Mystery Case Files: Il caso Malgrave: la recensione

Se ci si ferma ad una prima occhiata, guardando la copertina o qualche immagine sul retro della confezione, Mystery Case Files: Il Caso Malgrave potrebbe sembrare uno dei tanti titoli casual di dubbia qualità che affollano il panorama del Wii.

Fortunatamente si tratta di una prima impressione sbagliata, in quanto il titolo in questione, sviluppato da Big Fish Games e distribuito da Nintendo, è un prodotto di qualità che va a rimpinguare l’ormai striminzita offerta di avventure grafiche disponibili sul mercato.

Mystery Case Files: Il Caso MalgraveQuella di Mystery Case Files è una serie che ha già qualche annetto alle spalle: dopo il primo episodio rilasciato su PC nel 2005, è stata infoltita da ben sette seguiti, riuscendo a imporsi come uno degli IP casual più venduti per PC. Dopo uno spin-off per cellulari e un episodio per Nintendo DS, quel MillionHeir uscito due anni fa che in pochi ricorderanno, Mystery Case Files sbarca per la prima volta anche su Wii con Il Caso Malgrave.

L’incidente Malgrave

Ne Il caso Malgrave impersoniamo un non meglio identificato detective dell’agenzia investigativa che da il nome alla serie, chiamato ad investigare sulle presunte capacità rigenerative di un’isola misteriosa, un tempo meta di villeggiatura per ricchi turisti ma oggi deserta.
Ingaggiati dall’unico abitante rimasto, un eccentrico industriale di nome Winston Malgrave, abbiamo il compito di raccogliere una particolare polvere color porpora disseminata sull’intera isola al fine di salvare la vita della sua amata consorte. Per farlo ci verrà fornito un particolare marchingegno di raccolta (che ha la forma di un Wiimote dorato) attraverso il quale riceveremo anche ordini e comunicazioni dal nostro bizzarro datore di lavoro.

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Il fulcro della serie Mystery Case Files è da sempre la risoluzione di enigmi basati sulla ricerca di oggetti nascosti, e l’ultima iterazione sulla home console Nintendo non è certo da meno: la sfida consiste nell’individuare forme o oggetti disseminati disordinatamente in schermate ricche di dettagli. Che si tratti di un ferro di cavallo piuttosto che di una lettera dell’alfabeto, tramite il puntatore del Wiimote dovremo scovare i dodici oggetti che compaiono nella lista posta nella parte bassa dello schermo.
Non c’è alcun tempo limite, il che semplifica relativamente le cose, ma non potremo comunque muovere il puntatore a caso sperando di imbatterci in uno degli oggetti richiesti: dopo un certo numero di tentativi andati a vuoto, infatti, la schermata verrà invasa per qualche secondo da una nebbia purpurea, rendendo la ricerca ancor più difficile.
Armati di tanta pazienza, quindi, non resta che analizzare ogni minimo particolare della scena, ingrandendola grazie al d-pad del Wiimote per osservarne più da vicino i numerosi particolari.
Nei momenti di maggiore difficoltà è possibile comunque ricorrere ad un sistema di aiuto che ci indicherà un’area ridotta dello schermo dove catalizzare maggiormente la nostra attenzione.
Una volta utilizzato l’aiuto, però, dovremo attendere diversi secondi prima che torni nuovamente disponibile.

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Questo tipo di puzzle costituisce gran parte dell’esperienza di gioco, il resto si basa su meccaniche più strettamente legate al genere delle avventure grafiche. Attraverso una visuale in soggettiva – che porta subito alla mente un grande esponente del genere quale è Myst – dovremo percorrere ogni angolo dell’isola cercando di avanzare tra le diverse aree i cui collegamenti sono spesso interrotti da barriere naturali o create dall’uomo. Per superare questi ostacoli dovremo usare – oltre a un minimo di logica – gli oggetti presenti nel nostro inventario che andremo a recuperare dopo aver terminato uno dei puzzle di cui abbiamo parlato poc’anzi.

La libertà di movimento è purtroppo molto limitata e, nonostante sia richiesta una massiccia dose di backtracking, l’avventura si sviluppa seguendo un percorso estremamente lineare.

Il livello di difficoltà degli enigmi basati sugli oggetti in inventario è mediamente basso, anche se qualche volta ci si può imbattere in veri e propri rompicapo che richiedono un impegno assai maggiore. Data la natura del titolo, gli sviluppatori hanno pensato di semplificare il compito ai giocatori meno esperti, dando loro la possibilità di saltare l’enigma proposto. Una soluzione, questa, che potrebbe far storcere il naso agli amanti più scafati del genere ma che in fondo nulla toglie all’esperienza di gioco, in quanto può venire tranquillamente ignorata.

Il gioco prevede anche due serie di oggetti extra collezionabili nascosti in ogni ambientazione esplorabile: delle foto ritraenti l’isola durante i suoi tempi migliori, e alcuni giocattoli appartenuti probabilmente alla figlia di Malgrave.

Commenti Sottoscrivi i commenti
  1. Rispondi

    A me piaceva…ma dalla recensione si capisce quanto l’80% sia solo di ricerca oggetti…bene…per ricerca oggetti ci sono moltissimi giochi in flash realizzati egregiamente che non costano nulla. Mi aspettavo che almeno si attestasse sui 20 euro…30 son troppi. A questo punto…forse…meglio il wii ware “Mystery of Whiterock Castle” a soli 7 euro. Peccato però…fosse stato 50% cerca oggetti e 50% altri enigmi vari…l’avrei preso forse anche per 30euro…


  2. Rispondi

    raga ho un problema non mi si connette più la wii a internet mi da errore 51330 aiuto


  3. Rispondi

    Non venderà una mazza….


  4. Rispondi

    Ho iniziato il gioco senza aspettarmi molto devo dire, la trama mi ha inizialmente appassionata ma alla fine mi ha lasciata molto delusa. Carini gli enigmi (ma non all’altezza di layton naturalmente) carina la ricerca oggetti ma niente di straordinario.


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