LEGO Rock Band: la recensione

L’estrema proliferazione di titoli musicali ha letteralmente saturato l’autunno del 2009. Activision è riuscita a sfornare ben 3 diversi titoli sui generis, sono usciti almeno 5 diversi karaoke un bel po’ di periferiche. Lego Rock Band si inserisce in questo scenario approcciando al genere in un modo diverso: con ironia. Il problema, però, consiste nel capire se l’ironia è un elemento sufficiente per non generare l’ennesima, stantia ripetizione di un concept.

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Another Brick in the Wall

I giochi della serie Lego hanno saputo ricavarsi una nicchia che porta il nome di parodia. Tutto quello che Lego tocca diventa inevitabilmente la presa in giro di se stesso e dell’idea da cui è tratto. Lego Star Wars ha ridicolizzato una saga senza offendere gli estimatori. Sullo stesso piano Lego Batman e Lego Indiana Jones. Lego Rock Band, sia chiaro, non è da meno. Anzitutto il gioco se la prende con il suo stesso capostipite, sostituendo alle consuete note colorate i mattoncini e costruendo tutto con uno stile “in plastica” che tiene alto il nome del gioco. In secondo luogo – ed è questo l’aspetto più interessante – Lego Rock Band prende in giro il rock. Lo stile di vita dei rockettari, le leggende metropolitane che si generano intorno a essi, eccetera. Il tutto reinterpretato in stile Lego con battute e filmati che, più di una volta, non hanno mancato di farci sorridere. Più serie, se così si può dire, le curiosità legate al mondo Lego e dispensate nelle attese dei caricamenti che illustrano quanto il lego sia diffuso. Ad esempio lo sapevate che ci sono 64 mattoncini per ogni abitante della terra? Se pensate a quanti mattoncini avevate da piccoli vi renderete conto sin da subito che esiste un’allegoria tra i mattoncini Lego nel mondo e la distribuzione della ricchezza tra paesi ricchi e paesi poveri.

I brani

Il nucleo del gioco, naturalmente, è dato dalla musica. La tracklist di Lego Rock Band è probabilmente la migliore dell’anno per quanto riguarda il bilanciamento tra hit commerciali e pezzi più ricercati. Non ci troviamo di fronte né al rock duro ed elitario di Guitar Hero né tantomeno al pop edulcorato di Band Hero. In questo senso Lego Rock Band offre un bilanciamento perfetto. Si segnala poi la presenza di numerose star trasformate in personaggi lego: vedere Bowie o Mercury con i suoi baffoni trasformato in un omino alto 4 centimetri è impagabile.

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Il cuore pulsante del gioco è stato mutuato da Rock Band pertanto, per chi se lo stesse chiedendo, giocare a Lego Rock Band è equivalente al lanciarsi in una partita a Rock Band. I creatori sono gli stessi, l’energia investita la medesima. Pertanto non pensate che la simpatia indotta dai Lego abbia in qualche modo compromesso la formula: si rockeggia anche con i mattoncini. L’unico neo – per la verità comune a quasi tutti i giochi musicali – è la tendenza a inserire note “inesistenti” nei livelli di difficoltà più elevati. Un esempio su tutti è dato dal brano “We will rock you” dei Queen dove il povero Lego Brian May è costretto a suonare con la chitarra l’intro della canzone, di norma affidata alla grancassa e agli applausi.

Commenti Sottoscrivi i commenti
  1. Rispondi

    Io gli avrei dato 7,6 invece che 7,5 :lol:
    So che apprezzi questi discorsi Lore :lol:


  2. Rispondi

    Pensa che volevo esprimere il voto con i logaritmi.


  3. Rispondi

    Scherzi a parte, mi chiedo a chi sia indirizzato questo titolo, visto che hai evidenziato comunque delle imperfezioni dal punto di vista musicale (tipo l' intro che del brano We will rock you citato da te) e che un fan dei lego non credo possa essere attratto da questo gioco, magari di più dai vari indiana jones ecc. Mah?! Come direbbe Gene nocchi " Cui prodest?"


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