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Sin and Punishment: Successor of the Skies: la recensione

Peccati e punizioni, poi la redenzione

Sin and Punishment: Successor of the Skies è il diretto seguito di quel Successor of the Earth che tanto ha fatto parlare di sé ai tempi del Nintendo 64. Questo mai troppo lodato sparatutto su binari sviluppato da Treasure e pubblicato da Nintendo nel 2000 ha saputo conquistare i favori della critica e del pubblico grazie ad un gameplay ispirato, un comparto tecnico di classe e un solido intreccio narrativo. Sfortunatamente per noi il gioco venne rilasciato solo sul territorio giapponese pur essendo localizzato in inglese, una scelta piuttosto infelice (dettata dal fatto che l’ex Project Reality era giunto ormai nella fase stagnante del suo ciclo di vita) che costrinse gli appassionati a rivolgersi al mercato import. Ci sono voluti ben 7 anni e altre due generazioni di home console per fare finalmente giustizia: nel Settembre del 2007 Successor of the Earth debutta ufficialmente in Europa grazie alla Virtual Console, nella linea di software dedicata all’Hanabi Festival. Ed è subito amore.

Sin & Punishment 2 per Nintendo Wii

Il primo Sin and Punishment ha retto bene i segni del tempo e grazie alla sua formula vincente ha saputo ancora una volta conquistare i fan, risultando uno dei titoli più scaricati del servizio di digital delivering di Nintendo dedicato alle “vecchie glorie”. Il colosso di Kyoto deve essere rimasto piacevolmente stupito del successo registrato da Successor of the Earth ed ha saggiamente pensato di cavalcare l’onda della seconda giovinezza del gioco, presentando circa un anno dopo il suo seguito diretto, questo Sin and Punishment: Successor of the Skies.

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Ancora una volta troviamo Treasure in cabina di regia, la casa giapponese responsabile di titoli del calibro di Gunstar Heroes, Radiant Silvergun e Ikaruga (fatevi un favore: anche se è difficile da reperire e spesso viene venduta a prezzi non proprio abbordabili, recuperate questa gemma in versione GameCube per godervela su Wii), tanto per restare in tema. Successor of the Skies non sfigura affatto paragonato agli illustri predecessori appena citati, ed anzi tiene alto il nome di questa software house poco conosciuta dal grande pubblico ma che nel corso degli anni ha saputo ritagliarsi una nicchia di fedelissimi, gli amanti degli sparatutto vecchio stampo.

In apertura abbiamo definito la serie uno sparatutto su binari, dato che il movimento del personaggio è predefinito lungo un percorso, senza possibilità di variazioni. Dimenticatevi però quanto già visto su Wii con Dead Space, Resident Evil, The House of the Dead e simili dato che sotto quest’etichetta in realtà si cela uno sparatutto a scorrimento, per la precisione un run ‘n’ gun, uno spara e fuggi.

Come già sottolineato si avanza automaticamente attraverso il livello ed il giocatore è chiamato unicamente ad eliminare gli avversari evitando ogni pericolo. Con il puntatore del Wiimote si prende la mira, tenendo premuto B si attiva la modalità di fuoco primaria, A serve per agganciare i bersagli e per rilasciare un colpo speciale, il tasto Z permette di schivare e C è adibito al salto. Tramite lo stick analogico del nunchuk si muove il personaggio, che può spostarsi in tutte le direzioni possibili ed anche volare liberamente, pur restando valida l’impossibilità di avanzare in profondità. In Successor of the Skies la schivata è la tecnica più utile di tutte, dato che permette di restare invulnerabili a qualsiasi colpo per qualche brevissimo istante. Bisogna imparare a padroneggiarla alla perfezione perché è la chiave per completare i vari quadri, prima ancora dell’attacco.

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Sul fronte offensivo abbiamo a disposizione un’ampia gamma di scelte: il grosso del danno lo si mette a segno sfruttando l’arma principale (niente economia di laser, i proiettili sono fortunatamente infiniti) in modalità mira libera, mentre se si vuole avere la certezza di non fallire mai basta attivare il lock on automatico con A, a patto di sacrificare la potenza di fuoco. Tenendo premuto e poi rilasciando lo stesso tasto si attiva invece un potentissimo attacco speciale ma, come prevedibile, è impossibile abusarne dato che provoca il surriscaldamento dell’arma e di conseguenza bisogna aspettare un certo intervallo di tempo prima di poterlo ripetere. Se c’è un ostacolo lungo la strada o se qualche avversario si avvicina a noi con troppa insistenza basta una leggera pressione su B per sfoggiare un infallibile attacco corpo a corpo (con un massimo di tre colpi consecutivi di crescente potenza), utile anche per respingere al mittente bombe e missili nemici o per indirizzarli verso altri bersagli.

E’ possibile usare altre tre configurazioni di controllo, Wii Zapper, pad del GameCube e Classic Controller (normale o Pro), ma nessuna è all’altezza dell’accoppiata Wiimote + nunchuk, la migliore scelta possibile in termini di precisione e tempi di risposta.

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    [...] This post was mentioned on Twitter by Wiitalia, Karsus. Karsus said: RT @wiitalia Recensione di Sin and Punishment: Successor of the Skies ( http://tinyurl.com/2vuw65e ) [...]


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    [...] Chi ricordo però sono Alessandro Costantino e Lorenzo Mosna, fondatori del sito. Grazie alla loro passione molti di noi hanno avuto un punto di riferimento sin dal lancio del “Revolution” fino a oggi per incontrarsi e parlare di un argomento aggregante (e divisivo) come quello dei videogame, in un momento massimo di splendore creativo e sociale soprattutto per gli appassionati della casa di Kyoto. E’ forse (anche) grazie a me che loro sono riusciti a partire così forte con contenuti esclusivi e tornei a premi, ma è senza dubbio grazie a loro che io, nell’ormai lontanissimo 2010, trovai un’isola tranquilla dove continuare a esprimere le mie idee e i miei pareri sui prodotti della grande N, dopo esperienze lavorative nel settore interessanti ma anche stressanti. Ed è così che nacque l’avventura personale in Wiitalia, col mio primo articolo su Sin & Punishment 2. [...]



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