*/ ?> Recensione di Jam with the Band (DS) - Nintendo DS Italia
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Jam with the Band: la recensione

Storia della musica

In un’era lontana dallo strapotere di Guitar Hero, in cui i rhythm game erano un fenomeno di nicchia rappresentati unicamente dagli esponenti del filone Bemani di Konami, Nintendo distribuiva forse il piu bizzarro tra i titoli di lancio del suo DS: Daigasso! Band Brothers. Dietro questo nome inusuale si nasconde un gioco musicale estremamente elaborato, che affonda le sue radici addirittura in un progetto mai nato per Game Boy Color; descritto come “Sound Communication System”, un sistema di comunicazione sonora, proprio in virtù delle numerose funzioni multigiocatore e successivamente online, sembra indicare alla volontà di creare una vera e propria community attorno a se.

Jam with the Band per Nintendo DS

Dopo una sequela di annunci e smentite che si sono susseguiti in sordina, alle spalle dei giocatori ignari dell’esistenza di questo IP, a distanza di ben due anni dall’uscita del suo seguito (Daigasso! Band Brothers DX, 2008) anche noi europei abbiamo finalmente la possibilità di provare questo esperimento targato Nintendo, guidati da Barbara the Bat, mascotte che alcuni riconosceranno grazie a Super Smash Bros Brawl e Spettacolo di Magia.

Una jam session portatile

jam-with-the-band_007Il dedalo di opzioni rappresentato dal menu principale fin troppo conciso è il primo ostacolo da superare una volta accesa la console.
Jam with the band si divide principalmente in tre aree: “Suona“, “Canta” e “Componi“, ognuna divisa in diversi sottogruppi. Fortunatamente non saremo abbandonati a noi stessi, Barbara ci farà da cicerone tra studio di registrazione e concert hall, ci spiegherà come scegliere lo strumento da suonare tra i numerosissimi disponibili e quali sono le regole del gioco.
Come accade in tantissimi rhythm game, il gameplay di fondo, quello che vale per la quasi totalità dell’area “Suona“, che potremmo definire l’offerta principale del titolo, prevede la pressione di pulsanti seguendo lo spartito visibile, in questo caso, sullo schermo speriore.
Se ai livelli piu bassi è sufficiente premere un tasto qualunque seguendo il ritmo, già a livello normale Jam with the band diventa una specie di incubo musicale, in cui dovremo utilizzare croce direzionale e face button, prestare attenzione alle icone che indicano il cambio di tempo e usare i laterali per effetti ed ottave. Acquisire un minimo di manualità con la console e imparare a sopravvivere alle difficilissime 50 canzoni inserite nella cartuccia è un compito arduo, ma mai frustrante. Anche nella peggiore delle nostre performance non verremo mai interrotti, anzi la canzone arriverà sempre e comunque alla fine: solo allora verremo valutati.

Nella modalità di gioco libero non ci sono conseguenze dirette in caso di fallimento, mentre in fase di esibizione Barbara si occupa di alzare ed abbassare il livello di difficoltà in base al nostro rank.

Jam with the band è dunque un titolo difficile, ma che accompagna per mano il giocatore, adattandosi costantemente alle sue esigenze.
Non esiste uno “story mode”, il titolo va fruito per quello che è. Siamo lontani dal tipo di intrattenimento offerto da Wii Music, poichè in questo caso esistono punteggi e sfide da superare, ma il maggior elemento di intrattenimento di Jam with the band risiede nella voglia di fare musica, di auto-migliorarsi.

jam-with-the-band_023Per gli appassionati dei titoli musicali, forse la parte piu difficile è abituarsi al sistema di scorrimento delle note, che proseguono lungo uno spartito orizzontale che va letteralmente “a capo” ogni quattro quarti. Vien da se che l’occhio resta sovente intrappolato al bordo destro dello schermo, incapace di correre di nuovo a sinistra per continuare a seguire l’incessante cascata di note.
La difficoltà di ogni brano è ben visibile nel menu di selezione, e per questo durante le sessioni di training è possibile scegliere con oculatezza il proprio percorso di auto miglioramento. Scelta la canzone poi occorre decidere quale degli strumenti suonare, fino ad otto per ogni canzone. Ognuno ha un funzionamento differente, e addirittura in alcuni casi è possibile selezionare sistemi di controllo alternativi, premendo i testi di una pianola o controllando una chitarra con tanto di corde da strimpellare con il touch screen, un pò come accadeva nel Jam Sessions pubblicato da Ubisoft qualche anno fa.
Funziona in modo differente la modalità “Canta“, in cui è possibile lanciarsi in simpatiche performance canore grazie alla modalità karaoke, seguendo il testo che scorre sullo schermo e l’intonazione mostrata da una barra colorata “a la Singstar”. Non tutte le canzoni supportano questa feature, che quindi viene relegata ad un ruolo secondario, ma bisogna ammettere che per quanto ridotta quest’opzione incrementa di molto il livello di varietà dell’offerta di Jam with the band, e funziona anche discretamente bene.

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  1. Pingback: Wiikend #15 - Wii Italia

  2. Rispondi

    [...] concludere la redazione di Wiitalia vi offre tre nuove recensioni: si comincia con il rhythm game Jam with the Band, si prosegue con l’investigativo Ace Attorney Investigation: Miles Edgeworh e si conclude con [...]



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