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Anteprima: Mini Ninjas

L’annuncio di Mini Ninjas da parte di Atari, publisher italiano per questo action in cel shading, ha lasciato di stucco diversi specialisti del settore. IO Interactive, sviluppatore del gioco, è infatti autore di giochi radicalmente diversi – dalla serie Hitman a Kane & Lynch – e tutto ci saremmo aspettati fuorché un titolo dedicato a un pubblico più casual, senza omicidi a sangue freddo e trame cinematografiche.

Mini Ninjas, dunque, piomba come un fulmine a ciel sereno e la preview organizzata da Atari in una piovosissima Milano ci ha permesso di fare chiarezza sulla controversa svolta casual del team di sviluppo danese.

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Shuriken e animaletti

Come rendere simpatici e divertenti i ninja, combattenti giapponesi conosciuti per le loro abilità nell’uccidere silenziosamente e a sangue freddo? Curiosamente la chiave di lettura ce l’ha fornita una coppia di kendoka presente all’evento che, con una splendida dimostrazione dell’arte marziale kendo, ci ha fatto capire come nella terra del Sol Levante ciò che nasce con intenti militari può spesso diventare un’attività ricreativa. Così come l’arte di uccidere con la spada (kenjutsu) è diventata un divertimento (kendo), gli sviluppatori di IO Interactive hanno reso simpatici e innocui i ninja, epurandoli di tutte le componenti sanguinolente ma mantenendone gli aspetti più interessanti: velocità e invisibilità.

In Mini Ninjas una forza maligna ha conquistato il Giappone e rapito tutti i suoi oppositori, gli allievi di una scuola ninja. Gli ultimi due superstiti, Hiro e Futo, vengono inviati dal proprio maestro al fine di salvare i propri compagni e, in ultima istanza, il mondo intero. Questa è la trama di fondo di Mini Ninjas: utilizzando i due personaggi, ognuno dotato di tecniche speciali, il giocatore avanza verso la liberazione di altri ninja i quali diventano ben presto personaggi giocabili ampliando le tecniche a disposizione. Per fare ciò il giocatore può affrontare di petto tutti i nemici lungo la strada o scegliere una via più “stealth” nascondendosi fra l’erba alta del Giappone feudale. Analogamente a tanti giochi del passato, il titolo è diviso in livelli e mondi, ognuno terminante con una fortezza da espugnare nel quale si trovano boss giganteschi da sconfiggere non con la forza bruta ma con l’uso del cervello (e di qualche quick time event). In altre parole il gioco alterna una lunga fase esplorativa, lungo la quale è possibile fare conoscenza di numerosi personaggi non giocanti e ricevere parecchie missioni, giungendo così al boss in modo graduale.


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