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3DS e Nintendo: è davvero crisi?

1 August 2011 - 16:08

La storia videoludica, distorta dalla fallace memoria delle persone

The Legend of Zelda: Ocarina of Time 3D

"The Legend of Zelda: Ocarina of Time 3D ha già venduto un milione di copie nel mondo"

Effettivamente, dopo un buon esordio che faceva presagire ritmi simili a quelli del DS dei tempi d’oro, le vendite della console si erano stabilizzate su numeri non proprio esaltanti; sul suolo giapponese, in realtà, il 3DS viaggia tuttora con una media di 25-30.000 unità settimanali, in linea con PSP, diretta rivale e moda del momento in patria, e con il periodo, ma in Occidente il calo fu evidente sin dalla terza settimana dal lancio; tra le cause, un DS che ancora riesce a piazzare un buon numero di pezzi (3,26 milioni da gennaio come riportato da Nintendo), specialmente in Europa, ed una line-up che difetta in quanto a rilevanza commerciale, nonostante The Legend of Zelda: Ocarina of Time 3D abbia già venduto un milione di copie nel mondo, e Resident Evil: The Mercenaries 3D abbia raggiunto le 400.000 copie.

Anche in questo caso, però, molte reazioni sono state esacerbate da una memoria ingenerosa: è corretto affermare che le vendite del 3DS non sono state stellari come ci si aspettava, ma sei anni fa il predecessore partì in maniera del tutto simile, se non ancor più in sordina: in Nord America, il DS veniva mensilmente battuto da PSP fino al lancio del DS Lite insieme a New Super Mario Bros., mentre in Europa si dovette aspettare l’arrivo di Nintendogs (per la precisione, a sette mesi dal lancio della console) per vedere cifre più che discrete; in Giappone, invece, se il periodo natalizio risultò alquanto positivo (il DS uscì nel novembre del 2004), il lasso di tempo da febbraio a luglio (che coincide con il tempo sul mercato del 3DS) fu in linea con quanto macinato in termini di vendite dalla nuova console nei suoi albori.

Iwata con la prima versione del Nintendo DS

"in Nord America, il DS veniva mensilmente battuto da PSP fino al lancio del DS Lite insieme a New Super Mario Bros"

Le aspettative per quest’ultima erano decisamente più alte, comunque: Nintendo avrebbe voluto vendere 16 milioni di 3DS nell’anno fiscale corrente; il report finanziario non mostra in realtà cifre diverse, con la differenza che così tante console saranno vendute ad un prezzo nettamente inferiore. Ad ora, l’azienda ha distribuito globalmente 4,32 milioni di pezzi: 3,61 milioni da gennaio a marzo, e che quindi includono il lancio nei vari territori, ed appena 710.000 unità da aprile a giugno; questo non significa, come viene malamente riportato in più parti, che negli ultimi tre mesi le vendite della console siano calate dell’80% , bensì che il distribuito iniziale è risultato sufficiente a coprire anche il periodo successivo, che perciò ha visto poche unità vendute ai distributori. In compenso, il software distribuito sfiora i 14 milioni di unità, per una media di 3,3 videogiochi a console.

Se pertanto uno degli elementi determinanti della non rosea performance del 3DS è stato sistemato, la componente ludica lo era già dallo scorso E3; pare essere opinione comune che la line-up di lancio non fosse molto valida, ma i dati sul rapporto giochi / console appena riportati sembrano sconfessare quest’idea. Purtroppo la memoria gioca nuovamente brutti scherzi, e non viene ricordato come le line-up di lancio siano state notoriamente scarse: PS2 ha vissuto per mesi sul mercato con pochissimi titoli di rilievo (tra i quali figuravano SSX, Tekken Tag Tournament e TimeSplitters nonché numerosi porting dal Dreamcast), mentre il DS contava solamente Super Mario 64, WarioWare: Touched! e Polarium tra i nomi degni di nota. In occasione del meeting finanziario, Nintendo ha rilasciato una lista semi definitiva delle uscite per 3DS nel corso dei rimanenti mesi del 2011: Super Mario 3D Land e Mario Kart 7 sono senza ombra di dubbio il piatto forte ma Star Fox 64 3D Kid Icarus Uprising (previsto per il 2012 in Europa ma prima della fine dell’anno in Nord America e Giappone) completano l’offerta in maniera ineccepibile; le terze parti si presenteranno con Fifa 2012, Sonic Generations, Shinobi, Tales of the Abyss, Driver Renegade, Tetris 3D, Doctor Lautec and the Forgotten Knights e F1 2011. In aggiunta ci sono ovviamente i giochi già in commercio, per cui chi avrà occasione di acquistare la console a fine 2011 si troverà dinnanzi ad una scelta soddisfacente e variegata. Ad onor del vero, non pare il disastro paventato da molti, forse influenzati da una serie di eventi, come la cancellazione ed il rinvio di alcuni titoli, apparentemente collegati all’andamento della console, ma in realtà ognuno causato da motivazioni ben distinte: Mega Man Legends 3 ha sofferto la scarsa partecipazione dei videogiocatori e la dipartita di Keiji Inafune, creatore della serie, dal progetto; DJ Hero è rientrato nella strategia di rivalutazione della serie ad opera di Activision, mentre Assassin’s Creed: Lost Legacy non è mai entrato in produzione (la cancellazione del titolo risale al 2010) ed alcune suoi concept sono stati convogliati verso Assassin’s Creed: Revelations. In una visione più ampia, si può chiaramente affermare che accadimenti del genere non sono nuovi nell’industria videoludica, e non è certo così inusuale vedere le software house riorganizzare i propri brand ed eliminare le proposte ritenute meno meritevoli di essere finanziate.

Le scuse di Nintendo, in attesa del rilancio

Le parole di Iwata in apertura dell’incontro con gli investitori mostrano una grande umiltà (insieme alla già citata caparbietà, tipica virtù giapponese) nel riconoscere un errore che sarebbe potuto risultare fatale per il prodotto da poco lanciato, nonché problematico per l’azienda stessa; il discorso suona come una sincera e sentita ammissione di responsabilità, e cerca di far luce sulle motivazioni che hanno spinto la dirigenza ad una mossa di simile portata: le già citate vendite al di sotto delle aspettative, la difficoltà nel proporre una revisione dell’hardware come misura alternativa ed un mercato in rapido cambiamento, diverso da quello che incontrò il DS quando fu rilasciato circa sei anni fa. Una forte enfasi è stata espressa in merito ai termini dell’operazione, la quale sarà valutabile nel medio periodo e non nell’immediato, nonostante Iwata parli di quattro mesi come scadenza utile per capire gli effetti della nuova strategia.

Un prezzo così invitante non potrà non avere un forte impatto sul mercato; il 3DS, accompagnato da un’offerta videoludica di qualità (che può contare inoltre sull’eShop in continua espansione), ha ora tutte le carte in regola per iniziare ad ingranare come avrebbe dovuto fare sin dal lancio. Al momento, il prodotto risulta appetibile a quell’utenza meno avvezza ad inseguire la tecnologia ed i suoi costi, ben presente sulla console precedente; competitiva, considerando il distacco di prezzo con PS Vita, ferma a 250 dollari nella versione base; e completa, tenendo conto dei pochi mesi di vita e dei passi da gigante di Nintendo in ambiti come l’online e le funzioni supplementari quali Netflixcanale video e lo StreetPass. La mossa inaspettata che permetterà, forse, al 3DS di rimettersi in carreggiata influenzerà senza alcun dubbio l’azienda produttrice, già corsa ai ripari con dichiarazioni schiette riguardo l’assunzione di responsabilità, le quali potrebbero addirittura rivelarsi benefiche in termini di immagine, poiché dimostrano la correttezza di un’organizzazione non nuova a periodi di difficoltà e vicina il più possibile ai consumatori. Della serie, il sacrificio lo facciamo insieme, in attesa di tempi migliori per entrambi.

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Commenti

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