Zelda – The Wind Waker: la recensione

Quindici uomini sulla cassa del morto…

The Legend of Zelda - The Wind WakersIl background generale di Wind Waker è a carattere piratesco. Sin dai primi momenti ci ritroveremo infatti ad aver a che fare con dei Pirati e il tutto è scandito dalle splendide musiche arrangiate appunto per questo tipo di ambientazione. I pezzi sono tutti orchestrali, ci sono delle rivisitazioni dei temi classici (come, ovviamente, il tema principale di Zelda) arrangiati con violini, fisarmoniche e percussioni e, come sempre accade per Zelda, alcuni sono memorabili e rimarranno impressi nella vostra memoria.

Non è tutto oro quello che luccica

The Legend of Zelda - The Wind WakersI lati positivi di Wind Waker sono molti, tuttavia ci sono diversi aspetti del gioco che contribuiscono ad allontanarlo, se pur di pochissimo, dal capolavoro. Abbiamo parlato delle sessioni di navigazione che costituiscono il vero pilastro dell’episodio ma che sono anche il suo più grande difetto.
Se le prime volte può essere entusiasmante e divertente esplorare l’oceano e cercare tesori alla lunga può annoiare, anche perché dovremo aspettare un bel po’ per raggiungere un’isola lontana. Le cose migliorano verso la metà del gioco quando riusciremo a trovare un modo per spostarsi via mare più velocemente.
Nonostante la vastità apparente dell’oceano e quindi del mondo che potremo esplorare, le isole sono molto piccole e costituiscono pressapoco il 40% dell’intero mondo.
La difficoltà generale del gioco, infine, è decisamente troppo bassa, raramente avremo dei problemi con i nostri nemici o avremo bisogno di maggior energia, tuttavia man mano che proseguiremo nell’avventura riceveremo nuovi cuori e presto arriveremo ad un punto dove sarà quasi impossibile morire.