Gaming From Outer Space: l'E3 di Nintendo

Un caloroso benvenuto alla seconda edizione di Gaming From Outer Space: come promesso la volta scorsa in questa sede andiamo a tracciare un bilancio generale di quanto visto durante la conferenza di Nintendo all’E3 2010. Alle 18:00 ora italiana, esattamente due settimane fa, Reggie calcava il palco del Nokia Theatre a Los Angeles e apriva le danze di uno show che in 75 minuti ci avrebbe regalato una nuova console portatile, il ritorno di alcuni franchise ormai storici e, perché no, una figuraccia in mondovisione. Non perdiamo altro tempo e andiamo a rivivere insieme quei momenti.

Gaming From Outer Space

In perfetto orario Reginald Fils-Aime, il carismatico presidente di Nintendo of America e volto principale dell’intera compagnia in ambito E3 da qualche anno a questa parte, fa il suo ingresso sullo stage e dopo un paio di minuti conclude l’introduzione dicendo che Nintendo è pronta ancora una volta ad alzare l’asticella per quanto riguarda la gaming experience. Il pubblico che segue la conferenza in streaming da casa ha giusto il tempo di trovare la posizione più comoda in poltrona prima che parta un video evocativo: Link adulto in sella ad Epona, la maschera di Skull Kid tratta da Majora’s Mask, un giovane Link a bordo del Re Drakar in The Wind Waker, il lupo di Twilight Princess.

A quanto pare tocca proprio ad uno dei giochi più attesi dell’E3 Nintendo (e non solo) dare fuoco alle polveri, vale a dire a The Legend of Zelda: Skyward Sword. Si parte subito col botto dunque, uno Zelda servito su un piatto d’argento ad inizio evento non è proprio un avvenimento che capita tutti gli anni. Il filmato è brevissimo ma basta per accendere l’entusiasmo in sala. Dopo pochi istanti sul maxischermo appare Shigeru Miyamoto (non stiamo qui a riassumere il suo impressionante curriculum senza pari per motivi di spazio) brandendo la spada e lo scudo con cui ha eseguito uno spettacolare ingresso in scena all’E3 del 2004, un momento che è rimasto ben impresso nella mente di tutti i fan Nintendo. Il Maestro inizia a spiegare con disinvoltura i nuovi impieghi del Wii MotionPlus in Zelda, ignorando il fatto che da lì a poco si sarebbe consumato un piccolo dramma umano.

Si torna sul palco e spetta a Bill Trinen, storico traduttore di Nintendo of America, fornire una dimostrazione pratica di Skyward Sword. Miyamoto non è però contento di come Bill sta giocando (una scenetta ovviamente preparata a tavolino, ma imprevedibilmente profetica) e decide di intervenire in prima persona. Il Sommo piomba sullo stage accolto dal boato del pubblico, è sorridente e impugna Wiimote e nunchuck. Ancora non sa quello che lo aspetta.

Per farla breve, nei 12 minuti successivi gli spettatori osservano basiti una demo live che molto semplicemente non funziona come dovrebbe. Il Wiimote non risponde correttamente e Link fa ciò che vuole sullo schermo. Il sorriso di Miyamoto va spegnendosi pian piano ed un imbarazzatissimo Trinen, che è abituato a destreggiarsi con le parole, rimane letteralmente ammutolito mentre assiste impotente alla disfatta di una leggenda vivente. Il Guru impassibile insiste nel vano tentativo di colpire uno Skulltula con la fionda o di scoccare una freccia in alto nel cielo, ma è tutto inutile. In un’atmosfera surreale il Nokia Theatre osserva in silenzio la scena e dopo attimi senza fine arriva la resa: Miyamoto guarda come inebetito il Wiimote, si scusa con il pubblico ed invita tutti i presenti a testare con mano la bontà del gioco alle postazioni disponibili nello show floor. In seguito si scoprirà che i problemi avuti durante la dimostrazione sono stati causati da delle interferenze nella rete wireless e, cosa ben più importante, che Skyward Sword è una bellezza da giocare.

Ciò non toglie che abbiamo appena assistito in diretta alla caduta di un mito, ironia della sorte tradito proprio da Link e dal Wiimote. A dimostrazione del fatto che le brutte figure ogni tanto capitano anche ai migliori, solo 8 giorni prima durante un keynote alla WWDC Steve Jobs (il geniale presidente di Apple) non era riuscito a connettersi ad Internet col nuovo iPhone 4 per problemi analoghi. Da notare come la sala tributi ugualmente un applauso più o meno convinto all’uscita di scena di uno sconsolato Miyamoto, nonostante la sua desolante prestazione: in una simile situazione altri personaggi di caratura ben inferiore avrebbero certamente abbandonato il palco nel silenzio più glaciale.