Recensioni
Wing Island
di Lorenzo Mosna
15 May 2007 - 22:44
2 commenti
Il volo è certamente un’esperienza che è stata declinata in mille modi diversi nei videogiochi. Se però volessimo classificare ogni titolo uscito, ci accorgeremmo ben presto come il macrogenere “gioco di volo” sia scorporabile in due sostanziali caratteristiche, ognuna delle quali composta da altrettanti parametri antitetici: un gioco di volo, infatti, può essere simulazione o arcade, così come può essere civile o militare.
Per ragioni tecniche e di target, le console hanno sempre evitato i simulatori concentrandosi su titoli squisitamente arcade. Poiché la frenesia indotta da una non-simulazione si sposa meglio con armi e nemici, gran parte dei titoli d’aviazione usciti fino ad oggi sulle svariate console sono di genere militare.
Nella storia dei videogame vi è però stato un caso eclatante di gioco dedicato al volo che non seguì il paradigma arcade-militare, e questo videogame fu introdotto proprio da Nintendo. L’azienda di Kyoto – storicamente più attenta alla sperimentazione dei suoi concorrenti – rilasciò nel 1990 Pilotwings, uno titolo che potremmo definire arcade-civile. Per una volta gli aerei dotati di missili e mitragliatrici lasciavano posto a paracadutisti sportivi, biplani acrobatici ed innocui elicotteri. Quale il divertimento in un gioco frenetico dove non si spara? La risposta è presto data: superare missioni sempre più difficili e impegnative, così come avviene in ogni videogame. Se poi consideriamo che il designer di Pilotwings si chiama Shigeru Miyamoto (il papà di Super Mario), è evidente come questo strano gioco diede un’enorme “lezione di volo” a tutti i produttori che non vedevano null’altro che scrolling-shooters o titoli alla Top Gun.
A 17 anni di distanza da questo primo, interessante titolo, su di una console Nintendo torna un gioco che fa l’occhiolino a Pilotwings, cercando di riportare in auge quella concezione di flight-arcade civile che sembrava essere stata sommersa da decine di titoli a sfondo militare.
Ve lo ricordate Tale Spin?
Wing Island riprende questo vecchio concept tentando di aggiungere ciò che mancava a Pilotwings: una storia e dei personaggi che motivassero ogni singola sfida. La scelta di Hudson, sviluppatore del gioco, è chiara: grazie ad un contesto fantastico si cerca di spingere il giocatore a portare a termine delle missioni di aviazione principalmente civile, abbinando qualche elemento gestionale per rendere il tutto più appassionante.
Entrando in Wing Island ci si trasforma in piloti di una compagnia privata di aviazione commerciale le cui mansioni spaziano – ad esempio – dal trasporto di merci alla fertilizzazione dei campi, dal controllo degli incendi alla cattura di animali da fattoria. Il contesto cartoon (ironia della sorte: il pilota che impersoniamo è un simpatico volatile di nome Sparrow) rende certamente tutte le “strane” missioni meno assurde: in un cartone animato ci pare più che normale che il cittadino di una piccola isola assoldi un intera flotta di aerei per consegnare del legname ai vicini di casa. Confessiamo che durante il test di gioco abbiamo più di una volta paragonato le situazioni incontrate alle missioni di Tale Spin, il celebre cartoon Disney che vedeva l’orso Baloo nei panni di uno spericolato aviatore. Le sensazioni indotte da questa particolare atmosfera, dunque, sono più che piacevoli, sebbene deliberatamente fanciullesche e non facilmente assimilabili da tutti i giocatori.
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