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Pro Evolution Soccer 2008: la recensione

Intro

Gameplay 3Da sempre la serie di Pro Evolution Soccer/Winning Eleven (da adesso PES, ndr) viene associata ad un unico termine: simulazione. Anzi, “la miglior simulazione calcistica esistente”. Logico quindi aspettarsi da qualsiasi PES un buona dose di realismo, seppur sulla piccola console a due schermi made in Nintendo. Altrettanto logico essere spiazzati, dunque, quando ci si trova di fronte ad un PES mascherato da arcade più puro, con tanto di power-up e mini-giochi. Strano si, ma forse una svolta necessaria?

Insert Coin

Un PES “nuovo” richiede ovviamente modalità diverse dal solito e da questo punto di vista bisogna ammettere che Konami non sembra essersi affannata nella ricerca. Tra le classiche Allenamento, Partite Amichevoli e Network (partite amichevoli online e via wi-fi), fa la sua comparsa il Tour Mondiale, una sorta di cavalcata dalla squadra più debole alla più forte del gioco, attraversando i continenti (con “sorpresa” finale, una volta aver superato tutte le nazionali presenti). Obiettivo finale: battere tutte le squadre del gioco, divise in vari gironi che verranno affrontati in sequenza, prendendo il comando della squadra tipica della Master League “pessistica”, con i vari Castolo, Minanda, Macco e compagnia bella.

La cosa curiosa è la modalità, denominata Gacha-Get, attraverso la quale si possono acquistare altri giocatori per potenziare il proprio team: niente sessioni di calciomercato, ma semplicemente una slot machine ed una di quelle macchinette da cui escono palline colorate. Si inseriscono uno o più gettoni sfruttando il touchscreen e si attende l’esito della “pescata”, con rispettivo giocatore da poter inserire nella propria rosa. Un metodo certamente strano, tipicamente arcade, che fa capire da solo in quale direzione Konami si sia voluta spingere per questa versione DS del suo PES.


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