*/ ?> Recensione di NBA Live 08 (Wii) - Wii Italia
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NBA Live 08: la recensione

Nell’ultima line-up Wii di EA Sports abbiamo assistito ad interessanti adattamenti dei controlli alle particolari possibilità introdotte dalla nuova console Nintendo: giochi come Tiger Woods PGA Tour 2008, Fifa, Madden hanno messo in campo un sistema in grado di non fare rimpiangere l’assenza di un pad, utilizzando gli accelerometri del WiiMote in modo originale e, quasi sempre, preciso.

NBA Live 08 è l’ultimo titolo EA Sports ad entrare nel mercato Europeo ma, a fronte dei suoi predecessori, pare non riuscire a trovare la miscela corretta tra innovazione e tradizione.

NBA Live 08

Un gioco monotono

Il basket, si sa, è uno sport profondo ma spettacolare, fatto di schemi, passaggi, tiri di precisione, evoluzioni sotto canestro. NBA Live 2008 sin dalle prime battute non intercetta né la profondità del gioco, né tantomeno la sua spettacolarità. Anzitutto vi è la scarsissima possibilità di dominare realmente cosa sta succedendo in campo: il passaggio è assistito dalla CPU che seleziona l’uomo più smarcato, aiutando a completare il passaggio ma togliendo molto in simulazione.

In secondo luogo vi è il possesso di palla sostanzialmente statico: i tricks eseguibili nelle fasi di controllo sono solo una manciata, riassumibili in cambia la mano di palleggio, fermati e fai piede-perno o effettua una finta smarcante. Le altre finte sono selezionabili premendo contemporaneamente il tasto C e una direzione del D-Pad: probabilmente uno dei layout di controllo più bizzarri mai visti su Wii, troppo lenti per un’azione da compiere in assoluta fluidità.

Infine vi è il tiro. In effetti nei primi minuti di gioco l’idea di EA sembra buona: solleva il WiiMote per fare saltare il giocatore, abbassalo per farlo tirare, in un movimento che sembra mimare il gesto tecnico del tiro in sospensione. Dopo avere fatto saltare il giocatore, dunque, è sufficiente abbassare il WiiMote al momento giusto (presumibilmente nel momento di massima elevazione del salto) per realizzare un tiro perfetto, sia esso un tiro da due punti o una splendida tripla. Purtroppo tale configurazione è troppo poco severa in quanto a precisione, trasformando tutti i giocatori in “alieni” in grado di piazzare 9 triple su 10 già dalla seconda partita. Venendo invece alle schiacciate – vero nucleo della spettacolarità del basket – queste risultano difficilmente realizzabili. La schiacciata, infatti, può essere effettuata solo quando sotto al giocatore in possesso della palla compare un cerchio verde. In quel momento è necessario inclinare il telecomando a destra o a sinistra, un gesto tutto sommato semplice ma più lento della pressione di un pulsante e scarsamente consono a “cogliere l’attimo”, così come richiesto dal gioco. Inoltre il basso coefficiente di riuscita della schiacciata spinge inevitabilmente a scegliere il più facile tiro in sospensione, aumentando drasticamente la monotonia delle partite.

NBA Live 08

Quanto descritto fino ad ora fa parte della fase di attacco del gioco che, tirando le somme, risulta nel complesso troppo semplicistica. Lo stesso si può dire anche della difesa che si limita a stoppare e rubare la palla. Vi è però una sostanziale differenza tra attacco e difesa: se dopo pochi minuti chiunque diventa un mago del tiro, dopo qualche ora di gioco rubare palla e fermare pivot sotto canestro risulta ancora piuttosto complicato.

Il Family Play (attivabile sganciando il Nunchuk) – invenzione di EA per rendere i giochi più accessibili a chi non padroneggia bene i controller – semplifica ulteriormente il tutto, lasciando alla CPU il movimento dei giocatori. In realtà tale opzione non è così “drastica”: il videogame in modalità “pro” è pienamente accessibile anche al casual player, data la pochezza tattica delle fasi di gioco. Ad infierire ulteriormente, la grave assenza di un tutorial giocabile.


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