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Sin and Punishment: Successor of the Skies: la recensione

La storia si ripete

Successor of the Skies è ambientato qualche anno dopo le vicende narrate nel predecessore e ci mette nei panni di Isa Jo, il figlio di Saki e Airan (due dei protagonisti di Successor of the Earth), e di una strana ragazza chiamata Kachi. Il gioco ci butta nell’azione senza troppi convenevoli, dando per scontati i presupposti già tracciati nel primo capitolo, senza tener conto del fatto che per la maggioranza delle persone questa è “la prima volta” con un Sin and Punishment. Il prologo è affidato al manuale di istruzioni e dopo qualche incertezza iniziale, dove non si ha la sensazione di conoscere l’esatto motivo delle proprie azioni, la trama prende forma e svela tutte le sue carte.

Isa ha un oscuro passato ed è dotato di incredibili poteri che rinnega e si rifiuta di usare mentre la misteriosa Kachi non ha ricordi e nasconde dentro di sé un terribile mostro in grado di distruggere l’intero pianeta: i due devono fronteggiare gli spietati Nebulox che danno loro la caccia e sopravvivere ai temibili Guardiani posti a difesa di Terra-4, uno dei sette pianeti artificiali creati dagli scienziati ad immagine e somiglianza della Terra. In prima battuta i nostri improvvisati eroi cercano di sfuggire alle grinfie dei Nebulox ma procedendo nell’avventura si rendono conto di non poter eludere il loro destino e decidono di infiltrarsi nella fortezza nemica, situata all’interno del monte Fuji in Giappone, per distruggerla.

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La trama è uno dei punti di forza di Successor of the Skies e si sviluppa in un crescendo di emozioni, fino al toccante epilogo finale. Davvero niente male, specialmente per un genere come gli sparatutto a scorrimento dove la narrazione generalmente viene vista come un mero accessorio all’azione.

Isa e Kachi presentano delle differenze sostanziali anche per quanto riguarda l’approccio di gioco. La ragazza vola tramite una tavola, riesce a mirare con facilità e il suo colpo speciale si ricarica velocemente ed è in grado di centrare bersagli multipli, Isa invece galleggia nell’aria tramite un jetpack, ha un sistema di puntamento leggermente più macchinoso e la sua energia caricata, per quanto lenta, procura un enorme danno a tutti i nemici presenti in una determinata area. Cambiano anche gli attacchi corpo a corpo, mentre non subiscono variazioni la barra della salute e la resistenza ai danni.

Una volta selezionato quale dei due personaggi usare (tenendo ben presente che non si può modificare la scelta in un secondo tempo), ci si tuffa in un universo di luci, esplosioni e raggi energetici. I nemici contemporaneamente presenti su schermo sono davvero tanti e fanno del loro meglio per eliminarci. Imparare a gestire in scioltezza la schivata è fondamentale sin da subito dato che l’importante è sopravvivere, piuttosto che eliminare ogni altra forma di vita. Infatti basta tenere a bada gli avversari e il percorso su binari continuerà ad avanzare costantemente: solo in alcune aree lo spostamento si blocca ed è necessario fare completamente piazza pulita. I proiettili piovono come confetti, i razzi sono all’ordine del giorno e qualche creatura cerca sempre di sorprenderci con un attacco corpo a corpo, insomma non si è mai tranquilli in Successor of the Skies. Il ritmo di gioco è semplicemente frenetico, le pause e i tempi morti sono assenti e sono richiesti un grande tempismo, velocità di esecuzione e massima precisione.

Se subire pochi danni è già un’impresa nelle sezioni “di ordinaria amministrazione”, la situazione diventa drammatica durante gli scontri con gli splendidi boss. Lasciatevi però alle spalle i classici boss di metà e fine livello, in Sin and Punishment si susseguono in una sequenza semplicemente impressionante. Creature aliene, macchine da combattimento, mostri raccapriccianti e terrificanti umanoidi rappresentano sfide all’ultimo respiro e vengono proposte in continuazione, senza mai un attimo di pace. Già gli scontri con nemici meno blasonati sono impegnativi ed estremamente appaganti ma con i boss si raggiungono picchi epici: come da tradizione Treasure sono tutti giganteschi ed ognuno è caratterizzato con movenze e pattern di attacco unici, senza contare che spesso e volentieri hanno una barra della salute apparentemente inesauribile.

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I quadri da affrontare sono 8 e vanno in crescendo sia per la difficoltà che per la bellezza. Se lo stage 0 è un semplice tutorial all’acqua di rose per gli standard del gioco e propone banali corridoi futuristici uguali uno all’altro, già dal successivo le cose iniziano a farsi serie, con una città desolata ed in rovina assediata dalle truppe Nebulox. Il level design è molto vario e particolarmente ispirato: si alternano quadri sviluppati su più piani, sessioni a scorrimento verticale ed altre a scorrimento laterale, senza contare i momenti a bordo di mezzi di trasporto improvvisati. Anche le ambientazioni sono molto diversificate tra loro, come uno splendido tunnel sottomarino o un rovente ed infuocato deserto, pur avendo come comune denominatore elementi cyberpunk e sci-fi. Successor of the Skies offre spunti sempre diversi: se inizialmente basta sparare per procedere nel gioco nelle fasi finali si deve interagire con degli elementi dello scenario, come delle piattaforme su dei binari o una carrucola sospesa sopra una distesa di lava. Il quadro finale offre poi una summa dei migliori boss incontrati in precedenza e gode di un’atmosfera spaziale, in tutti i sensi.

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    [...] This post was mentioned on Twitter by Wiitalia, Karsus. Karsus said: RT @wiitalia Recensione di Sin and Punishment: Successor of the Skies ( http://tinyurl.com/2vuw65e ) [...]


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    [...] Chi ricordo però sono Alessandro Costantino e Lorenzo Mosna, fondatori del sito. Grazie alla loro passione molti di noi hanno avuto un punto di riferimento sin dal lancio del “Revolution” fino a oggi per incontrarsi e parlare di un argomento aggregante (e divisivo) come quello dei videogame, in un momento massimo di splendore creativo e sociale soprattutto per gli appassionati della casa di Kyoto. E’ forse (anche) grazie a me che loro sono riusciti a partire così forte con contenuti esclusivi e tornei a premi, ma è senza dubbio grazie a loro che io, nell’ormai lontanissimo 2010, trovai un’isola tranquilla dove continuare a esprimere le mie idee e i miei pareri sui prodotti della grande N, dopo esperienze lavorative nel settore interessanti ma anche stressanti. Ed è così che nacque l’avventura personale in Wiitalia, col mio primo articolo su Sin & Punishment 2. [...]



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