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Tom Clancy’s Splinter Cell 3D: la recensione

Luci e ombre

Il controllo della visuale purtroppo non è l’unica pecca di Splinter Cell 3D, dato che la scellerata gestione della luminosità è un difetto ancora più irritante. Una delle caratteristiche peculiari della serie è il rapporto di Fisher con le zone d’ombra: l’agente della NSA deve agire con il favore del buio per sorprendere le sentinelle alle spalle oppure per aggirarle senza farsi notare, evitando quindi luci, riflettori e quant’altro possa rivelare la sua posizione al nemico.
Questa particolarità del gameplay è stata letteralmente gettata alle ortiche su 3DS in quanto Splinter Cell 3D sembra essere ambientato durante un inverno nucleare. L’oscurità è totale e solo tenendo sempre attivato il visore notturno (vale a dire giocando costantemente in bianco e nero) si riescono a distinguere gli avversari e gli elementi che compongono lo scenario.


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La prima missione si svolge in notturna tra spiagge, grotte e fortificazioni e in queste condizioni risulta largamente ingiocabile: solo impostando al massimo la luminosità della console (livello 5) e disattivando il risparmio energetico la situazione migliora sensibilmente, anche se in alcuni punti si fa ancora fatica a vedere ad un palmo dal naso.

Discorso completamente opposto per quanto riguarda l’altra caratteristica che deve avere ogni agente segreto che si rispetti, ovvero la silenziosità. Sam è tenuto a muoversi con cura per fare meno baccano possibile e gli altoparlanti del 3DS permettono di apprezzare al meglio ogni minimo rumore; in questo modo il giocatore può sfruttare la copertura dei suoni ambientali per passare inosservato.

Molto buone anche la varietà e la lunghezza delle 10 missioni in cui è diviso il titolo, così come è da apprezzare la libertà d’approccio ad ognuna di esse. Si può scegliere di fare irruzione in una stanza sparando all’impazzata oppure di distrarre le guardie attirando la loro attenzione con un diversivo, senza contare che in alcuni frangenti è indispensabile non farsi scoprire o mietere vittime per non compromettere l’intera operazione.

Sfortunatamente i pregi del titolo finiscono qui per lasciare spazio a difetti non di poco conto. In primis va segnalato che l’IA dei nemici a livello normale è veramente scarsa, con sentinelle che passano a cinque centimetri da Fisher senza notarlo o che decidono di starsene beatamente allo scoperto durante un furioso scontro a fuoco. Inoltre non c’è alcuno stimolo che spinge a rigiocare le missioni già completate, dato che non sono presenti punteggi, classifiche o sbloccabili.

Molto più grave è la mancanza delle modalità online presenti nelle versioni per PC e Xbox di Chaos Theory. Non solo sono assenti le missioni appositamente studiate per essere giocate in cooperativa con un amico ma anche i semplici scontri in multiplayer non trovano posto in Splinter Cell 3D.

Nemmeno le due nuove funzioni SpotPass e StreetPass messe a disposizione dal 3DS vengono sfruttate per sessioni di gioco wireless o in qualche altro modo e questo non è di certo un punto a favore del titolo, specialmente considerando il fatto che persino Chaos Theory per Nintendo DS aveva modalità multigiocatore dedicate.

Elementi tecnici

tom-clancy-s-splinter-cell-chaos-theory-3ds_016Per Splinter Cell 3D Ubisoft Montréal ha utilizzato il motore grafico Unreal Engine ma il risultato su schermo non è certamente dei migliori tra scalettature e texture un po’ sporche e sgranate, senza contare che si verificano inspiegabili cali di framerate e che il tutto è parzialmente rovinato da una gestione dell’illuminazione da rivedere in toto. Sottotono l’effetto 3D, ben realizzato ma che non riesce a regalare quella sensazione di profondità che ci si aspetterebbe in un gioco di questo tipo.

Il comparto audio risulta l’aspetto più curato del titolo: tracce d’atmosfera si alternano a momenti silenziosi carichi di tensione, mentre gli altoparlanti del 3DS rendono giustizia a vari effetti sonori come passi su grate metalliche, scricchiolii del pavimento e tuoni nel cielo. Come ormai da tempo ci ha abituato la serie il doppiaggio in italiano è semplicemente da applausi, con Luca Ward ancora una volta sugli scudi.

Conclusione

In occasione del lancio della nuova console portatile di Nintendo Ubisoft ha deciso di riproporre uno dei capitoli più apprezzati della serie Splinter Cell, ma è un porting che mal si adatta al 3DS. Il gioco, per quanto eccellente, non ha ricevuto migliorie rispetto all’uscita del 2005 e anzi ha subito il pesante taglio di tutte le modalità online. 10 missioni coinvolgenti ed intriganti supportate da un comparto tecnico nella norma non riescono a salvare il titolo da gravi problemi come la scarsa illuminazione e una gestione della telecamera da dimenticare e da una serie di difetti minori.

Questo Tom Clancy’s Splinter Cell 3D è un prodotto insipido consigliato solo ai fan più estremi di Sam Fisher, chi è in cerca di qualcosa di decisamente più fresco per Nintendo 3DS legato all’universo Tom Clancy’s farebbe molto meglio a rivolgersi al più accattivante Ghost Recon: Shadow Wars.

5.0
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  2. Rispondi

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