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Anteprima: Harry Potter e l'Ordine della Fenice

Il nostro segnaposto in EAQuando, come nel caso di Electronic Arts, si dispone di un franchise del calibro di Harry Potter è lecito attendersi un titolo che sfrutti il traino di film e libro per veicolare verso di sé l’enorme mole di fan che il maghetto occhialuto – ormai adolescente – ha saputo conquistarsi nel corso degli anni. Contrariamente alle aspettative, però, EA realizza un gioco appetibile non solo per il target ormai classico, bensì dichiaratamente aperto ad un ben più ampio pubblico, non necessariamente interessato alle vicende di Hogwarts. In una lunga e interessante presentazione svoltasi negli uffici milanesi di Electronic Arts Italia, Harry Potter e l’Ordine della Fenice si è mostrato ai nostri occhi, lasciandoci piacevolmente sorpresi grazie molti elementi su cui cercheremo di soffermarci nelle prossime righe.

Harry Potter e l’Ordine della FeniceIn primo luogo Harry Potter e l’Ordine della Fenice ricalca trama e location del film in uscita, una scelta esplicitata sin dalla copertina del gioco che per la prima volta ritrae l’attore Daniel Radcliffe anziché una versione digitalizzata di Harry, decisione presa in seguito all’ormai palese e giustificabile associazione che i fan di Harry Potter attuano tra il maghetto e l’attore che lo interpreta. In ogni caso, seguendo la descrizione del gioco, assistiamo ad un interessante disancoraggio di fabula e intreccio del film nei confronti del videogioco. Pur mantenendo gli avvenimenti principali della pellicola e la sua ambientazione più cupa e matura come collante fra le varie vicende del gioco, questa volta il videogame di Harry Potter affida una quasi totale libertà decisionale al giocatore, concedendo di esplorare liberamente la vastissima Hogwarts e di affrontare nel suo cammino numerose subquest affidate dall’elevatissimo numero di personaggi non giocanti (inclusi i ritratti parlanti dell’incredibile stanza delle scale) con i quali ci è possibile interagire. Ci siamo trovati infatti a giocare vere (e lunghe!) partite di scacchi magici, ad imparare nuove magie con importanti maestri, eccetera. In altre parole, Harry Potter non è un gioco la cui progressione è collocata sui rigidi binari della trama cinematografica: il giocatore ha finalmente la possibilità di scegliere cosa fare e quando farlo, rendendo di fatto Harry Potter e l’Ordine della Fenice un free-roaming game anziché un classico adventure game. A ciò si aggiungono importanti elementi RPG: le magie di Harry crescono con i punti esperienza guadagnabili durante il gioco. Infine si segnalano riferimenti ai precedenti capitoli della saga: ad esempio, è possibile svolgere quest con preciso richiamo a Harry Potter e la Camera dei Segreti introdotti dall’antipatica Mirtilla Malcontenta.


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