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Anteprima: The Last Story

Artistic Quality Interactive è sicuramente un marchio già noto al popolo Nintendo. Negli anni scorsi ha infatti firmato per Wii titoli tutto sommato dimenticabili come Ju-On e Victorious Boxers, mentre si è riuscita ad esprimersi al meglio su DS con Blue Dragon e i simulatori di sintetizzatori Korg (che hanno attirato una buona schiera di fan e produttori di muscia 8bit).

Se finora però la Qualità Artistica citata nel nome ha faticato ad emergere, le cose potrebbero decisamente cambiare con l’arrivo su Wii di The Last Story, gioco di ruolo che dall’ambientazione dark fantasy con qualche vaga spruzzata steampunk.

La prima cosa che colpisce analizzando il materiale trapelato finora è la grande cura per la grafica e gli scenari; nonostante talvolta qualche spigolo di troppo tradisca la non superba potenza di calcolo della piattaforma di casa Nintendo (e lo stage di beta in cui si trova il gioco) è lampante che tutti gli sforzi sono tesi a spremere il più possibile le potenzialità della console. Gli ambienti sono estremamente curati, sia nel design, sia nella realizzazione delle texture, e gli effetti speciali (come ad esempio le magie e le esplosioni) sono decisamente degne di questo nome. Rimane da vedere se il motore tridimensionale riuscirà a reggere tutta questa qualità anche in situazione affollate di personaggi, ma sicuramente c’è di che ben sperare.

Un altro aspetto fondamentale dei giochi di ruolo è la storia. Secondo le dichiarazioni rilasciate dai direttori artistici del progetto, Hironobu Sakaguchi (creatore della saga Final Fantasy) e Takuya Matsumoto, è stato profuso un grande impegno per rendere la narrazione corposa, intensa e avvincente. Nonostante la grande attenzione alla trama, gli sviluppatori hanno inserito diversi bivi narrativi in cui il giocatore dovrà fare le proprie scelte e hanno dato la possibilità di gestire liberamente la videocamera negli spezzoni video di intermezzo; queste due particolarità, unite ad un’ampia libertà di esplorazione al di fuori delle quest, permettono almeno nelle intenzioni della AQ Interactive di creare esperienze videoludiche profondamente diverse da giocatore a giocatore e di stimolare la ripetizione dell’avventura una volta conclusa per provare percorsi narrativi diversi. Non è ancora dato sapere se bivi diversi porteranno effettivamente a finali diversi.


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