Harvest Moon: L’albero della Tranquillita: la recensione
Ai tempi del caro vecchio Super Nintendo, il primo Harvest Moon fu un titolo abbastanza atipico: si trattava di una sorta di simulatore di vita bucolica nel quale il protagonista ereditava dal nonno una fattoria diroccata vicino ad un villaggio montano. Scopo del gioco era riportare al fasto di un tempo l’intero complesso, gestendo i campi, la stalla e il pollaio.
In quest’ultimo episodio per Wii la storia si modifica solo formalmente: trovando un volantino per strada, il nostro protagonista decide di trasferirsi su di un’isola in mezzo al mare, terra fiorente e ricca perché guidata e protetta dalla Dea del Raccolto il cui spirito risiede nell’Albero Padre. Guarda caso, una volta sbarcati, si viene a sapere che l’Albero Padre è praticamente morto e che il raccolto non è più fiorente da anni, quindi le cose da fare per ripristinare la bellezza dell’isola sono davvero molte.
Il gioco parte con un ritmo abbastanza lento, imprimendo subito nel giocatore i tempi della vita bucolica. Addirittura le prime notti vengono passate in locanda e successivamente ospiti di una piccola famiglia di contadini. Proprio in questo contesto si imparano le basi della semina, dell’irrigazione e del raccolto. La mattina seguente il sindaco ci avvisa che la nostra dimora è pronta e da qui in poi siamo liberi di videogiocare come meglio crediamo.
Nella vecchia fattoria
Il gameplay di base richiede al giocatore di gestire un campo e una stalla, con tutto ciò che ne comporta: seminare, irrigare, dar da mangiare agli animali, spazzolarli e quant’altro. Le cose da fare sono molte e proseguendo nel gioco si sbloccano oggetti particolari che aggiungono nuove fasi di gioco come la pesca, la cucina o la raffinazione dei prodotti. Il tutto è realizzato con la dovuta cura e gli attrezzi più performanti si rendono disponibili solo dopo svariati raccolti e prodotti spediti. Con una cospicua quantità di denaro si può ampliare la propria casa, acquistare mobili e decorazoni, vestiti ed accessori per il nostro alter ego virtruale. Ci si può addirittura sposare, avere dei figli e prendersi cura di diversi animali domestici.
Nel gioco, oltre all’aspetto manageriale riguardante la propria fattoria, è presente anche una quest principale che, come è facile intuire, si focalizza sulla restaurazione dell’Albero Padre. Per fare ciò, tra le altre cose, si devono trovare i simpatici Folletti del Raccolto, guardiani di ponti color arcobaleno che conducono alla dimora della Dea del Raccolto, accedendo alle diverse aree dell’isola.
Commenti Sottoscrivi i commenti
Lascia un commento
Devi effettuare l'accesso per lasciare un commento.


Recensione: Harvest Moon: L'albero della Tranquillita
Harvest Moon ad Ottobre in Europa


SimPE94
9.25 pm
Peccato, a detta vostra, per realizzazione tecnica del piffero e il porting fatto schifosamente, perché per il resto sembra un bel gioco.
admin
9.28 pm
SimPE94, chi ha parlato di porting?
ellois
10.52 pm
quello per GC era noiosissimo
SimPE94
11.27 pm
@PSy
Porting da NTSC a PAL. Non sapevo come dire, pardon.
destiny64
11.29 pm
il voto dato si basa tra una media di grafica e sonoro, quando quello che conta veramente e longevità e giocabilità.
capisco che la grafica non sia proprio sullo standard odierno, e che ci siano pecche audio, ma un 6.5 lo trovo decisamente basso.
il voto utenti lo trovo decisamente azzeccato.
ManuF
1.22 am
Tutti i fattori contribuiscono a fare grande un gioco.
E ti assicuro che dopo averlo giocato a lungo le pecche tecniche (soprattutto a livello audio) e gli onnipresenti tempi di caricamento rovinano buona parte dell'esperienza di gioco.
Bastava un pizzico di impegno in più per fare un prodotto completo, in quel caso gli avrei dato almeno mezzo voto in più.
lore.ska
11.58 am
Porting da NTSC a PAL? Wow questa terminologia è favolosa! Fra un po' diremo "porting dalla tv in cucina a quella in sala"
gabbolo
2.34 pm
Per me e la mia ragazza è semplicemente favoloso, amo i giochi longevi e d' avventura!!!SPETTACOLO pure quello prima non era male comunque!!!