*/ ?> Recensione di Rayman Raving Rabbids 2 (Wii) - Wii Italia
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Rayman Raving Rabbids 2: la recensione

Conigli e sturalavandini. Questo il leitmotiv di Rayman Raving Rabbids, uno dei launch-title di Wii caratterizzato dall’indubbia originalità e da un primo, timido tentativo di sfruttare i controlli Wii in modo esclusivo. Alla sua uscita il gioco fu pienamente apprezzato, sebbene presentasse numerosissimi difetti tecnici (incluso qualche bug) e una qualità alquanto discutibile in alcuni mini games. Ma, si sa, a un titolo di lancio molte cose possono essere perdonate.

A meno di un anno dal primo RRR, ecco giungere il sequel. È lecito dunque domandarsi: dopo 11 mesi di rodaggio su Wii, Ubisoft ha risolto i problemi della prima versione?

Rayman Raving Rabbids 2

Il franchise

Ma facciamo un rapido passo indietro: cos’è Rayman Raving Rabbids? Non è Rayman, se per Rayman si intende lo straordinario franchise nato da un platform tutto europeo in grado di tenere testa a colossi come Sonic e Super Mario. I vari Rayman susseguitisi nella storia dei videogames sono (quasi) tutti giochi imperdibili, invecchiati molto bene e ancora oggi pienamente giocabili. Rayman Raving Rabbids, al contrario, utilizza solo l’eroe della saga deviando pesantemente dal platform verso il minigame, un genere che – allo stato attuale – potremo definire di punta. Senza cimentarci in opinabili discorsi su come il minigame sia oggi quello che il platform era negli anni Ottanta, ci limitiamo a dire che la scommessa del primo Rayman Raving Rabbids è riuscita: 80 giochi dalla durata media di un minuto o poco più, fruibili da tutti e spesso esilaranti sono una ricetta perfetta. Una ricetta però sporcata da una storia “buttata lì”, dai già citati problemi tecnici, da una fase di scelta del minigioco molto più lenta di quanto si richieda a una raccolta di giochi che, volente o nolente, sono motore trascinante del notoriamente frenetico party gaming.


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