Che cos'è la nuova generazione?

PS3, X-Box 360 o Wii?Le console di gioco per l’home-entertainment hanno attraversato diverse ere che, con una squisita accezione vagamente antropomorfa, sono state denominate generazioni. Le prime generazioni dell’home entertainment avevano come caratteristica discriminante la quantità dei bit, tanto da arrivare al punto di palesarne il numero nel nome della console stessa (si pensi al Turbografx16 dotato, appunto, di 16 bit, o al Nintendo 64). Le generazioni conseguentemente assunsero il nome di tale caratteristica: generazione a 8, 16 e 64 bit. A partire dalla generazione a 64 bit l’architettura hardware divenne così complessa da impedire una distinzione fra le console che si basasse esclusivamente sul numero di bit; logicamente le generazioni successive persero i nomi caratterizzanti delle precedenti.

Tuttavia ogni singola generazione era qualificata, in buona approssimazione, dallo stesso approccio all’esperienza videoludica. Il gioco era ed è sempre stato controllabile da un sistema di levette e pulsanti che, grazie a sequenze di pressione e movimenti più o meno standardizzati, permettevano di guidare un’automobile, di far saltare un idraulico baffuto, di incastrare dei mattoncini come un provetto muratore della val Brembana. Qual era, dunque, la caratteristica che permetteva di distinguere una generazione da un’altra? Fondamentalmente una: la grafica. Naturalmente non ci possiamo dimenticare l’avvento delle levette analogiche, dei dischi o addirittura della vibrazione nel joypad, ma certamente è stata la grafica a rappresentare il centro di gravità di ogni generazione.

Su questo versante, l’attuale nuova generazione non si allontana certo dalle precedenti. L’avvento dell’alta definizione (o HD) e dei sempre più diffusi televisori a schermo piatto ha senza dubbio indotto in misura ancora maggiore i produttori di videogame a spingere sulla “res grafica”, anche a rischio di sacrificare un po’ di fluidità del gioco o parte della stessa giocabilità. Questa strada – più che giustificata dalla tendenza delle precedenti generazioni – non è stata intrapresa da Nintendo. Tale scelta potrebbe essere valutata come rischiosa, o più semplicemente come folle. Nintendo non abbraccia l’HD, anzi, mantiene una grafica pressoché di vecchia generazione concentrandosi sul gameplay. E lo fa cambiando totalmente l’approccio al videogioco.

Con Wii si può giocare a tennis agitando un telecomando come fosse una racchetta. Punto.

Questa frase, semplice ma sconcertante, è il nocciolo della rivoluzione introdotta da Nintendo Wii. Un nuovo modo di giocare più intuitivo, più realistico e, spesso, più divertente può ampiamente sopperire alle lacune del compartimento grafico. Wii, dunque, entra di diritto nelle console di nuova generazione malgrado la strada innovatrice da esso intrapresa trascenda in modo più che evidente il tanto blasonato discorso sulla grafica.

È però importante chiarire che, sebbene i nuovissimi controlli intuitivi introdotti da Wii siano i pilastri fondamentali della nuova generazione nell’ottica di Nintendo, la vera rivoluzione (tra l’altro Revolution era il nome del prototipo di Wii) consiste nell’allargamento potenziale di target che la console può offrire. Wii può essere utilizzato da persone di ogni età e di ogni sesso, ampliando quello che fino ad ora è stato un mondo di norma composto da individui di sesso maschile e di età non superiore ai 40 anni.

Senza lanciarsi in previsioni su chi vincerà la fantomatica next gen war, la guerra delle console di nuova generazione, è evidente che Nintendo – pur scegliendo la strada più rischiosa – avrà un ruolo fondamentale: se il percorso scelto da Sony e da Microsoft consiste in realtà in un aggiornamento delle vecchie console per i vecchi giocatori, la next gen di Nintendo è una nuova generazione di console per una nuova generazione di giocatori. Chi ha scelto Wii non è l’ultimo anello della vecchia catena: è il primo colpo di maglio su di una nuova incudine.