Final Fantasy: The Four Heroes of Light: la recensione
Il futuro nel passato
Dopo due buoni remake, l’accoppiata vincente Square-Enix e Matrix dedica finalmente al DS un capitolo tutto nuovo, sebbene non canonico, della saga Final Fantasy. The Four Heroes of Light, anche conosciuto come Final Fantasy Gaiden, si presenta quasi come un nuovo inizio della serie, un restart cui tanti fan auspicano a seguito delle incertezze di cui Square ha macchiato il suo marchio di punta negli ultimi anni.
Dunque perchè non ripartire proprio dalle radici otto bit di più di vent’anni fa? Perché non proporre una storia a base di ambientazioni e situazioni datate? Sembrerebbe un passo anche coerente con la filosofia del remake attuata sul portatile Nintendo. Ma come in un’evoluzione della rinascita di Final Fantasy IV, una direzione artistica e un gameplay che strizzano l’occhio al passato si uniscono ad un’inattesa vena multiplayer e ad un comparto tecnico modernissimo e ispirato.
Le idee ci sono tutte, e anche se non del tutto originali (ricordiamo i recenti Dragon Quest IX e 7th Dragon di Sega, a cui questo Final Fantasy sembra ispirarsi molto), rendono questo nuovo capitolo della leggendaria serie di RPG un interessante esperimento, forse non coraggioso quanto Blood of Bahamuth o Sigma Harmonics, ma comunque da provare. E visto che per una volta Square-Enix ha deciso di importare il titolo nel vecchio continente, perchè non approfittarne?
Reami incantati e principesse da salvare
Questa storia comincia nel più classico dei modi, ovvero con una principessa da salvare.
La trama di The Four Heroes of Light parte in modo scontato, a rilento, prendendo poi di sopresa il giocatore annoiato facendogli incassare un buon numero di colpi di scena.
Se il modo in cui si sviluppa il comparto narrativo è di qualità altalenante – i dialoghi, spesso anche troppo opzionali, con i personaggi sono unico traino tra le vicende – la sceneggiatura di base è davvero notevole, e in molti riporta alla memoria grandi capolavori come il quarto e sesto capitolo della serie, tra ospiti Lunariani e continui scismi del party principale.
Anche i contenuti originali non mancano, e le varietà di situazioni portano i personaggi da maledizioni che li costringono ad assumere sembianze feline alla responsabilità di gestire un negozio di armi e armature.
I toni sono decisamente fiabeschi e a volte piacevolmente comici, lontani dall’epica tipica della serie a base di mondi in rotta di collisione con meteore ed altre amenità apocalittiche, ma proprio per questo godibili e freschi.
Il cast è forse il vero punto debole dell’aspetto narrativo: i protagonisti sono troppo abbozzati e stereotipatii, e questo non è certo un incentivo a continuare ad immergersi nel gioco quando bisogna anche fare i conti con alcuni difetti legati al gameplay vero e proprio.
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Zorgio92
10.19 pm
insomma un gioco veramente tosto!! sono d'accordo con la recensione e con il voto, sebbene graficamente sia almeno da 9 come approccio verso il giocatore e insufficiente..peccato anche per la mancatante traduzione in italiano (se non mi sbaglio il gioco e in Inglese)
Gazpacho
10.44 pm
concordo in pieno sulla grafica, direi che è da 10 però!
purtroppo il gioco ha un gameplay spigoloso.
inoltre, confermo che è in inglese, niente italiano!
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