Land, che da sempre identifica uno scheletro di gioco ben delineato e preciso, che riporta alla mente i fasti bidimensionali dei capitoli storici visti su Game Boy.

Sin dal nome di questo episodio, quindi, possiamo intuire la vena soggiacente allo sviluppo di questo gioco, il cui “key factor”, video dopo video e intervista dopo intervista, pare essere l’ibridazione. Un mix tra diversi elementi del passato e del presente (futuro?), un’alternanza di tradizione e innovazione, ma soprattutto un continuo dialogo tra diverse dimensioni di gioco.
3D, dicevamo: il primo punto, persino scontato, è quello che analizza quindi l’autostereoscopia dello schermo del portatile Nintendo; provato dal vivo, l’utilizzo di questa particolare tecnica di visione in Super Mario appare ben programmata: il mondo rappresentato acquista di profondità, senza disturbi né alla vista né al framerate; alcuni momenti di interazione vengono poi influenzati in senso positivo, aiutando a percepire meglio le distanze e in aggiunta dalle ultime informazioni disponibili pare addirittura che sia possibile settare due tipi di effetto 3D: l’uno che insiste sul pop-out degli oggetti vicini allo schermo, l’altro che gioca soprattutto invece sul senso di percezione dei diversi livelli del mondo di gioco. Insomma, se c’è un titolo in cui il 3D pare non essere soltanto un abbellimento per l’occhio, ma un aiuto per la mente (dopo Pilotwings Resort) questo sembra essere Mario Land.

Un capitolo però dove il 3D non subentra solo in senso stereoscopico, ma anche in ottica level design. A differenza infatti dei vecchi Mario Land e dei più recenti New Mario (DS e Wii) questo Mushroom Kingdom sarà esplorabile non solo in senso di scorrimento laterale, ma anche in profondità, come nel caso di Mario 64, Sunshine o dei due Galaxy. Potremo quindi scorrazzare in tre dimensioni con il nostro idraulico, quantomeno in determinati punti dei vari mondi messi a nostra disposizione.
Non sempre, però, poichè come dicevamo il fulcro di gioco risulta essere davvero ibridato tra i Mario 3D e quelli 2D, con profonde radici in questi ultimi per quanto riguarda numerosi aspetti: primo su tutti il level design, che come detto affianca sezioni “libere” a moltissime sezioni più propriamente platform nel senso che gli si dava negli anni 80-90, con uno scorrimento del personaggio lungo “binari” predefiniti.

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Ma non è tutto: i movimenti di Mario, pur presentando una vasta gamma di azioni e acrobazie, ben più ricche del solito per un episodio 2D, saranno gestite dall’analogico, ma con input digitali, il che significa che il nostro avatar seguirà le 8 direzioni date dai due assi verticali-orizzontali in aggiunta alle diagonali, senza godere di un controllo libero a 360°, senza contare che per correre sarà necessario premere il pulsante ad hoc, non bastando l’inclinazione dello slide pad.

Scelte bizzarre? Sì, se ci si aspetta un nuovo Mario 64, assolutamente no se si comprende fino in fondo come la base di partenza di questo titolo risieda nel suffisso “Land”. Prova alla mano, il tutto funziona, sorpattutto considerando quanto, rispetto a un Sunshine, la natura del titolo sia profondamente platform nella richiesta millimetrica di spostamenti e salti. Un ritorno alle radici dell’abilità ludica del giocatore, tanto cara agli episodi per Game Boy, simboleggiata anche dalla scomparsa delle stelle appannaggio della bandierina di fine livello.


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