Intervista a Raiju Software

Si pensa sempre che i videogiochi siano un prodotto destinato ad arrivare da paesi a noi lontani, invece in Italia da qualche tempo a questa parte ha iniziato a muovere i primi passi una nuova realtà. Stiamo parlando di un mondo che presto esisterà non soltanto grazie ai colossi dell’industria videoludica che da anni dominano il mercato, ma anche attraverso un messaggio nuovo e “Made in Italy”.

A chi sarà rivolto allora questo nuovo modo di concepire i videogiochi? Scopriamolo insieme.

Diamo il benvenuto a Roberto Ritondo, CEO di Raiju Software

Wiitalia: Innanzitutto ti ringraziamo per averci concesso questa intervista. Presentati pure ai nostri lettori.

Raiju: L’inizio dei miei rapporti con l’industria videoludica risale ormai a diversi anni fa, ma come sempre in questi casi il mio “amore” nasce dall’infanzia, elemento comune a molti appassionati. Ho sempre sognato di poter realizzare un videogioco tutto mio e quando mi si è presentata la possibilità non ho fatto altro che impegnarmi per realizzare il sogno di una vita.

W: cominciamo dal nome: perché Raiju Software?

R: Il termine Raiju deriva dalla mitologia giapponese e sta ad indicare una creatura leggendaria legata all’elemento del tuono, tuttavia approfondendo la ricerca è emerso anche un significato che non si trova semplicemente navigando per la rete, ma attraverso l’etimologia stessa e si traduce con il concetto di unione e di buon auspicio per il futuro. L’abbiamo scelto proprio per questo motivo.

W: è cosa nota che nel mare magnum dell’industria videoludica sia molto difficile per una nuova software house emergere e destare attenzione, discorso che si fa ancor più accentuato se parliamo di una realtà italiana. Quali sono dunque i tratti distintivi di Raiju Software? Quali le motivazioni che hanno portato un colosso come GameStop a coinvolgervi come partners ufficiali di un evento importante come il GameShow?

R: Attualmente il mercato videoludico punta molto sulla realizzazione di videogiochi ad alto impatto tecnico, Raiju Software pensa che ogni progetto abbia bisogno principalmente delle idee, ha bisogno di un coinvolgimento emotivo.

Siamo orgogliosi di poter partecipare al GameShow come partner ufficiale di GameStop. Sappiamo quanto sia difficile emergere e godere di grande visibilità in questo settore, ma crediamo fortemente nelle nostre potenzialità e pensiamo che sia possibile offrire qualcosa di nuovo e interamente “Made in Italy”. Evidentemente non siamo i soli a pensarla in questo modo.

W: credo sarai d’accordo con me sul fatto che il GameShow è già un gran bel risultato. Quali sono state le difficoltà maggiori che avete incontrato nel corso della vostra crescita?

R: Fondare una software house, specialmente in Italia, non è semplice. Le difficoltà sono all’ordine del giorno e le principali nascono già internamente, perché non tutti sono in grado di portare a compimento un progetto che richiede molto in termini di energie mentali o possiedono la forza di volontà necessaria ad andare avanti alle prime difficoltà che si incontrano a livello tecnico.

W: abbiamo appurato l’origine giapponese del nome del vostro team; a quale tipo di pubblico si rivolgono i vostri giochi? Un pubblico orientale o occidentale? E, soprattutto, ha ancora senso fare di queste distinzioni?

R: In un mercato videoludico in continuo mutamento sarebbe penalizzante e sbagliato rivolgersi ad un determinato target di utenza. Non è importante distinguere le persone da coinvolgere, ma assolutamente necessario offrire loro il massimo del divertimento in termini qualitativi, artistici ed anche tecnici ovviamente.

Mostrare un videogioco per quello che deve essere: puro divertimento. Senza nascondersi dietro ai limiti hardware che potrebbe avere un sistema, ma superando invece le barriere tra sviluppatore e giocatore attraverso la ricerca di una dimensione comune.

W: quanti progetti avete in cantiere? E, se ti è concesso parlarne, a quali piattaforme sono rivolti?

R: Siamo impegnati nello sviluppo di due titoli molto diversi tra loro. Non posso svelare nel dettaglio i sistemi verso cui siamo orientati attualmente, ma la nostra intenzione è quella di poter coinvolgere il maggior numero di persone in modo trasversale, senza tralasciare nessuna modalità di interazione o nuova tecnologia che si dovesse presentare sul mercato nell’immediato futuro, come ad esempio il Nintendo 3DS.

W: immagino non vi lascerete scappare un’occasione ghiotta come quella del GameShow per rivelare i due titoli in questione; sbaglio? Ci puoi anticipare qualcosa?

R: In occasione del GameShow non presenteremo versioni giocabili dei nostri titoli in sviluppo, ma mostreremo qualcosa che farà capire al pubblico la filosofia di Raiju Software, anche attraverso i nostri due giochi di esordio: Garaider Exceed e Valmoa Return of Evil.

W: a quali generi appartengono questi due titoli?

R: Garaider Exceed é un omaggio nostalgico al genere degli sparatutto classici, tenendo in considerazione gli attuali standard del mercato videoludico e tutto ciò che qualsiasi appassionato di serie anime robotiche ha sempre sognato di poter trovare in un prodotto del genere.

Valmoa Return of Evil invece è un gioco molto diverso per stile e concept: si tratta di un’avventura in 3D che si colloca tra la dimensione del fantastico e le avventure ricche di mistero, ponendo il tutto su un piano videoludico idealmente superiore grazie al particolare mix che unisce il mondo Steampunk a quello gotico.


W: hai accennato prima al “Made in Italy”: ti riferivi ad una semplice definizione dell’organico oppure a un tratto distintivo dei vostri progetti?

R: Sarebbe un grande errore pensare a noi unicamente come realtà italiana in quanto tale e per questo identificabile unicamente da un elemento geografico o, peggio ancora, con l’impossibilità di poter puntare a lavori tecnici di elevata qualità. Raiju Software ha a disposizione tutti i mezzi per potersi distinguere nel mercato e soprattutto vuole essere un punto di riferimento in particolare per il pubblico italiano, attraverso soluzioni molto spesso trascurate in questo settore.

Un esempio di questo concetto è da ricercare nel doppiaggio che avranno tutti i nostri progetti e si distinguerà dalle scelte adottate da altri. Un videogioco merita tanta qualità alla pari di altri prodotti e per questo ci affideremo sempre anche a doppiatori italiani che siano in grado di trasmettere e caratterizzare al meglio ogni situazione e personaggio, in quanto elemento distintivo delle nostre origini.

W: ogni autore ha i suoi maestri. Quali sono le case che più hanno influenzato i progetti del vostro team?

R: I nomi da citare e che hanno contribuito alla nostra formazione videoludica sarebbero molti, ma per non fare torto a nessuno possiamo dire che alla fine non contano le persone o i grandi personaggi, ma solo il divertimento da loro offerto e per i nostri progetti attingeremo sempre e solo a tutto ciò che potrà consentirci di tramutare un ideale in un’esperienza da vivere con passione.

W: lavorare nel mondo dei videogiochi penso sia il sogno di qualsiasi appassionato. Te la senti di dare loro qualche consiglio?

R: Qualsiasi persona appassionata di videogiochi si sarà chiesta almeno una volta se esiste davvero l’opportunità di entrare in questo mondo. Dalla mia esperienza personale vorrei dire che il mercato videoludico in generale non è un settore semplice, ma non è nemmeno impossibile da raggiungere. Per far parte di un team di sviluppo, a prescindere dal ruolo a cui si aspira, servono volontà, umiltà e tanto studio perché saranno sempre i risultati a parlare e solo così si possono conquistare grandi traguardi.

Raiju Software è sempre ben disposta a valutare nuovi talenti emergenti, perché il nostro mondo è anche il vostro: quello del divertimento.

W: il messaggio sembra chiaro, magari qualche lettore si metterà in contatto con voi! Ti ringraziamo per la disponibilità concessaci, vuoi dire qualcosa ai nostri lettori?

R: Vorrei dire a tutti di seguirci e sostenerci, anche criticarci se sarà necessario. Il gioco perfetto non esiste, ma proveremo a farlo divertendoci con voi.

Raiju Software vi da appuntamento Sabato 27 e Domenica 28 novembre al GameShow che si terrà al Forum di Assago.

Se volete mettervi in contatto diretto potrete farlo attraverso la loro Pagina Facebook.