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Shaun White Snowboarding: World Stage: la recensione

La nostra casa… un aeroporto.

Mentre in Road Trip (come può suggerire il nome) la nostra base operativa è stata un piccolo camper sul quale si decideva a tavolino la nostra prossima meta, in Shaun White World Stage siamo perennemente confinati all’interno dell’hub di un aeroporto. I nostri eroi iniziano a sentirsi talmente a loro agio in questo ambiente che lo occupano esattamente come farebbero con la loro cameretta.
Dall’hub possiamo selezionare numerose modalità e attività di gioco che vanno dalla classica campagna single player alla modalità multiplayer fino a 3 e 4 giocatori, inoltre è possibile visionare le statische del giocatore con gli eventuali obbiettivi sbloccati durante le gare.

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La modalità multiplayer presenta le classiche modalità di gara affrontabili da più giocatori sulla stessa console tramite split-screen. Va precisato che è possibile collegare alla bianca consolina di Kyoto solo una Balance Board per volta, quindi, nel migliore dei casi, è possibile giocare in multiplayer fino a quattro giocatori usando quattro Wiimote oppure fino a tre giocatori se uno di questi utilizza una Balance Board.

La campagna Single Player si snocciola su una lunga serie di gare divise in livelli di difficoltà. La particolarità è che avremo un periodo di tempo limitato per riuscire a primeggiare in una categoria, niente di preoccupante comunque: il lasso di tempo a disposizione è abbastanza ampio da permettere anche ai giocatori meno abili di prendere confidenza con il sistema di controllo preferito prima di iniziare a fare sul serio. Si parte dal rank 100° nella classifica mondiale dei migliori snowboarder, vincendo ogni gara acquistiamo posizioni verso la vetta. Le competizioni affrontabili in single player posso impegnarci sia in gare di velocità che in gare “score attack” dove siamo chiamati ad esibire le nostre acrobazie migliori in tracciati preparati o in spettacolari half pipe lunghi centinaia di metri. Risulta divertente inoltre una modalità ad eliminazione dove l’ultimo snowboarder viene sistematicamente eliminato ad ogni checkpoint. In definitiva la modalità single player presenta una buona varietà di situazioni, in grado di tenere a debita distanza il fastidioso spettro della noia.

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Non è però tutto rose e fiori. Se la formula risulta divertente, non si può però certo dire che questa sia longeva: con un eccesso di zelo si potrebbe finire tutto in un paio di giorni. Da qui nasce la maggior critica verso Shaun White World Tour ed il team di sviluppo, che in un anno non è stato in grado di implementare una qualsivoglia minima modalità online nonostante da più voci sia giunto questo suggerimento, per una palese pigrizia. Dispiace quindi constatare come un brand nato in modo sano da una terza parte sia sostanzialmente diventato l’ennesima occasione per sviluppare a basso costo spillando dalle tasche di chi, invece, segue questo settore e si sarebbe aspettato un’evoluzione di un software, e non una riproposizione con aggiunte marginali.

Non sembrerebbe esservi nulla a differenziare il nuovo episodio rispetto al capitolo precedente, se non fosse per quella che è da reputare la maggiore novità di quest’anno, ovvero la creazione e personalizzazione totale di ogni tipo di acrobazia tramite Wii MotionPlus. Tramite una procedura guidata il giocatore può creare i propri trick da zero, disegnando movimento per movimento tramite il tracciamento 1:1 del Wii MotionPlus le rotazioni della tavola da snowboard. Una bella trovata, quanto meno Ubisoft è riuscita ad usare l’ultima periferica Nintendo in maniera intelligente, seppur in modo limitato: il Wiimotion Plus non avrà altri utilizzi all’interno del gioco.


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