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Sin and Punishment: Successor of the Skies: la recensione

Hardcore gaming 101

Ti piace vincere facile come recita la pubblicità dei giochi AAMS? E allora questa volta caschi veramente male. Sin and Punishment fa della difficoltà il suo baluardo: i tre livelli di sfida proposti hanno i classici nomi Facile, Normale e Difficile, ma scordatevi gli standard di riferimento a cui siete solitamente abituati. Facile sta per numerosi fallimenti senza appello, Normale significa uno sforzo notevole per completare il gioco e Difficile si può tranquillamente leggere come quasi impossibile. Il titolo è spietato e non perdona ma la soddisfazione dopo aver superato un passaggio particolarmente ostico è immensa e, cosa ben più importante, il divertimento non manca mai.

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I nemici sono cattivissimi, il cielo riserva una tempesta di proiettili, dei raggi laser tagliano in due lo schermo, ci sono ostacoli dietro ogni angolo, le esplosioni avvengono senza nemmeno avere il tempo di capire cosa le ha provocate: già a difficoltà Normale il tasso di mortalità è elevatissimo. Contro i boss bisogna avere poi una pazienza e una precisione impressionante, dato che serve martellarli incessantemente minuti e minuti per abbatterli mentre loro con soli cinque o sei attacchi sono in grado di batterci in scioltezza. Va assolutamente evitato ogni contatto con colpi o altri elementi dannosi anche nelle situazioni in apparenza meno complicate, perché anche il minimo sbaglio può compromettere l’intera partita. Successor of the Skies è altamente punitivo nei confronti del giocatore ma ogni insuccesso è sempre dovuto ad un nostro errore e mai ad un’imprecisione nel sistema di controllo.

Per evitare crolli nervosi, Wiimote sbriciolati e il ripetere continuamente lo stesso stage all’infinito, gli sviluppatori hanno messo a punto un sistema di autosalvataggio davvero perfetto. I checkpoint sono frequenti e sempre posizionati prima ed immediatamente dopo un punto critico del quadro: in caso di morte o abbandono della partita si può riprendere a giocare dall’ultimo punto di salvataggio raggiunto. In questo modo, dopo innumerevoli sessioni, ripetuti tentativi e numerose schermate di game over, un giocatore armato di buona volontà e sufficiente abilità può arrivare a finire il gioco a livello Normale. Per il Difficile tutto questo non basta, lì servono solo lacrime e sudore.

Ma il vero cuore di Sin and Punishment, il motivo che non vi farà schiodare dal titolo per mesi, non è rappresentato dal mero completamento di tutti i quadri, magari costellato da una vergognosa sequenza di morti, bensì dalla ricerca spasmodica dell’high score in ogni livello. Il sistema di punteggio adottato ancora una volta calza a pennello con lo spirito del gioco: il moltiplicatore di punti sale lentamente per ogni avversario eliminato (se ne fanno fuori a centinaia per stage) e cala drasticamente ad ogni colpo subito, sconfiggendo i nemici con dei contrattacchi si ottengono monete (talvolta anche delle rarissime ricariche di energia), si accumulano medaglie soddisfacendo particolari condizioni e infine si guadagnano punti bonus in base al tempo impiegato per eliminare l’ultimo boss e alla salute rimasta alla fine del livello. Ogni decesso e ogni uscita dal gioco dopo un salvataggio implica l’azzeramento totale del punteggio e ciò significa che in linea teorica per ottenere il record dei record bisogna attraversare indenni tutti e 8 i mondi di gioco in un’unica tornata (ma tranquilli, si muore ben prima della fine).

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La continua ricerca di un high score stratosferico è incentivata dalla presenza delle classifiche online su base nazionale, europea ed europea accoppiata agli USA. I meno competitivi possono comunque provare a completare tutti i quadri per ognuno dei tre livelli di difficoltà: gli stage così sbloccati possono essere affrontati anche in compagnia di un amico, al quale viene affidato il controllo di un secondo puntatore per supportare il giocatore principale. E’ questa l’unica vera novità introdotta rispetto a Successor of the Earth, dove due amici erano costretti a spartirsi il reticolo di mira ed i movimenti dello stesso personaggio, ma la componente multiplayer continua ad essere un semplice contorno alla modalità principale. Finendo il gioco sia con Isa che con Kachi si può infine scegliere di alternare i due nel corso della stessa partita, cambiandoli a seconda della situazione, mentre tra gli extra segnaliamo la presenza di costumi alternativi.

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    [...] This post was mentioned on Twitter by Wiitalia, Karsus. Karsus said: RT @wiitalia Recensione di Sin and Punishment: Successor of the Skies ( http://tinyurl.com/2vuw65e ) [...]


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    [...] Chi ricordo però sono Alessandro Costantino e Lorenzo Mosna, fondatori del sito. Grazie alla loro passione molti di noi hanno avuto un punto di riferimento sin dal lancio del “Revolution” fino a oggi per incontrarsi e parlare di un argomento aggregante (e divisivo) come quello dei videogame, in un momento massimo di splendore creativo e sociale soprattutto per gli appassionati della casa di Kyoto. E’ forse (anche) grazie a me che loro sono riusciti a partire così forte con contenuti esclusivi e tornei a premi, ma è senza dubbio grazie a loro che io, nell’ormai lontanissimo 2010, trovai un’isola tranquilla dove continuare a esprimere le mie idee e i miei pareri sui prodotti della grande N, dopo esperienze lavorative nel settore interessanti ma anche stressanti. Ed è così che nacque l’avventura personale in Wiitalia, col mio primo articolo su Sin & Punishment 2. [...]



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