New Love Plus: la fidanzata virtuale più reale che c’è!

Il fenomeno Love Plus è difficile da comprendere non vivendo nel Paese del Sol Levante; il genere dei dating-sim, i cosiddetti simulatori d’appuntamento, ha impazzato negli anni Novanta, con serie celebri come Tokimeki Memorial e Sentimental Graffiti, ed è generalmente riconosciuto come un marchio tipico del settore videoludico giapponese, difficilmente commerciabile al di fuori dei confini nazionali poiché strettamente legato alla cultura locale.
Dopo un calo di popolarità nel corso degli ultimi anni, i dating-sim hanno ritrovato di recente una certa vitalità grazie a progetti multimediali come il videogioco per PSP dedicato alle idol del momento, le AKB-48, ma soprattutto a Love Plus, serie nata nel 2009 in casa Konami e pensata appositamente per sfruttare ogni singola caratteristica del DS.

New Love Plus Girls

Love Plus ha portato l’interattività videogiocatore-ragazza virtuale verso nuove vette, attraverso un sistema di gioco particolarmente realistico, che oltre al corteggiamento (la fase più esplorata dal genere) prevedeva anche il mantenimento della relazione sentimentale una volta raggiunto il cuore dell’amata; una serie di furbe iniziative ha portato il gioco a godere di una popolarità incredibile e di un’attenzione mediatica senza precedenti: tra gli episodi più clamorosi, la notizia del matrimonio tra un videogiocatore (nickname: SAL 9000) e la sua fidanzata virtuale, con rituale annesso, fece il giro del mondo.

Dopo un’espansione uscita lo scorso anno sempre su DS dal nome Love Plus+, Konami ha deciso di portare il brand sulla nuova console portatile Nintendo, annunciando Project Love Plus durante la conferenza settembrina di Nintendo, ma rilasciando poche informazioni a riguardo.
Con un’uscita prevista per l’Autunno 2011 (in Giappone, ovviamente), la compagnia giapponese ha deciso di togliere il riserbo sul progetto ed ha iniziato la campagna mediatica relativa a questo nuovo capitolo del dating-sim che in termini di vendite è riuscito a battere la storica serie (sempre Konami) di Tokimeki Memorial (ben 250.000 copie per il primo episodio contro le appena 70.000 copie del quarto Tokimeki): un’anteprima di ben 7 pagine sul nuovo numero di Famitsu ci svela così una serie di informazioni decisamente interessanti.

Innanzitutto, il titolo: New Love Plus, al fine di rimarcare la novità dell’episodio per 3DS, a differenza del mero aggiornamento Love Plus+; infatti, tutte le aree presenti in precedenza sono state ridisegnate, tenendo conto del tempo trascorso (gli anni passano anche nel mondo virtuale, d’altronde!), e nuove location saranno inserite, grazie alla capienza del nuovo supporto.
Come già citato, il gioco uscirà in Autunno e per questo motivo, le tre ragazze protagoniste (ormai veri e propri brand utilizzati per una serie infinita di oggetti di merchandising legati la gioco) indosseranno abiti un po’ più pesanti del solito, o perlomeno è questo che mostrano le prime immagini rilasciate per il magazine nipponico, insieme ad un enorme quantitativo di accessori e vestiti disponibili immediatamente o sbloccabili nel corso del gioco.

Il supporto del 3D è assicurato, ma non sarà possibile usufruirne se si deciderà di tenere la console a libro; un’altra caratteristica del 3DS che sarà ben sfruttata è la telecamera: con il Boyfriend Lock, il riconoscimento facciale del possessore della console eviterà ad estranei di poter interagire con la propria ragazza, che in tal caso si altererà chiedendo chi è il nuovo videogiocatore; il produttore Akari Uchida conferma che questo meccanismo sarà piuttosto potente, e permetterà il riconoscimento anche se si indosseranno degli occhiali od un cappello.

New Love Plus Nintendo 3DS

Ovviamente, il supporto del microfono e del touch screen non mancheranno; inoltre, dai capitoli precedenti per DS e dai cabinati per sale giochi (sì, Love Plus è anche apparso sotto questa forma) si potranno importare i salvataggi, nonostante non sia del tutto chiaro come questo avverrà.
Altre novità riguardano l’introduzione degli effetti climatici, la possibilità di spostarsi in bicicletta tra le varie ambientazioni, ed il multiplayer locale fino a 3 giocatori (proprio come il numero di ragazze selezionabili), in una sorta di appuntamenti a 4 o a 6 con gli amici e le rispettive fidanzate.

Konami però si è spinta oltre: una modalità interessante che sarà presente in New Love Plus è la Girl Introduction Mode, ovvero la presentazione della fidanzata virtuale ai propri genitori (reali); probabile quindi l’inserimento di una modalità opposta, in cui la ragazza di poligoni presenterà i suoi famigliari. Il livello di interattività che si sta cercando di raggiungere con questo videogioco ha sicuramente dell’incredibile ma non è finita qui: la casa di Metal Gear e Pro Evolution Soccer sta lavorando ad una meccanica di gioco insieme a Nintendo stessa che, parole del vice produttore Akihiro Ishihara, sbalordirà i videogiocatori.

L’attesa intorno a New Love Plus è già altissima presso gli otaku giapponesi, mentre noi occidentali stiamo a guardare gli sviluppi di questa serie che difficilmente sbarcherà sui lidi europei.

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47 Responses to New Love Plus: la fidanzata virtuale più reale che c’è!

  1. junior86 says:

    my god….dove siamo arrivati… -.-’

  2. galaxy999 says:

    certo però in giappone qualisiasi idea li passa per la testa ci devono fare videogiochi, fumetti, cartoni ecc. Che popolo meraviglioso.
    Comunque questo gioco non saprei come giudicarlo sembra interessante ma sembra anche una gran cagata pero noi non pensiamo come i giappo XD

  3. andoreamon says:

    bellissimo ahah

  4. serpex says:

    Mi sembra eccessivo, voglio dire che scopo ha? non sarebbe meglio incoraggiare i ragazzi a corteggiare le vere ragazze invece di sprecare il proprio tempo con quelle virtuali?

  5. malele says:

    il touch screen servirà per palparla!!!xd. scherzi a parte, questo gioco trasmette un forte senso di tristezza…

  6. Cinerea says:

    @Demis Cicciam**** Pugliese si molto probabile!
    comunque è fatto bene, ma mi inquieta un po’…O_o mi sa di gioco per pervertiti…ed è anche una cosa triste, come dice @malele

  7. Nev3r says:

    ovviamente per la maggior parte degli occidentali viene subito da pensare ” che gran cagata, gioco da pervertiti….” ecc…. ma come e’ stato puntualizzato anche nell’articolo, questa serie, come ogni dating-sim e’ fortemente legata alla cultura giapponese, e come tale e’ normale che venga “riconosciuta” maggiormente da un popolo nipponico.

    tuttavia dato che sono a contatto con questa cultura fin da quando ero piccolo sono perfettamente abituato a questo tipo di idea, e inoltre devo anche dire che alcuni di questi giochi sono veri e propri capolavori.
    Specialmente nelle Visual Novel (giochi a “testo” con scelte e strade da prendere nel corso della storia, con illustrazioni in CG disegnate da artisti delle compagnie) si viene proiettati in storie che hanno dell’incredibile e che molto spesso insegnano addirittura valori che negli altri videogiochi non e’ possibile trasmettere.

    vi basti pensare che ho trasformato un accanito di call of duty in uno pseudo-otaku in una settimana, dopo avergli fatto provare queste botte XD.

    ovviamente non mi aspetto che tutti capiscano questo punto di vista, ma non posso non sottolineare che “questo livello” sia stato in realta’ un sogno che si realizza per molte persone( Loveplus lo ho provato ed e’ divertente per quello XD, certo arrivare a sposarsi con la ragazza del gioco e’ estremo, ma non impossibile se si e’ “abituati” a vedere ste cose).

    oh beh,fine della ramanzina, non so perche’ ma mi e’ uscito questo discorso non’appena ho visto certi commenti. Ricordatevi che il giappone E’ UN MONDO A PARTE, un universo completamente diverso dove 1)sono nati i videogiochi,2)dove la tecnologia e’ al massimo livello,3)dove la cultura a volte bizzarra a volte affascinante ha creato una marea di fan occidentali, soprattutto italiani che ogni anno decidono di visitare la famosa terra del sol levante che tanto incuriosisce. fateci l’abitudine.

    • deveroos says:

      Esattamente.

      Prima di criticare, bisognerebbe cercare di capire il contesto e la cultura legata a questo gioco.
      Secondo me, provare un dating-sim è il primo passo, è un genere interessante, perfetto per chi ama le avventure grafiche, d’altronde ne rappresentano una branca molto particolare.

    • SimPE94 says:

      Ragazzi, siamo seri… questo è delirio! Paragonare questa roba alle avventure grafiche è offendere giochi come Monkey Island e tutti i capostipiti del genere.
      Cioè ma davvero vi vedete presentare la vostra ragazza virtuale ai vostri genitori?
      E la ramanzina della cultura non c’entra un’acca. Chi usa questa roba in Giappone sono gli otaku, gente in genere malvista dalla società.

    • SimPE94 says:

      Dalla stessa società giapponese, vorrei puntualizzare.

    • deveroos says:

      Bisognerebbe prima provare almeno qualche esponente del genere, non trovi? :)
      In questi giochi c’è una montagna di dialoghi impressionanti, ed a seconda del comportamento del videogiocatore, le ragazze (ma anche i ragazzi, la serie Girl’s Side di Tokimeki Memorial è infatti dedicata alle videogiocatrici) cambiano il loro comportamento rendendo così i legami ogni volta differenti. Poi non si tratta solo di interagire con le ragazze di turno, spesso la meccanica di gioco prevede anche un simulatore di vita scolastica, à la Persona 3 per intenderci, per cui non sono giochi solamente dedicati alla libido degli otaku.

    • serpex says:

      secondo me il vero problema è che un gioco del genere rischia di portare troppo fuori dalla realtà una persona. qui non è questione di cultura, il giappone non è solo la terra della tecnologia, è un popolo antico e ricco di valori (come tutti gli altri popoli), chi crede che sia una specie di mondo manga sbaglia e di grosso. e comunque un gioco così mi sembra anche diseducativo, chissà quanti si bruciano intere giornate a con la ragazza virtuale, alla fine che ti resta?

    • deveroos says:

      L’educazione dovrebbe insegnare a coloro che si approcciano alla tecnologia a non uscire dalla realtà; il discorso che fai si può applicare anche a Facebook, ai MMO (i MMORPG in maniera particolare), alle chat. Quando si ha coscienza dei mezzi che si utilizzano, si riesce a scindere il virtuale dal reale, ma questo è un compito dell’utente, non del gioco (in questo caso) o del servizio offerto.

      Cosa ti lascia Love Plus dopo averlo giocato? Divertimento. Come qualsiasi altro videogioco. Magari anche qualche emozione, come fanno altri videogiochi.

    • serpex says:

      bè io infatti non gioco ai MMORPG e su FB ci vado pochissimo. Sono d’accordo con te nel dire che è principalmente l’utente a doversi regolare, non incolpo nessun gioco, ma non vedo l’utilità di questo, così come nessun altro gioco di simulazione di vita reale (come il My Life). almeno da un gioco io chiedo di poter “vivere” esperienze impossibili, come essere un mago o altro, oppure giochi che ti permettono di calzare panni non immaginari ma non certo facili da vestire, come un soldato o un pilota. un gioco che ti fa frequentare una ragazza mi sembra inutile, e forse anche dannoso (IMO),

    • deveroos says:

      Ognuno ha i suoi gusti; chi preferisce i FPS ambientati nella seconda Guerra Mondiale (bel gusto lì, eh…), chi preferisce i giochi fantasy, chi invece poter seguire una storia verosimile à la Hotel Dusk, e chi si avvicina a questo genere. E’ un divertissement, lo riconosco, ma è interessante notare come l’interattività abbia raggiunto livelli altissimi al giorno d’oggi nel settore dei videogiochi.

  8. deveroos says:

    Io credo che, con una certa coscienza del mezzo videoludico, questo gioco (e questo genere) possa essere in qualche modo divertente; ovviamente, i casi estremi del matrimonio o addirittura del divorzio a causa della troppa attenzione verso queste ragazze virtuali, rappresentano un lato della medaglia non troppo felice.

    Ma è interessante notare come Konami con un gioco del genere sia riuscita a sfruttare pienamente ogni singola caratteristica del DS, e cercherà di farlo con questo seguito: 3D, doppio schermo, touch screen, microfono, wi-fi, fotocamera. E’ una forma di intrattenimento anche questa, e non la vedo così lontana da giochi come The Sims o Fable (nella struttura concettuale, ovviamente).

  9. andrea69 says:

    li si potrà vedere sotto la gonna ??? e palparla con il touch screen??? non sarebbe un’idea male!! SCHERZOOOOO

  10. Simon says:

    eheh che fissa sto gioco

  11. Mardraum says:

    Se la nuova meccanica che stanno progettando che dovrebbe sbalordire i giocatori prevede che la ragazza virtuale lavi i piatti reali compro il gioco al day one.

  12. Vergil says:

    ” sta lavorando ad una meccanica di gioco insieme a Nintendo stessa che, parole del vice produttore Akihiro Ishihara, sbalordirà i videogiocatori”

    Includere fazzolettini nella confezione del gioco?

  13. baluDS says:

    vi ricordo che anche un gioco come Animal Crossing si basa sulla creazione di legami con entità virtuali, e da nooi questo tipo di gioco è da 10.
    Non capisco quanto possa essere diverso da questo.

  14. Xemion says:

    “lovvu purusu!!” ahahahahahahahahahah

  15. galilee says:

    Video girl AI in videogioco,

    Divertente.

  16. thehero says:

    che idiozia questo titolo ne possiamo fare volentieri a meno ma voi vi immaginate che un ragazzo parla hai genitori e gli dice voglio presentarti la mia fidanzata i genitori contenti che vogliono conoscerla poi i ragazzo esce questo gioco ._. ……. che amarezza (risposta dei genitori sei un fallito)

    • deveroos says:

      Se inserissimo questo videogioco nella sua dimensione, cioè il GIOCO, forse si capirebbe un po’ di più :P

    • serpex says:

      Thehero mi sa che hai centrato il punto cruciale!

  17. serpex says:

    il punto è che i videogiochi devono essere un passatempo che ti permette di evadere dalla vita reale, ma non devono diventarne i sostituti, mai!

    • deveroos says:

      Quindi se qualcuno si immerge troppo nel videogioco è colpa del videogioco o del videogiocatore? Io ho giocato a diversi dating-sim tradotti ufficiosamente, e sono ancora integro socialmente!

    • serpex says:

      non dico questo è ovvio che è principalmente colpa del videogiocatore, sono il primo a dirlo, ma è anche vero che i videogiochi non hanno il compito di presentare vite virtuali da usarsi come sostituti di quella reale, non è il loro compito. prima ho domanadato cosa ti lascia un videogioc del genere, tu mi hai detto che ti lascia divertimento ed emozioni, ma un titolo del genere secondo me può lasciare emozioni fin troppo forti. io temo che molte persone possano lasciarsi trasportare troppo da un titolo del genere, innamorarsi davvero della ragazza virtuale magari arrivando al punto di crederla reale. e poi? che succede? il gioco può andare avanti all’infinito? ti stanchi e lo lasci nel cassetto come qualunque altro gioco oppure diventa la tua nuova vita? tu sei integro socialmente, significa che hai i piedi per terra e me ne rallegro, ma sei uno solo e sicuramente la fuori ci sono persone che hanno rinunciato a una vita vera in favore di quella virtuale (è chiaro che non sono solo i videogiochi ma anche i libri, i fumetti e quant’altro). secondo me la realtà virtuale sta prendendo una direzione sbagliata pretendendo di diventare come la vita reale e secondo me non è giusto. si badi che quanto penso vale anche per giochi tipo nintendogs he io lascerei solo a chi proprio non può avere un cane (anche se potrebbe rimediare prendendo un criceto)

  18. Sinpetri says:

    D’accordo con Doveroos.

    Non si può malgiudicare il videogioco per la sua capacità di coinvolgere ma bisognorebbe biasimare la persona che arriva a dar più peso al videogioco che alla realtà.

    D’altronde anche WoW ha rovinato la vita sociale di molte persone eppure non si può mettere in discussione la qualità del titolo.

    Che poi credo che i genitori di quei malati preferirebbero sentirsi dire ‘Ti presento la mia ragazza-virtuale’ invece di ‘Ecco questo è il mio orgoglio ed il mio gaudio: Un paladino del 33° livello’

    :asd:

    • Frengo says:

      In realtà è la stessa cosa se ci pensi. Solo che per noi il sesso (cioè farlo) è prova di prestigio sociale, quindi sembra più strano che non “salvare il mondo” in un gioco.

      Sono sempre sogni ad occhi aperti e noi giocatori siamo tutti sognatori ad occhi aperti.

    • serpex says:

      è comunque vero che il sesso puoi farlo veramente, salvare il mondo no.

    • Frengo says:

      questo lo dici tu ;p

    • Sinpetri says:

      Sì Serpe ma anteporre la salvezza del mondo virtuale al vivere le cose semplici della vita reale neanche è tanto sano, eh.

      E’ giusto sognare coi videogiochi (Tipo il Napoli che vince la Champion giocando a Pes :P ) ma bisogna anche sapersi svegliare al mattino e mandare avanti la propria vita. Quando si è incapaci di fare ciò non si è più videogiocatori ma malati.

    • serpex says:

      sono pienamente d’accordo con te, ma io non sto parlando di fissa per i videogiochi, sto solo esprimendo le mie riserve su un prodotto che a parer mio sembra voler proporre una vita fasulla. poi è ovvio che è meglio uno che si compra sto gioco e lo prende per quel che è piuttosto che uno drogato di final fantasy (una delle mie serie preferite) o di super mario o qualunque altro gioco.

  19. Nev3r says:

    Deveros grazie per l’”aiuto” XD non ho avuto il tempo di rispondere molto ultimamente, finalmente qualcuno che capisce! XD

    il fatto e’ che la gente ormai e’ da anni abituata a vedere giochi in cui accoppi gente, salvi il mondo, distruggi ogni cosa e non reagisce piu’ come una volta quando la gente si scandalizzava con gta2 perche’ I pixel andavano a fuoco.
    adesso si e’ toccato l’intoccabile secondo alcuni xD, francamente e’ un gioco fatto per divertirsi in maniera diversa dal solito( ogni cosa alla lunga rompe i cojotes e’ inutile negarlo lol), poi COME la gente ci giochi e’ un’altra storia.

    se e’ per questo allora c’e’ gente che viveva solo con l’hot cofee mod per gta SA.

  20. deveroos says:

    Onestamente, ci sono migliaia di videogiochi che simulano la vita reale o comunque rappresentano vicende realistiche; da Heavy Rain a The Sims, dalle simulazioni di corse ai FPS sulla seconda Guerra Mondiale… I videogiochi non sono solo la rappresentazione di mondi immaginari.

    Io credo che il media si sia evoluto in maniera tale da poter accogliere anche esperimenti di questo genere; e non capisco come mai si faccia del moralismo su Love Plus quando ci sono fenomeni ben più pericolosi (sempre grazie all’educazione lacunosa dei genitori) dei dating-sim, come il libero accesso alla pornografia (anche in senso lato) dei pre-adolescenti, oppure i social network, che se usati male possono creare davvero danni alla vita sociale di una persona.

    Il problema sta nell’utente che utilizza questi mezzi, perché su 100 persone che giocano a Love Plus ce ne sarà uno che crede la ragazza di pixel una ragazza reale, come chi passa giornate intere su Facebook creandosi un’identità virtuale falsa.

  21. serpex says:

    però le vicende di Heavy Rain e The Sims non sono così “semplici” da vivere ( e nel caso di HR direi neanche piacevoli), quello di Love Plus si. e comunque mi sa che tu sei troppo ottimista sulle tue proporzioni, nel senso che non mi sorprenderei se su 100 persone che ci giocano almeno 50 pensassero alla loro ragazza virtuale come reale (basta sentire quello che si dice sull’uso di facebook). magari tu non ti poni il problema perché hai un’età tale da capire il confine tra fantasia e realtà, ma questo gioco mi sa tanto di titolo per ragazzi adolescenti, un’età turbolenta e propensa alla confusione. poi io non sono Scandalizzato, è solo che penso che certe cose non debbano essere trasformate in videogame o quant’altro. ribadisco che la vita è una cosa, il gioco è un’altra e sarebbe meglio che i due mondi rimanessero separati. poi è certo che la respnsabilità è principalmente del giocatore, ma spesso la fascia d’età dei consumatori di certi prodotti non ha veramente una maturità mentale da fargli capire come vanno prese certe cose. questo è il mio pensiero, non accuso nessuno, non sono scandalizzato e non voglio fare il moralizzatore, semplicemente mi chiedo che gusto ci sia a passeggiare con una ragazza che non esiste. avrebbe avuto molto più senso se invece di ragazze anonime avessero messo le protagoniste di qualche videogame o fumetto, allora la cosa sarebbe stata diversa.

  22. deveroos says:

    Ma parliamo delle migliaia di ragazzini che giocano per giorni e giorni senza staccarsi dai MMORPG, o che si immergono particolarmente in giochi come Grand Theft Auto, più che questo divertissement.

    Una domanda: hai mai giocato ad un dating sim? Ed a Love Plus?

    • serpex says:

      come ho già detto non penso sia meglio giocare ore e ore a un qualunque altro videogioco, assolutamente ma quello è un altro discorso perché il mmorpg non offre una vita vera virtuale ma una vita fantastica che non è possibile vivere veramente e che quindi se piace va vissuta (ovviamente senza esagerare), per quel che riguarda GTA, bé, non l’ho mai sopportato come gioco e anche su quello se ne potrebbe parlare (non ho nulla contro i giochi violenti, che io tra l’altro gioco e possiedo, ma GTA propone un tipo di violenza che non mi piace tutto qui), ma questo gioco ti offre di fare cose che si potrebbero fare tranquillamente nella realtà e quindi mi chiedo, perché voler trasformare una cosa bellissima e reale in un videogioco? e per quantoo riguarda la tua domanda, no non ho mai giocato a un gioco simile, non mi interessa, dai videogame chiedo ben altre cose (essere un drago, un dinosauro, vivere un’avventura fantastica……).

  23. Nev3r says:

    serpex, nella tua lista c’era “vivere un’avventura fantastica” allora ti consiglio di provarne uno, ma non di dating sim vero e proprio, ma di Visual Novel vera e proria, li si che la vivi l’avventura eeeeeeeccome se la vivi….lol.

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