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Thrillville: Fuori dai Binari: la recensione

Thrillville, let’s go!

Thrillville: Fuori dai Binari si presenta come un manageriale di Luna Park con un’anima prettamente arcade. Esponente di un genere che trova più adepti sui pc che sulle console domestiche, questo seguito di un titolo già visto in tardo 2006 riprende una scelta vincente per rendersi interessante ad un pubblico vasto e demograficamente avvezzo ad esperienze di gioco meno riflessive, ovvero alternare fasi gestionali non troppo complesse a momenti di pura azione.

All’inizio del gioco, prima di affrontare un tutor eloquente sui nostri compiti organizzativi, saremo chiamati a scegliere i connotati del nostro alter ego. Col compito di aiutare Zio Mortimer (un eccentrico scienziato che a molti ricorderà il mitico Doc di Ritorno al Futuro) nella gestione di Thrillville vagheremo per il luna park al fine di parlare con i visitatori, gestire le strutture, collaudarle, personalizzandole e facendo sì che il parco funzioni in modo ottimale. Svolgendo particolari missioni si guadagneranno dei “punti brivido” e potremo così sbloccare ulteriori zone per espandere Thrillville e farne il più grosso e divertente parco divertimenti del mondo.

La fase gestionale anche se non profondissima è composta da diversi compiti. Oltre a decidere il prezzo dei biglietti dovremo intraprendere una campagna pubblicitaria che a seconda del media utilizzato come vettore porterà una fetta particolare di pubblico, pubblico che impareremo a conoscere per soddisfarne i desideri e scoprire le opinioni sul nostro parco giochi.

Tra i vari personaggi che bazzicano il parco è esilarante la presenza del giornalista recensore di parchi, che tratterà Thrillville in relazione a quanto saremo “gentili” con lui, ma che potremo anche non corrompere.

Thrillville: Fuori dai Binari

Life is a Roller Coaster

L’aspetto più piacevole riguardante il fatto di gironzolare nel proprio parco a tema è la possibilità di provare ogni giostra presente, il che si può tradurre in un semplice quanto panoramico giro sulle montagne russe, fruibile da diversi punti di vista, come nel cimentarsi in dei minigiochi molto spesso simpatici e divertenti.

Il perfetto connubio che Thrillville crea tra un gestionale ed una raccolta di mini-games è tanto riuscito da far stare il titolo in bilico tra i due generi, annullandone i possibili difetti.

La potenziale monotonia del gameplay di un gioco simulativo viene così sventata dalle prove da superare, mai fine a se stesse e spesso votate ad uno scopo particolare, come il ripulire il parco nelle vesti di un inserviente per esempio, prove che costituiscono fattore d’interesse anche giocate da soli.

Un aspetto del gioco particolarmente divertente e reso semplice da padroneggiare è la costruzione di montagne russe che potremo personalizzare con tutta una serie di tratti particolari, ingegnosi e divertenti da sperimentare, sempre tenendo d’occhio “il fattore nausea” o quello “brivido”, indicatori focali da rispettare per la buona riuscita del nostro tracciato e per evitare he i visitatori restino troppo scossi dalle nostre giostre. Anche qui un efficiente tutor ci mostrerà come destreggiarsi al meglio con i comandi per costruire un adrenalico alternarsi di lente salite e discese mozzafiato. Simpatica e ben riuscita anche la possibilità di creare da zero il proprio minigolf e il tracciato per un racing game.


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