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The Legend of Zelda: Ocarina of Time 3D: la recensione

Every game has a story. Only one is a legend.

21 Novembre 1998, Giappone, Nintendo 64. Shigeru Miyamoto rivoluziona per l’ennesima volta il mondo dei videogiochi con un titolo che cambierà per sempre il concetto di Avventura con la “A” maiuscola. Dopo sette lunghi anni di attesa dal precedente A Link to the Past esce finalmente The Legend of Zelda: Ocarina of Time per l’ammiraglia del colosso di Kyoto. Il resto è storia.

Ocarina of Time 3D per Nintendo 3DS The Legend of Zelda è una serie che ha sfornato capolavori in grado di lasciare un segno indelebile nel cuore di milioni e milioni di giocatori, pietre miliari che rappresentano senza ombra di dubbio dei capisaldi dell’industria del divertimento elettronico. Nintendo è la compagnia che più di ogni altra ha contribuito all’affermazione e alla diffusione di questo business e nell’immaginario collettivoZelda per tradizione, importanza, qualità e innovazione è, al pari della saga Super Mario, l’emblema della tanto chiacchierata “Nintendo Difference”, una sorta di aura magica impossibile da descrivere a parole che permea i migliori titoli della casa nipponica, una filosofia di gioco idolatrata dagli aficionados della Grande N e in egual modo vituperata dai suoi detrattori.

Il primo capitolo della serie esce su Famicom Disk System (un add-on per il NES giapponese) nel 1986 ed è qualcosa di stupefacente. I giocatori si trovano di fronte a un mondo vastissimo da esplorare palmo a palmo, ricolmo di insidie, segreti e sorprese. Si devono risolvere enigmi, completare dungeon, recuperare oggetti, affrontare avversari, interagire con personaggi non giocanti; c’è un mix perfetto di svariati elementi che contribuisce a rendere The Legend of Zelda un’esperienza unica. L’anno successivo Nintendo prova a replicarne il successo con Zelda II: The Adventure of Link, che si distanzia abbastanza nettamente dal suo predecessore proponendo un titolo a scorrimento laterale con marcate influenze action-rpg. Pur non raggiungendo gli apici toccati dal primo episodio, Zelda II si guadagna il consenso della critica e del pubblico e contribuisce ad aumentare ulteriormente la fama del brand. A causa della sua particolarità negli anni successivi subirà un processo di revisionismo storico negativo e soprattutto resterà l’unico esponente della saga a spingersi in questa direzione.

Nel 1991 su Super Nintendo con A Link to the Past si ritorna infatti all’avventura pura e semplice e alla visuale a volo d’uccello. Ancora una volta è capolavoro: il meglio dell’originale The Legend of Zelda si arricchisce di un comparto narrativo curato e intrigante, di un numero esorbitante di dungeon (ben 13, record ad oggi insuperato) dal level design spettacolare, di svariati artefatti dalle molteplici applicazioni che rappresenteranno i cardini di tutti gli Zelda successivi e di una mappa di gioco divisa in Light e Dark World, altro concetto che verrà più volte ripreso nei capitoli futuri. A Link to the Past è un punto di svolta epocale nel modo di intendere gli adventure game e per anni sarà il modello di riferimento da imitare. Toccherà proprio al suo erede spirituale il compito di ridefinire nuovamente i canoni del genere ma prima c’è tutto il tempo per apprezzare Link’s Awakening (classe 1993), il primo episodio del franchise ad approdare su una console portatile. Pur non presentando caratteristiche rivoluzionarie, le peripezie di Link su Koholint Island mantengono inalterata l’essenza di Zelda anche sul piccolo schermo a scala di grigi del Game Boy e tutt’ora hanno un posto speciale nelle preferenze dei fan della saga.

Ocarina of Time - Link Artwork

Arriviamo così a quel 21 Novembre 1998 carico di grandissime aspettative, il giorno d’uscita in madrepatria di Ocarina of Time. Il quinto capitolo di The Legend of Zelda riesce nell’impresa inimmaginabile di migliorare A Link to the Past sotto qualsiasi punto di vista, calando nel contempo la serie in un mondo tridimensionale che apre nuovi orizzonti in termini di gameplay. Il gioco vende quasi 8 milioni di copie su Nintendo 64, fa incetta di tutti i più prestigiosi premi del settore e si guadagna un posto di rilievo nell’Olimpo dei Videogames. A 13 anni di distanza è ancora universalmente considerato dalla critica specializzata e dagli appassionati uno dei migliori titoli della storia, da moltissimi il migliore in assoluto. E’ difficile (se non impossibile) esprimere un giudizio di questo tipo che metta d’accordo tutti ma quel che è certo è che Ocarina of Time rimane uno dei più grandi masterpiece di sempre.

Il brand Zelda continuerà a regalare nuove perle per l’intero decennio successivo e lo stesso Ocarina of Time verrà riproposto in tre differenti occasioni, le prime due su GameCube, come bonus disc perThe Wind Waker e all’interno di una Collector’s Edition, e la terza sulla Virtual Console del Wii. Nel 2011 la saga raggiunge l’invidiabile traguardo del 25° compleanno e Nintendo decide di celebrare questo prestigioso anniversario con svariate iniziative di stampo zeldiano tra cui figura il rilascio per 3DS di Ocarina of Time 3D, il remake della punta di diamante dell’intera serie.

Svelato in contemporanea alla presentazione del Nintendo 3DS durante l’E3 2010, dopo Pilotwings ResortNintendogs + CatsSteel Diver è il quarto titolo della casa madre a sbarcare sull’ultima nata fra le console portatili. Le vendite iniziali del 3DS si sono rivelate globalmente ottime ma non sono state in grado di soddisfare le enormi aspettative e così, circa tre mesi dopo il debutto europeo dell’handheld Nintendo, tocca a un simile pezzo da 90 scendere in capo per candidarsi al ruolo di killer application del sistema (e a giudicare dai primi dati disponibili sembra proprio che l’obiettivo sia stato centrato in pieno).

Abbiamo già chiarito che l’Ocarina of Time del 1998 resta un must have ancora oggi, ma un suo remake nel 2011 riesce a valorizzare appieno il 3DS oppure si tratta di un gioco che fa leva quasi esclusivamente sull’effetto nostalgia?

Commenti Sottoscrivi i commenti
  1. Pingback: Nintendo taglia il prezzo del 3DS - 3DS Italia

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    [...] storicamente fiacco e la mancanza di una forte line-up, rinforzata in parte da due bei giochi come The Legend of Zelda: Ocarina of Time 3D e Resident Evil: The Mercenaries 3D; nemmeno i consigli di alcuni analisti del settore, nonché di [...]


  3. Pingback: Buone notizie per il 3DS dal Giappone - 3DS Italia

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    [...] del nuovo prezzo, intorno alle 25-30.000 unità; di conseguenza, viene riportato che Ocarina of Time 3D, Star Fox 64 3D e One Piece: Unlimited Cruise SP hanno a loro volta visto un aumento delle vendite, [...]


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    [...] Shibata ha poi comunicato che la versione digitale di Ocarina of Time 3D, il remake per 3DS dell’immortale capolavoro per Nintendo 64, sarà disponibile su eShop al [...]



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