Ci siamo trasferiti qui!

Alla (disperata) ricerca del Wii

29 December 2006 - 12:12

Piazza Duomo a TrentoLo devo ammettere: noi trentini non siamo molto pratici nel cogliere le novità tecnologiche. Siamo leader mondiali per quanto concerne la produzione di mele, siamo bravi operatori turistici, abbiamo un’ottima squadra di pallavolo e produciamo vini e spumanti a dir poco superbi. In realtà anche nella più pura materia tecnologica non ce la caviamo male: abbiamo l’IRST (Centro per la Ricerca Scientifica e Teconologica), abbiamo uno dei pochi servizi pubblici gratuiti di connessione Wi-Fi e stanziamo un sacco di fondi per l’informatizzazione. In altre parole rischiamo anche in ambito tecnologico, ma solo se la Provincia Autonoma ci mette il naso (e il portafoglio). I privati paiono accettare solo innovazioni già collaudate in altri luoghi d’Italia.

A dimostrazione di ciò ecco un piccolo (e ironico) resoconto di un mio pomeriggio passato a gironzolare curioso per diversi negozi della città a caccia di prodotti Nintendo.

Cyberdrome 3, vicolo del Vo’. Visito per primo l’unico negozio esclusivamente dedicato ai videogames presente in città. Con questo esercizio ho un particolare rapporto, avendoci lavorato per 5 anni. Noto con piacere che il titolare, Attilio, è ancora attento alle novità: il Wii è in bella mostra su di uno scaffale. Al suo fianco, gli unici due giochi “sopravvissuti” alle razzie natalizie: Rayman Raving Rabbids e WiiPlay. Osservo i prezzi e inorridisco: 75 euro per il primo, 69 per il secondo. A Milano ho visto RayMan a 59 e WiiPlay a 49 euro. Qualche anno fa i prezzi di Cyberdrome 3 erano estremamente competitivi: oggi il negozio di Attilio è il più caro della città. Si pensi che i “platinum” del GameCube sono venduti a 39 euro, quando il prezzo consigliato da Nintendo è pari a 29,90. Uscendo noto uno Zelda in vetrina. Prezzo? 79 euro. Mi allontano, sgomento.

Blockbuster, via Brennero. Mi sposto di 200 metri ed entro nell’unico Blockbuster di Trento. Non trovo alcuna console Wii, né tantomeno alcun WiiMote. Trovo invece tutti i videogiochi usciti per Wii (eccetto WiiPlay) a prezzi assolutamente validi. Forse GT Pro Series a 59 euro è un tantino in sovrapprezzo, ma dopo le turbe psichiche innestatemi da Cyberdrome 3 mi sembra di stare in un giardino zen.

Bussola, Top Center, via Brennero. Eccomi in uno dei due (!) centri commerciali della città. Mi fiondo alla Bussola, negozio di elettrodomestici ed elettronica che espone cartelloni di videogames. Cerco il reparto giochi: uno scaffale. Un misero, povero scaffale colmo di giochi per Playstation e X-Box 360, ma del Wii non c’è ombra. Chiedo e mi viene detto “non ci è ancora arrivato nulla”. Strano: la Bussola è un grande negozio, sempre ben fornito, e il distributore l’ha esclusa dalla lista di qualsiasi oggetto di marca Nintendo? Mah, sarà…

Nintendo DS LiteAnonimo negozio di dischi, Top Center, via Brennero. Una volta in questo negozio ci avevo comprato un gioco per PC. Otto anni fa. Oggi la situazione è più rosea di allora: nonostante il negozio si occupi principalmente di musica, hanno dedicato un intero espositore ai videogiochi PS2 e X360. E Wii? Niente: solo 3 miseri giochi GameCube di cui due discutibili Cat Woman. Chiedendo mi dicono “della Nintendo teniamo solo DS”. E io: “Ma lo sa che il Wii è la novità dell’inverno?” E il commesso: “Beh ma il GameCube non ha venduto nulla…”. Bella teoria. Peter Jackson ha diretto The Valley nell’76 che l’ha visto solo sua zia. Dunque, per sillogismo, Il Signore degli Anelli doveva essere un flop commerciale! Quale genio dell’economia è questo negoziante?

Expert, via Brennero. Gli esperti siamo noi, dice lo slogan. A quanto pare sono più esperti del precedente negozio avendo un Legend of Zelda, Twilight Princess in esposizione. Unico gioco per Wii in mezzo a centinaia di titoli per X360 e PS2. Anche qui, in modo quasi rituale, chiedo. Mi viene detto che non ne sono stati ordinati molti e che comunque dovrebbe arrivare “qualcosa” per l’anno prossimo. Wow. C’è una console che vende 2 milioni di pezzi in 45 giorni e l’unica cosa che sai dirmi è che ti arriverà “qualcosa” nel 2007? Meno male che siete Expert. Se eravate Deficient forse mi sarei già suicidato.

L'onnipresente Rayman Raving RabbidsCoop, viale Verona. La cara e vecchia Coop. Quell’aria da festa dell’Unità che respiri entrando. Hanno pure tolto l’energumeno che ti sigillava i sacchetti per paura di possibili espropri proletari (perché la Coop sei tu, ma non fidarsi è meglio). Reparto videogiochi. Anche qui una montagna di X-Box e Playstation. Tre poveri giochi per il GameCube in svendita, tra cui un sempre valido Spiderman 2 che mi infilo sotto il braccio. Vado dalla commessa chiedendogli se effettivamente Spiderman 2 costa come due chili di pane. Dopo un iniziale gioia per l’affarone concluso chiedo “e il Wii?”. E la ragazza: “eh?”. “Il Nintendo Wii, la nuova console”. “Ah, sì, guarda nell’espositore” indicandomi una vetrinetta alta mezzo metro. Osservando ci trovo un onnipresente RayMan buttato sul fondo, ma mi vergogno a chiedere il prezzo.

Elettrocasa – Trony, viale Verona. A fianco alla Coop c’è la mia ultima spiagga. L’Elettrocasa. In realtà è un negozio Trony, ma per qualche insano motivo ha preferito mantenere il nome originario. Dunque da queste parti il Trony è l’Elettrocasa. Entro e mi fiondo nel reparto giochi, trovando una originale collocazione. Al posto dei soliti espositori i giochi sono letteralmente buttati in un cesto, con decine di persone “scavanti” attorno. In realtà vi è anche un piccolo espositore con le ultime novità. Problemi di spazio? Possibile che lo scaffale delle lampadine sia più grande di quello dei videogames? In ogni caso non c’è traccia di Nintendo. Fermo il solito malcapitato per le domande di rito. “Mi dispiace, non teniamo Nintendo”. Capisco. “abbiamo solo il DS”. Dunque anche Elettrocasa – Trony pare ignorare il fatto che Wii sia la console più venduta di questo Natale, uno degli oggetti più ambiti e la seconda novità tecnologica dell’anno dopo Office 2007 (a detta di un importante sito americano). Ma si sa che da Trony non ci sono paragoni. Strano, a me vengono un sacco di paragoni poco felici.

Marcato, via Maccani. Questo è un nuovo negozio, attento alle novità. Dove sta il Wii? Il commesso 10 giorni fa mi diceva: “non l’abbiamo neanche ordinato”. Meno male che erano attenti alle novità. Oggi mi ripresento e la versione cambia in “arriva fra qualche giorno”. O si sono accorti dell’errore, o all’epoca erano sotto l’effetto del vin brulè.

In conclusione, dopo un pomeriggio passato per negozi comprendo che Wii ai commercianti di Trento non piace. Chi per paura di rivedere le vendite del Game Cube, chi per semplice ignoranza od ostinazione. Sebbene nel mio cuore sia convinto che questa penuria derivi in parte dalla scarsa propensione alla novità di noi trentini (la Melinda ci ha messo 100 anni per vendere qualcos’altro oltre alle semplici mele), nella mente temo che questa situazione si ripeta in altre città italiane di piccola-media dimensione. Forse col tempo le cose cambieranno, anche se oggi mi è molto più chiaro perché alla Nintendo abbiano deciso di spedire molte più console in Germania e in Francia. La Nintendo non snobba noi, siamo noi che snobbiamo Nintendo.

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