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Super Mario Galaxy: la recensione

super-mario-galaxy-wii_006Avevamo lasciato Mario abbandonato a se stesso su di in un piccolo pianeta sperduto. Dopo aver ripreso i sensi fa la conoscenza degli Sfavillotti, dei cuccioli di stella che lo portano da quella che definiscono la loro mamma: Rosalinda.

La sua storia è misteriosa ma appoggia subito la nostra causa, decide così di darci una mano nell’opera di salvare la principessa rapita. Rosalinda vive sull’Osservatorio Cometa, un punto di osservazione astronomica sospeso nello spazio. Attraverso le sue stanze Mario può volare di galassia in galassia e visitare i bizzarri pianeti che la compongono per raccogliere tutte le Superstelle necessarie al raggiungimento della fortezza nemica.

Un centro di gravità… differente

Pur non avendo la stessa carica rivoluzionaria di cui dodici anni fa si fece ambasciatore Super Mario 64, Galaxy può considerarsi a tutti gli effetti il suo vero erede spirituale a causa soprattutto della sua originalità. In questa nuova avventura Mario scopre le gioie dell’antigravità e deve farsi strada attraverso pianeti dalle forme più bizzarre.

L’Osservatorio Cometa prende il posto del vecchio castello presente in Super Mario 64 e costituisce la nostra base operativa per i vari viaggi interstellari che dovremo affrontare. Ogni stanza contiene al suo interno un portale per diverse galassie, le quali a loro volta contengono numerosi livelli, uno per ogni Superstella.

Ogni pianeta ha una sua conformazione geografica e concettuale specifica: molti sono di piccole dimensioni e hanno una forma sferica che può essere esplorata soltanto in superficie. Talvolta può capitare di imbattersi in un tubo che porta Mario al loro interno o, molto più spesso, è facile trovarsi di fronte una stella lancio. Queste particolari stelle costituiscono un collegamento tra due diversi pianeti e, avvicinandosi ad esse ed effettuando una piroetta, Mario viene letteralmente sparato da un pianeta all’altro. Questi ultimi si presentano nelle forme più disparate, non per forza relegate alla semplice forma sferoidale.

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A pianeti quadrati o cilindrici se ne alternano altri a forma di nocciolina o di cono gelato, altri sono strutturati come un agglomerato di piattaforme sospese nel vuoto per un risultato complessivo che può ricordare i lavori di Escher e “Il Piccolo principe” di de Saint-Exupéry. Mario si muove tra queste geometrie non euclidee con assoluta naturalezza, trovandosi così a dove saltare da un pianeta all’altro subendo la loro differente forza di gravità, correndo spesso a testa in giù o all’interno di una sfera rimanendo ancorato alle sue pareti.

Ogni galassia rappresenta una determinata idea e può vantare di un level-design fuori dagli schemi e assolutamente originale. Ciascuna di essa presenta uno o più livelli dalle dinamiche differenti. Può capitare, ad esempio, di imbattersi in una galassia che presenta un solo particolare livello strutturato come un racing game (il surf sulla manta) oppure di trovarsi a “cavalcare” una sfera impugnando il Wiimote come un joystick. In altre situazioni la visuale passa ad uno schema classico di platform-game 2d dal gusto decisamente retrò ma sempre contaminato dai fattori gravitazionali che sono il vero leitmotiv di questo titolo. Una volta raggiunto l’ultimo pianeta di una galassia Mario recupera la Superstella oppure deve affrontare un boss finale.

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Per rendere ancora più varia l’esperienza di gioco, in Galaxy sono presenti diversi powerup e ritroviamo nuovamente i costumi, ennesimo richiamo ai fasti di Super Mario 3. Oltre alla classica Stellina arcobaleno, che dona a Mario un limitato periodo di invincibilità, torna il fiore bianco che gli permette di lanciare palle di fuoco e altri costumi che sono contestuali alla galassia che si sta visitando. Nella galassia Ape, ad esempio, ci si può imbattere in un funghetto giallo e nero che dona a Mario un grazioso costumino da ape con tanto di ali. Fino a quando non si tocca una superficie bagnata sarà possibile far volteggiare Mario nell’aria tenendo premuto il tasto A, stando però sempre attenti che non si esaurisca l’indicatore di energia necessaria per il volo.

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La grande varietà delle situazioni che man mano si presentano unita ad un’omogeneità generale della struttura di gioco si traduce in un’esperienza di gioco unica, mai troppo difficile scandita da un ritmo frenetico che non corre mail il rischio di cadere in momenti morti.

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