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Hotel Dusk: Room 215: la recensione

Intro

Dopo il controverso tentativo Another Code, prima avventura grafica per DS ad aver sfruttato a dovere le funzionalità della nuova console portatile Nintendo, la CING ci riprova con questo Hotel Dusk: Room 215, avventura dallo stile prettamente noir che vi farà vestire i panni di Kyle Hide, ex poliziotto tradito dal migliore amico, ora ridotto a fare il rappresentante per una piccola società che si occupa di recuperare oggetti misteriosi.

Face to face

Sarà proprio la ricerca di alcuni oggetti che spingeranno il nostro Hide a sostare all’Hotel Dusk, un piccolo albergo isolato dal mondo che nasconde misteri e strani intrecci tra i suoi ospiti. La voglia di proseguire per scoprire ogni segreto che si cela dietro i protagonisti sarà il vero motore dell’azione.

Tutti i personaggi hanno un background articolato e misterioso al punto giusto, dalla severa cameriera Rosa, allo sfaticato barista Louis, passando per la piccola Melissa. Insomma, saranno molti i misteri da svelare, anche se alcuni non riguarderanno la trama principale, ma faranno da cornice ai colpi di scena maggiori. Le premesse per un’avventura grafica che resti nella memoria dei possessori DS ci sono tutte, ma basta poco per rovinare tutto.


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