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Hands-on: Xenoblade Chronicles

Monolith Software, Xenosaga e Monado: una storia travagliata

Qualche anno fa, Nintendo acquisì una piccola ma talentuosa software house dedita alla creazione di jRpg, fino ad allora sotto l’egida delle pubblicazioni Namco-Bandai: Monolith Software. La notizia fece drizzare le orecchie agli appassionati di avventure epiche come Baten Kaitos, ma per lungo tempo non diede frutti visibili o realmente apprezzabili sotto questo aspetto (anche per la mancata localizzazione di Soma Bringer per DS). Quantomeno fino all’annuncio di Monado, un nuovo esponente del genere “gioco di ruolo” in arrivo per Nintendo Wii.

Xenoblade ChroniclesGrande speranza si accese negli animi degli amanti della serie , soprattutto dopo la virata di nome in , data la paternità della serie legata alla medesima software house responsabile di quegli ottimi prodotti per Playstation, salvo poi perdersi nei miasmi delle mancate trasposizioni occidentali di molti (troppi) giochi per le console Nintendo. Poche settimane fa però per nostra fortuna la nebbia è stata squarciata dall’annuncio ufficiale della conversione PAL di suddetto titolo (cui è stato aggiunto il suffisso “Chronicles” nel titolo) con tanto di edizione limitata con Classic Controller Pro in bundle. Gaudio e tripudio! Ed eccoci subito pronti per testarlo sul campo nel post-E3 milanese di pochi giorni fa.

Epic adventures in Xenoland

La prova sul campo ci ha permesso di testare il prodotto con relativa calma, potendo apprezzare almeno superficialmente diversi aspetti della produzione pubblicata da Nintendo. Sebbene il genere jRpg non sia certo il più indicato per un approccio per forza di cose parziale come quello di un evento-fiera, dobbiamo dire che la demo (che in realtà era la versione completa del gioco, a giudicare dalla ricchezza di contenuti, opzioni, sottotitoli, menù…) ci ha mostrato parecchio del potenziale del gioco. Che, lo precisiamo subito, è davvero elevato.

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Concentrandoci sul versante dell’impatto scenico e narrativo, senza dubbio deducibile anche dalla breve sessione di gioco effettuata, possiamo dire che, ad esclusione dei volti dei personaggi (abbastanza inguardabili, a dire il vero) e di alcune texture ambientali (altalenanti soprattutto in aree cittadine) il colpo d’occhio è davvero notevole. I difetti sopracitati, infatti, non devono trarre in inganno facendoci pensare di essere davanti a una produzione PS2-style. Questo perché tali difetti si inseriscono in un contesto di gioco davvero molto ampio e vivo, curato in tanti dettagli da far impallidire (sotto certi punti di vista, e solo quelli, per carità!) anche produzioni più massicce come Monster Hunter Tri.

Le aree di gioco sono vaste ed esplorabili, nonché popolate da numerose creature. I tempi di caricamento per muoversi in questi ambienti tanto grandi sono pressoché assenti, e l’animazione scenica (le nuvole, il cielo, il giorno e la notte, l’erba che si muove al vento) davvero dettagliata. Il tutto infarcito da una totale libertà di movimento e decisione di approccio al ritmo di gioco che, ad esclusione del guidato tutorial, sembrano accompagnare molte delle sessioni di gioco, richiamando alla memorie atmosfere “Shenmue-style”. Potremo infatti camminare o correre nei prati, fermarci ad affrontare le bestie che popolano questi mondi oppure evitarle senza problemi, prenderci delle pause per osservare semplicemente lo scorrere delle nuvole nel cielo e perdere tempo come vogliamo ispirati semplicemente dall’umore del momento e via discorrendo.

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La sensazione di essere immersi in un mondo vario, realistico e vivo è infatti davvero forte, grazie alla varietà degli scenari, alla molteplicità di flora e fauna, e a tanti piccoli dettagli che popolano questa produzione. Un mondo però che non appare “rarefatto” di contenuti, come troppe volte avviene in titoli così “free roaming”, ma sembra anzi essere denso di sostanza, grazie a inframmezzi narrativi che, dall’introduzione dei titoli di testa, passando per le prime fasi di tutorial, per poi accompagnarci in ogni snodo narrativo importante, ci guideranno passo passo nella progressione all’interno del gioco seguendo un plot narrativo coinvolgente (quantomeno a giudicare dai presupposti testati in fase di demo, già sostenuti da perfetti sottotitoli in italiano). Il tutto condito da una OST a tono con il mood epico di Monado. Insomma, un bel quadro, sporcato solo leggermente da tempi di caricamento stranamente lunghi per i menù gestionali di gioco.


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