Nintendo chiede ai suoi utenti di giocare

Questa mattina gli iscritti alla mailing list di Nintendo hanno ricevuto un messaggio dal titolo “Wii, se ce l’hai e non ci giochi, che divertimento c’è?” con in allegato un link alla sezione games del sito italiano. Fin qui nulla di strano, se non fosse che qualche giorno fa Liliegrin – ex amministratore delegato di EA DICE – ha dichiarato che “chi possiede Nintendo Wii semplicemente non ci gioca”.

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La mail odierna di Nintendo sembra rispondere con un “apriti cielo!” alla questione, ammettendo in modo sottile che – effettivamente – qualche problemino c’è. Ma qual è la situazione reale? In primo luogo snoccioliamo qualche dato tratto dal sito VGChartz. Il sito in questione effettua stime piuttosto grossolane nel breve periodo, ma è sufficientemente affidabile nel lungo periodo grazie all’adeguamento dei dati con le stime certificate. Questo ci consente di realizzare l’analisi che segue.

Nintendo Wii, si sa, detiene il primato di vendite hardware. Con 68,1 milioni di console detiene poco meno del 50% del mercato. Ovvero, un videogiocatore su due possiede una console Nintendo Wii. Xbox 360 e Playstation 3 hanno venduto rispettivamente 38,28 milioni di console e 32,51 milioni, costituendo insieme la restante metà del mercato.

Riguardo ai software, Nintendo Wii come prevedibile detiene il primato con 464,28 milioni di giochi venduti. Xbox 360 segue a 348,75 milioni e PS3 è il fanalino di coda con 217 milioni di giochi. Parliamo di giochi retail, escludendo dunque tutti i giochi ottenuti in digital delivering.

Combinando i dati di hardware e software si può ottenere il tasso di penetrazione del videogame nelle case dei possessori di ogni console, ovverosia “quanti giochi mediamente possiede il possessore di ogni singola console”. Gli utenti di Nintendo Wii possiedono mediamente 6,8 giochi a testa. Per ogni Playstation 3 si vendono invece 6,7 giochi. Xbox 360, infine, raggiunge la cifra di 9,1 giochi per ogni console venduta. A una prima analisi, dunque, Nintendo Wii presenta un tasso di penetrazione dei giochi nettamente inferiore a Xbox 360 ma leggermente superiore a Playstation 3. Xbox 360, ricordiamo, è sul mercato da 5 anni mentre Playstation 3 e Wii da 4. Conseguentemente il primo posto di Microsoft è scontato, sebbene nettamente più alto delle aspettative (35% in più di giochi venduti a fronte di un 25% in più di permanenza nei negozi).

Dobbiamo però considerare che circa 60,2 milioni di giochi venduti per Nintendo Wii, pari a circa il 13% del totale, sono copie di Wii Sports, titolo che nei paesi occidentali è in bundle con la console. In Giappone, dove Wii Sports non è in bundle, il titolo ha venduto appena 3,7 milioni di pezzi. Ciò significa che 56,5 milioni di Wii Sports non sono stati direttamente acquistati dal giocatore ma sono entrati nei salotti insieme alla console. Proviamo, pertanto, ad escludere il gioco in bundle con Nintendo Wii e a ricalcolare il tasso di penetrazione: il numero si riduce così a 6 giochi per console. Pur tenendo in considerazione che anche le console concorrenti di Nintendo Wii commercializzano svariati bundle di cui è molto più difficile tenere traccia, è verosimile pensare che Nintendo sia – effettivamente – la console con il rapporto console/giochi più basso. Certamente dobbiamo anche considerare il fattore pirateria che incide in maniera pesante su Nintendo Wii, bassa su Xbox 360 e pressoché nulla su PS3. In ogni caso i dati non sono così drammatici e delineano un quadro certamente meno apocalittico di quello descritto da Liliegrin.

Chi possiede Nintendo Wii, insomma, ha una propensione all’acquisto di nuovi giochi del tutto paragonabile a quella dei possessori “hardcore” di Playstation 3 e, tenendo conto del vantaggio sul mercato, di poco inferiore a quella dei possessori di Xbox 360. Resta effettivamente da capire se questi giochi acquistati siano poi effettivamente giocati. In questo caso Liliegrin potrebbe avere ragione, ma la questione è irrilevante: chi produce e commercializza giochi non ha interesse nel vedere “giocati” i propri prodotti, l’importante – ahinoi – è che vendano milioni di copie.