*/ ?> Recensione di Last Window: Il segreto di Cape West (DS) - Nintendo DS Italia
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Last Window: Il segreto di Cape West: la recensione

A tre anni di distanza da Hotel Dusk CiNG torna su DS con un seguito a dir poco atteso, sopratutto viste le condizioni in cui attuelmente versa la software house: CiNG risulta in bancarotta, per cui questo potrebbe essere l’ultimo capitolo delle avventure del cinico Kile Hyde (a meno di acquisizioni esterne di marchio o titolo).

Last Window: Il segreto di Cape West è una avventura grafica punta-e-clicca dalle fosche tinte noir che vedrà il giocatore nuovamente calato nei panni dell’ex detective della Polizia dal passato un po’ torbido impiegato presso la Red Crown, una azienda che ufficialmente si occupa di vendita di prodotti porta a porta ma che in via ufficiosa gestisce anche di “recupero” di oggetti di valore per conto di clienti avvolti dal mistero.

Iniziamo subito con il dire che questo non è un videogioco di comune concezione, ma un vero e proprio romanzo interattivo, che pone il suo punto di forza sull’attività di investigazione e risoluzione di semplici enigmi da parte del giocatore. Non ci si aspetti pertanto movimentate sparatorie o inseguimenti automobilistici, ma piuttosto un’attenta analisi dei dialoghi con i vari personaggi che si incontrano e dei particolari disseminati nei vari ambienti.
Proprio per questo particolare approccio videoludico il gioco può risultare un po’ lento, soprattutto nelle fasi iniziali; il consiglio è però di addentrarsi quanto più possibile nel flusso narrativo, che evolve in un crescendo di colpi di scena tutt’altro che scontati.

Trova lo Scarlet Star

Appena iniziato il gioco (o meglio, subito dopo i titoli di testa) il giocatore viene calato nei panni di Kyle: questi è una persona introversa e non propriamente ligia agli orari di lavoro, e per questo la Red Crown lo licenzia in tronco la settimana prima di Natale. Come se non bastasse, il nostro viene informato che l’appartamento in cui vive deve essere sgombrato entro una settimana, in quanto la padrona del condominio (un ex-hotel di lusso) ha ceduto lo stabile.

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In questo quadro non proprio idiallico, Kyle riceve però un inaspettato “ordine di lavoro”: recuperare lo Scarlet Star, un oggetto di cui ignora forma e natura, ma le cui vicende si legano saldamente alla storia del palazzo e a quello della sua famiglia. Passo dopo passo Kyle viene quindi trascinato in un turbine di intrighi, segreti e misteri che lo porteranno a confrontarsi con alcuni omicidi, con due organizzazioni criminali e con i numerosi personaggi coinvolti nella storia (passata e presente) del Cape West.

Tutti i protagonisti e comprimari sono caratterizzati in modo eccellente, resi vivi da dialoghi ben scritti e storie personali in grado di donare un certo spessore alla qualità della narrazione.
Tutti hanno almeno un segreto, e il nostro compito è di svelarli tutti, acquisendo informazioni, trovando indizi e recuperando oggetti. Perdere è molto difficile, ma possibile: condurre male un dialogo con un personaggio (dicendo ad esempio cose che possano farlo arrabbiare) può portare ad un punto morto nelle indagini, e al conseguente game over.

Il comparto narrativo è diviso in veri e propri capitoli, al termine dei quali il giocatore sarà chiamato a rispondere ad una serie di domande a risposta multipla per riepilogare gli ultimi avvenimenti.


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